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Come si leggono le etichette alimentari? (VIDEO)

People For Planet - Dom, 07/05/2020 - 17:00

Cosa significano i numerini scritti sulle uova? Cosa bisogna guardare quando si legge un’etichetta alimentare? Lo abbiamo chiesto alla nutrizionista Dott. Chiara di Gianvittorio.
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Stop alle formiche con rimedi 100% naturali

People For Planet - Dom, 07/05/2020 - 16:00

Dal canale YouTube L’ Arca delle idee – Stefano Gullottatrappole e deterrenti naturali da conoscere ed usare al fine di eliminare definitivamente il problema delle formiche in casa, sui terrazzi ed in giardino”.

Valide alternative ai prodotti chimici che troviamo più comunemente in commercio e che spesso si rivelano dannosi per salute ed ambiente. I metodi consigliati nel video sono realizzati con prodotti che possiamo trovare facilmente a casa, come: aceto di vino/mele rosso o bianco, fondi di caffè, agrumi e varie spezie tra cui fiori di garofano, cannella, basilico, lavanda ecc.

Fonte: L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta

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Lo Shock del Futuro (Video 2)

People For Planet - Dom, 07/05/2020 - 10:00

Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future spiega che cos’è lo “Shock del Futuro” e perché per gli esseri umani e per la loro società è così importante anticipare e provare ad immaginare gli scenari della propria evoluzione per essere pronti al cambiamento ed evitare le situazioni più negative.

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Covid-19. I dati nel mondo. Rallenta in Europa ma non in Italia, cresce in Usa, genocidio in Brasile

People For Planet - Dom, 07/05/2020 - 09:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 4 luglio sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è decima per numero di casi (sorpassata questa settimana dal Messico) e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo dall’inizio della pandemia si sono registrati 11.081.000 casi (1.274.000 in più rispetto nell’ultima settimana, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 525.000 morti (31.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in diminuzione rispetto alla settimana precedente).

Continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per l’ottava settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità stia diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 4,7% sui casi accertati, nell’ultima settimana è sceso al 1,6%, con una drastica diminuzione anche rispetto alle ultime settimane (la settimana precdente era al 3,0%).

Negli Usa 327.000 casi nell’ultima settimana. Di più che tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 2.468.000 a 2.795.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 125.000 a 129.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto più casi che in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 32.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è fortemente rallentato. Resta altissimo nello stato di New York il numero dei ricoverati: 71.000

La pandemia rallenta in Europa, in Brasile 242.00 casi in una settimana.

Mentre nell’insieme dei paesi europei  si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 264.000 nuovi casi, ancora di più che nella settimana precedente, e 5.000 morti. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione. E, nonostante l’escalation della pandemia, questa settimana in Brasile riaprirenno bar e ristoranti. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico in particolare delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altro paese che segnala un preoccupante sviluppo della diffusione è l’India con 137.000 nuovi casi nell’ultima settimana, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente quando i casi erano stati 114.000

Italia: la diffusione del coronavirus rallenta e si concentra in Lombardia.

In Italia il numero dei nuovi casi accertati tende a ridursi ed a concentrarsi in Lombardia.

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana circa il 65% sono stati riscontrati nella sola Lombardia. Come ha dichiarato ieri il prof. Galli virologo dell’Ospedale Sacco di Milano, i dati (solo numerici) forniti dalla regione non consentono di comprendere la natura dei casi accertati e l’esistenza o meno di focolai nel territorio.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per covid19 in base alle statistiche ufficiali al 4 luglio.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 2.795.000 Stati Uniti
  • 1.539.000 Brasile
  • 667.000 Russia
  • 648.000 India
  • 296.000 Perù (+)
  • 288.000 Cile (+)
  • 286.000 Regno Unito (-)
  • 251.000 Spagna
  • 245.000 Messico (+)
  • 241.000 Italia (-)

Morti

  • 129.000 Stati Uniti
  • 62.000 Brasile
  • 44.000 Regno Unito
  • 35.000 Italia
  • 30.000 Francia
  • 30.000 Messico (+)
  • 28.000 Spagna (-)
  • 19.000 India
  • 11.000 Iran
  • 10.000 Perù (+)

Foto di Marilia Castelli: San Paolo, Brasile. Proteste contro il presidente Bolsonaro

Si può produrre l’acqua nel deserto?

People For Planet - Dom, 07/05/2020 - 08:00

Nel mondo c’è carenza d’acqua dolce: il 71% della superficie terrestre è coperta di acqua e per il 97,5% si tratta di acqua salata. In questa situazione 748 milioni di persone nel mondo (1 su 8) vivono senza accesso ad acqua potabile. 2,5 miliardi non hanno accesso a servizi igienico-sanitari. Le situazioni peggiori si trovano in Siria, Iraq, Yemen, Haiti, Sud Sudan, Africa occidentale (da notare che si tratta soprattutto di zone di guerra).
Qualche anno fa, presso la “Libera Università di Alcatraz”, abbiamo condotto una enorme ricerca, durata più di un anno, sulle ecotecnologie a basso costo che potrebbero in qualche modo aiutare le popolazioni di tutto il pianeta, soprattutto quelle che vivono in situazioni di emergenza e difficoltà. Ne è uscito un libro, in formato pdf, scaricabile gratuitamente, che abbiamo fantasiosamente chiamato “Ecotecnologie a basso costo per tutto il mondo”.
Una parte della ricerca è ovviamente dedicata alle ecotecnologie legate all’acqua. Per produrla, depurarla, usarla in agricoltura o per lavarsi le mani.

Ma si può creare l’acqua?
Sì, ad esempio catturando l’umidità dell’aria, presente ovunque nel mondo (sia l’aria che l’umidità!). Reti o cumuli di pietre possono catturare l’umidità del vento, condensarla in goccioline d’acqua che vengono poi convogliate e raccolte in contenitori oppure usate per mantenere umido un terreno ad uso agricolo.
Ne è un esempio è l’Orto dei Tu’rat, una tecnica antichissima che risale a circa 9.000 anni fa usata dagli abitanti della regione del Negev, a sud di Israele.
Cumuli di pietre calcaree disposti a forma di mezzaluna, opportunamente direzionati per captare i venti, condensano l’umidità che percola nel terreno. L’area dentro la mezzaluna è ottima per l’agricoltura.
Una tecnica analoga è quella del giardino Pantesco: l’albero viene circondato da un muretto a secco di pietre che catturano l’umidità mantenendo bagnato il terreno.

Più elaborato il Condensatore di Ziebold. Nel 1900 in Crimea furono rinvenuti 13 grandi tumuli con una superficie di 1000 mq per 30-40 m di altezza posti sulle cime delle colline. Queste costruzioni condensavano l’acqua e fornivano dai 500 ai 1000 litri di acqua al giorno (in condizioni ottimali). Friedrick Ziebold, che fece la scoperta, ricostruì il condensatore atmosferico in scala sulla cima di una collina a Feodosia (Teodosia) in Crimea, sul modello degli antichi pozzi ad aria scoperti nella zona. Il condensatore di Ziebold era un cumulo di ciottoli marini (da 10 a 40 cm. di diametro), dalla forma tronco-conica, con diametro alla base di 20 metri e 8 in alto per 6 metri d’altezza. La costruzione riuscì a produrre 360 litri d’acqua al giorno fino al 1915, quando cominciò a deteriorarsi.
Ultimo esempio sono le reti per catturare l’acqua contenuta nella rugiada. Si chiamano FogQuest, misurano 6×10 mt., possono produrre fino a 200 litri di acqua dolce al giorno e possono essere costruite con diversi materiali, anche di riciclo. Molto interessante il sito http://www.fogquest.org/.

Passando dagli antichi saperi alle nuove tecnologie, è da segnalare il progetto Savior Bud, un contenitore portatile per raccogliere l’acqua dalle foglie.
Da Architetturaedesign.it: “Prima di tutto bisogna trovare un albero a foglia larga ricco di foglie. Una volta individuato l’albero si applica Savior Bud all’estremità di un ramo, come se fosse una pinza gigante, circondando con cura le foglie della parte terminale del ramo. Una volta applicato Savior al ramo, questo funzionerà come specie di serra catturando l’umidità dalle foglie per trasformarla poi in acqua. In circa quattro ore infatti, le foglie avranno rilasciato un quantitativo di acqua pari al contenuto di una tazza di medie dimensioni.”
Purtroppo è rimasto solo un progetto.

E l’acqua del mare?
Altra fonte di acqua dolce è il mare (salato): tramite processi di dissalazione per evaporazione è possibile separare il sale dall’acqua, distillandola.
Un esempio a bassissimo costo è il Watercone. Si tratta di un cono (rovesciato) in PET dotato di un’apertura con tappo a vite sulla sommità e alla base una vaschetta di raccolta dell’acqua salmastra. Va esposto al sole per innescare il processo di evaporazione e dissalazione.
Sfruttando il medesimo principio ma aumentando le dimensioni si possono costruire vere e proprie “piramidi” in grado di dissalare l’acqua.

Un progetto si chiama per l’appunto WaterPyramid e secondo gli inventori con un’estensione esposta al sole di 600 mq si è in grado di produrre circa 1.250 litri di acqua dolce al giorno.

Il designer italiano Gabriele Diamanti è invece il progettista di Eliodomestico, un distillatore open source che grazie all’energia solare può fornire acqua potabile alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. È un modo semplice per la produzione di acqua dolce partendo da acqua salata o salmastra. Il dispositivo è in grado di produrre 5 litri di acqua al giorno funzionando senza filtri né elettricità e con una manutenzione minima. La mattina si riempie una caldaia nera con acqua di mare facendo attenzione a stringere bene il tappo. Man mano che la temperatura e la pressione all’interno della caldaia aumentano, il vapore viene forzato a passare attraverso un tubo di collegamento che raccoglie l’acqua evaporata dal coperchio e che funge da condensatore trasformando l’acqua salata in dolce. In sostanza una caffettiera rovesciata.

Fonti:
Rapporto Oxfam “Savinglives: emergenza acqua” (2016)
http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/11/02/savior-bud-trasforma-umidita-in-acqua.htm
http://www.fogquest.org/
http://www.gabrielediamanti.com/projects/eliodomestico/
http://www.ecotecno.tv/ecotecnologie/ecotecnologie-per-tutti.html

Centrodestra: “Conte via, torniamo al voto” |Smart working al 50% fino a dicembre | India, 23mila casi in 24h

People For Planet - Dom, 07/05/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Focolai ed emergenza contagi di ritorno: ecco le nuove ordinanze delle Regioni ;

Il Giornale: Centrodestra unito in piazza: “Conte via, torniamo al voto” Sul Cav: “Golpe giudiziario, senatore a vita”;

Il Manifesto: Stato d’emergenza sulla Viking «Dobbiamo sbarcare subito»;

Il Mattino: Inghilterra post lockdown, nel Super sabato lunghe code dai parrucchieri. Spagna, in quarantena 200 mila in Catalogna E la Sagrada Familia riapre dopo tre mesi per duemila operatori della sanità e delle forze dell’ordine ;

Il Messaggero: Virus, bimbo di un mese positivo vicino Roma. Contagiati anche due dipendenti Nazioni unite;

llsole24ore: Bollette, maggior tutela: cosa troveranno le famiglie nelle fatture di luce e gas a luglio – Affitti, la riduzione dei canoni si comunica online alle Entrate – Come cambia la domanda immobiliare dopo il virus;

Il Fatto Quotidiano:Meno tamponi, più contagi: solo 5 Regioni a zero casi. “Spegnere subito focolai, occhio a positivi importati”. Tre cluster familiari in Toscana: “I malati in albergo”;

La Repubblica: Dl Rilancio: in smart working al 50% fino a dicembre. Conte: “Ora tavolo riforma fisco”;

Leggo: Pianeta “nudo” scoperto anche grazie all’Osservatorio di Torino: si vede il nucleo ma gli scienziati non sanno perché;

Tgcom24: Catalogna, 200mila persone  in quarantena | Restrizioni  nei Balcani e in Australia | India, 23mila casi in 24 ore;

Non esistono razze umane, ma un’unica orgia fin dalla notte dei tempi

People For Planet - Sab, 07/04/2020 - 17:00

Nuove scoperte stanno riscrivendo le nostre origini. Non solo veniamo tutti dall’Africa, siamo pure un mix di gruppi che si sono separati per centinaia di migliaia di anni, poi ri-incrociati, poi se ne sono andati in Cina, poi sono tornati in Africa e così via per un milione di anni. Poi sono arrivati i nostri antenati diretti, gli Homo Sapiens, che comunque hanno continuato a fare sesso con tutti quelli che incontravano e via così che siamo diventati più intelligenti e belli e sani.

Una grande notizia per chi disprezza il razzismo. Nuove scoperte stanno riscrivendo le nostre origini. Non solo veniamo tutti dall’Africa, siamo pure un mix di gruppi che si sono separati per centinaia di migliaia di anni, poi riincrociati, poi se ne sono andati in Cina, poi sono tornati in Africa e così via per un milione di anni. Poi sono arrivati i nostri antenati diretti, gli Homo Sapiens, che comunque hanno continuato a fare sesso con tutti quelli che incontravano e via così che siamo diventati più intelligenti e belli e sani. Non esistono razze umane, ma un’unica orgia fin dalla notte dei tempi. La purezza della razza è impossibile. La nostra forza è la ricchezza genetica, la biodiversità è la molla che ha governato lo sviluppo umano.

Pubblicato da Jacopo Fo su Martedì 30 giugno 2020 Fonte: Jacopo Fo

Non esistono razze umane, ma un’unica orgia fin dalla notte dei tempi. La purezza della razza è impossibile. La nostra forza è la ricchezza genetica, la biodiversità è la molla che ha governato lo sviluppo umano.

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Tony, 5 anni e senza gambe, cammina 10 chilometri e raccoglie 1 milione per l’ospedale

People For Planet - Sab, 07/04/2020 - 13:15

L’impresa di Tony Hudgell, il bimbo inglese di 5 anni che ha camminato per 10 chilometri, nonostante al posto delle gambe abbia delle protesi, per raccogliere fondi di beneficienza, è una storia che merita di essere raccontata. Il bambino, ispirato dal capitano Tom Moore, che a 99 anni si è messo a marciare per chilometri nel giardino di casa per mettere insieme il denaro necessario per la sanità nazionale alle prese con l’emergenza Coronavirus, ha deciso di devolvere il ricavato all’ospedale pediatrico di Londra che gli ha salvato la vita quando aveva solo un mese e 11 giorni di vita.

Il bimbo ha cominciato a camminare prefiggendosi di raccogliere 500 sterline tramite la raccolta fondi lanciata sul sito Just Giving, ma nel giro di poche settimane ha raggiunto oltre un milione di sterline. Una cifra incredibile, che andrà all’Evelina London Children’s Hospital di Lambeth, l’ospedale di Londra dove gli è stata eseguita l’amputazione che gli ha salvato la vita.

Tony ora vive con Paula e Mark, i suoi genitori adottivi, ma quando aveva poco più di un mese di vita, ha perso entrambe le gambe a causa degli abusi fisici subiti dai suoi genitori biologici, che si trovano ora in carcere. A causa delle ripetute lesioni, il bambino ha riportato sepsi e insufficienza multipla di organi, condizioni così gravi che, vista la tenera età, hanno reso necessaria l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, dal ginocchio in giù.

Ricevute le protesi a gennaio scorso, Tony ha imparato a utilizzarle durante i mesi di lockdown. Poi, ad aprile è rimasto folgorato dal capitano Tom Moore, il veterano dell’esercito britannico diventato famoso per avere raccolto quasi 30 milioni di sterline per il sistema sanitario nazionale inglese duramente colpito dal Coronavirus, facendo 100 giri del giardino di casa prima dei cento anni, compiuti il 30 aprile. Lo sforzo del signor Moore ha spinto gli inglesi a lanciare una petizione all’indirizzo dell’Honours Committee, il comitato delle onorificenze del Regno Unito, per farlo cavaliere, ma che lo diventi o meno, non ha importanza. Un uomo di 100 anni ha ispirato un bambino di 5, entrambi, hanno dato un aiuto incredibile al sistema sanitario nel momento di maggior bisogno, questo è ciò che conta. A riprova che non è vero che andrà tutto bene, come non è vero che andrà tutto male. Andrà come è sempre andato, con incredibili storie nel mezzo.

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Studio Usa: i bambini sono più resistenti al Covid-19

Remdesivir, l’antivirale per il trattamento del Covid-19 avrà un costo di 2.000 euro

People For Planet - Sab, 07/04/2020 - 12:00

L’antivirale sperimentale usato per il trattamento del Covid-19 sarà distribuito quest’estate negli Stati Uniti e a settembre nel resto del mondo. Il prezzo è stato appena annunciato dalla società biofarmaceutica Gilead, che ha il brevetto.

Un trattamento di cinque giorni costerà 2.076 euro

Per un trattamento di cinque giorni con remdesivir contro il Covid-19, il prezzo fissato dal laboratorio americano Gilead è di 2.340 dollari (2.076 euro). Secondo il New York Times, le autorità sanitarie Usa e la società biotecnologica hanno concordato “una distribuzione prioritaria agli americani e un prezzo fisso”.

Già usato per l’ebola

Remdesivir è un antivirale che è stato già usato per trattare la malattia da virus Ebola. Secondo i test clinici effettuati per il coronavirus, migliora le possibilità di sopravvivenza dei pazienti ventilati e riduce la loro degenza in ospedale. Da quando è stato autorizzato a trattare il Covid-19 a maggio negli Stati Uniti, il farmaco è stato distribuito a titolo sperimentale gratuitamente dal laboratorio agli ospedali americani.

Il primo farmaco contro Covid-19 autorizzato in Europa

In Europa, ricorda il giornale tedesco Süddeutsche Zeitung , remdesivir è il primo farmaco contro il Covid-19 ad aver ottenuto l’autorizzazione dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per essere commercializzato nell’Unione europea il 25 Giugno.

Il prezzo della singola dose è fissato a $ 390 o $ 2.340 per le dosi necessarie per un trattamento di cinque giorni.

Gilead ha affermato che il prezzo sarà lo stesso per tutti i paesi sviluppati tranne che per gli Stati Uniti, dove i pazienti con assicurazione privata pagheranno di più ($ 3.120), afferma il Wall Street Journal.

Un prezzo troppo alto

Si levano molte critiche al prezzo del farmaco. Secondo l’associazione americana dei consumatori Public Citizen, riporta il Financial Times, “Gilead ha quotato un farmaco di pubblica utilità ad un prezzo esorbitante”.

Gilead ribatte che il trattamento risparmierebbe in media $ 12.000 per paziente, grazie alla riduzione della degenza in ospedale. Secondo il CEO della casa biofarmaceutica,” al prezzo attuale di $ 390 per fiala, remdesivir può immediatamente generare risparmi netti per i sistemi sanitari. “

Prima l’America

Oltre alla controversia sul prezzo, l’altro fatto per così dire “insolito”, sottolinea il New YorkTimes, è che il trattamento sarà distribuito esclusivamente negli Stati Uniti fino a settembre e che “i pazienti americani riceveranno quasi tutta la produzione di Gilead, oltre 500.000 dosi che gli Usa si sono accaparrati quasi del tutto”.

“Questa politica prima gli Stati Uniti non ha casi precedenti con altri farmaci”, ha dichiarato al quotidiano newyorkese Rena Conti, economista della salute alla Boston University.

Quindi un farmaco che nasce con una doppia discriminante, una economica e una territoriale.

Dal seme dell’albicocca alla pianta. Ecco come fare!

People For Planet - Sab, 07/04/2020 - 10:00

Dal canale YouTube plant world natura un giovanissimo talento già appassionato del mondo della natura, ci mostra come far germinare un seme di albicocca in pochissimi giorni!

Di stagione in questi mesi questo frutto è ricco di vitamine, sali minerali e fibre. Le albicocche sono preziose per la pelle e per gli occhi, dato che sono una fonte da non sottovalutare di vitamina A e di vitamina C.

Fonte: plant world natura

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Una corsa (a settimana) allunga la vita

People For Planet - Sab, 07/04/2020 - 08:00

Che correre faccia bene non è una novità: ormai è conoscenza acquisita che lo svolgimento dell’attività fisica sia uno degli strumenti, insieme a una sana alimentazione, per il mantenimento di una buona salute a ogni età. A confermarlo arriva ora un nuovo studio pubblicato online sul British Journal of Sports Medicine, da cui emerge che correre riduce il rischio di mortalità per qualsiasi causa.

Il bello è che per avere benefici dal jogging non è necessario versare litri di sudore: gli autori dello studio spiegano infatti che per avere effetti positivi è sufficiente una corsa di 25 minuti a settimana, anche a un’andatura leggera. Un obiettivo più che raggiungibile anche da chi lamenta di non avere mai tempo per l’attività fisica.

Esaminati 14 studi

Per giungere ai loro risultati i ricercatori hanno esaminato 14 studi condotti sull’associazione tra la pratica della corsa e il rischio di morte per tutte le cause, tra cui malattie cardiovascolari e tumori, per un totale di oltre 230 mila persone coinvolte la cui salute è stata monitorata per un periodo di tempo compreso tra un minimo di 5,5 e un massimo di 35 anni. Dai dati raccolti è emerso che, rispetto a chi non pratica la corsa, ogni quantitativo di jogging risulta associato a un rischio inferiore del 27% di morte per tutte le cause in entrambi i sessi. In particolare per quanto riguarda i decessi per malattie cardiovascolari e per cancro il rischio risulta ridotto rispettivamente del 30% e del 23%.

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Bastano piccole “dosi”

Per avere benefici non è necessario correre molte volte a settimana, né impegnarsi in corse lunghe: dalla ricerca risulta infatti che risultano associate a benefici per la salute e a una maggiore longevità anche piccole dosi di corsa – per esempio 25 minuti una volta a settimana – e tutt’altro che intense – effetti benefici sono stati registrati anche alla velocità di 8 km all’ora (che è l’andatura di una camminata a passo medio).

La quantità minima di corsa per ridurre il rischio di mortalità, 25 minuti a settimana, è molto meno dei 150 minuti di attività fisica complessivi settimanali consigliati agli adulti a livello internazionale per mantenersi in buona salute: «Questo fa sì che la corsa – suggeriscono gli autori – sia una buona opzione per coloro che non praticano attività fisica per mancanza di tempo».

Aumentare le quantità di corsa non migliora i benefici

Aumentare la quantità di jogging, invece, non migliora i benefici in quanto non risulta associato a una maggiore riduzione del rischio di morte. I ricercatori spiegano che praticare una breve e poco impegnativa sessione di corsa a settimana potrebbe essere una misura per il benessere e la longevità a costo zero, adatta anche a chi ha poco tempo, ai pigri e a chi non si sente tagliato per lo sport: «L’aumento della pratica della corsa, indipendentemente dalla ‘dose’ – scrivono gli autori dello studio – potrebbe portare a miglioramenti sostanziali in relazione alla salute della popolazione e alla longevità».

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Autostrade, no pedaggi nel weekend | Bergamo e Brescia capitali della Cultura 2023

People For Planet - Sab, 07/04/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Caos autostrade, stop pedaggi nel weekend. Oggi code per 20 km. Toti: intervengano i pm;

Il Giornale:Contro di me lotta armata Via maestra sono le elezioni” Berlusconi sul caso Esposito: “Giustizia come arma di lotta politica”. E poi: “Dopo i giallorossi unica strada sono le urne”;

Il Manifesto: Ocean Viking, due migranti tentano il suicidio;

Il Mattino: Coronavirus, Veneto a rischio e Zaia vara nuova ordinanza: «Prevederei il carcere»;

Il Messaggero: Bonus vacanze, boom di furbetti: «Tariffe più alte, spesa di 1.000 euro» Pronto protocollo per aiutare hotel;

llsole24ore: Lavoro irregolare per oltre un milione di famiglie: è l’Italia del Covid – Pa, in arrivo concorsi per 11mila posti – Test a Medicina, 13mila posti in palio;

Il Fatto Quotidiano: Ue, ‘frugali’ e sovranisti vogliono perdere altro tempo. Olanda: “Recovery? Non è necessario accordarsi il 17”. Visegrad: “Noi i migliori anti-Covid, ma penalizzati”;

La Repubblica: Coppia gay si bacia in stazione, aggrediti dal branco. C’è un sospettato;

Leggo: Meghan Markle e il principe Harry fanno i conti con le difficoltà economiche: «Dietro ai loro progetti ambiziosi sempre lo stesso errore»;

Tgcom24: Bergamo e Brescia nominate capitali della Cultura 2023: il riconoscimento dopo l’emergenza sanitaria;

I denti si lavano prima o dopo colazione?

People For Planet - Ven, 07/03/2020 - 19:23

“I denti si lavano dopo aver fatto colazione, come dopo i tre principali pasti quotidiani. Teoricamente non è sbagliata l’idea di lavarli prima, ma lavare i denti oltre le 3 volte al giorno potrebbe essere eccesavamente stressante per lo smalto dei denti e per le gengive. Dunque bene attenersi alla vecchia e sempre valida regola del lavaggio accurato dei denti dopo i tre pasti principali”, ad assicurarcelo è Roberto Callioni, medico dentista e Coordinatore del Servizio Studi ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani.

Come risparmiare denaro e salute

Il lavaggio accurato con filo e spazzolino elimina i residui alimentari – specie glucidi e carboidrati – che possono rovinare il nostro sorriso, la nostra salute e le nostre finanze. “Si dice che il dentista è caro ed è vero perché le cure a cui gran parte della popolazione si sottopone lo sono. Ma succede solo perché non si rispettano le regole di igiene e non ci si sottopone a controlli regolari: la chiave vincente per stare in salute e risparmiare molti soldi!”, continua Callioni.

Si deve attendere dopo i pasti?

Dunque: pulizia accurata mattina, mezzogiorno e sera (le trovate dettagliate nel sito del Ministero della Salute). Ma è vero che dovremmo aspettare mezz’ora dopo la fine del pasto prima di lavarci i denti? “Sì perché la masticazione lascia lo smalto temporaneamente indebolito e quindi spazzolarlo in quel frangente è meno vantaggioso rispetto ad attendere circa mezz’ora dopo il pasto”, spiega Callioni.

La strategia migliore per i bimbi

Si dice che lo smalto dei bimbi sia più fragile, se è così anche loro devono lavarli 3 volte al giorno? “Assolutamente sì! Proprio perché hanno uno smalto più sottile sono a maggior rischio carie. Dal primo dente e dai 4 anni i bambini devono essere istruiti e “giocare”, prendere confidenza, con l’uso dello spazzolino. Dopo aver fatto provare a loro la pulizia, i genitori devono intervenire e procedere loro con la “reale” pulizia perché a quell’età i bimbi non hanno la manualità necessaria a lavare veramente bene i denti. L’importanza della massima pulizia anche per i “denti da latte” è assoluta. I denti che cadono devono cadere integri, sia per motivi legati alla masticazione, sia per la possibilità di far nascere altrimenti ascessi nascosti e avere svariate tipologie di danni. Inoltre serve creare la cultura dell’igiene orale nel bambino”.

E i sigillanti occlusari?

“Li consiglio vivamente, sono assolutamente da fare dai 6 anni. Proteggono i molari permanenti in tutte quelle possibili piccole fosse in cui lo spazzolino non riesce ad arrivare bene e c’è il rischio che si depositi la placca, e in più rilasciano fluoro protettivo. Si tratta di una vera e propria barriera trasparente – indolore e veloce da applicare – che può veramente fare la differenza nello sviluppo di una bocca sana.  

Meglio lo spazzolino elettrico?

“Serve attenzione allo spazzolino elettrico perché se si esercita troppa pressione può danneggiare le gengive”, e per questo motivi alcuni hanno una sistema automatico che blocca la rotazione se la pressione è eccessiva. Ma “se usati bene, gli spazzolini elettrici possono agevolare la pulizia. Consiglio comunque e sempre setole morbide o medie”.

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La vergogna dell’Uranio Impoverito. Qualcuno pagherà?

People For Planet - Ven, 07/03/2020 - 17:00

Una storia ignobile che torna a farsi sentire in questi giorni grazie alle parole del Generale Roberto Vannacci, una denuncia verso un comportamento incosciente da parte dei vertici militari su come sono state smaltite le scorie degli impianti nucleari ai danni dei nostri soldati.

Il video di Jacopo Fo che ripercorre le vicende a partire dalla prima Guerra del Golfo sino alla Guerra nel Kosovo, durante le quali migliaia di soldati italiani sono stati avvelenati dall‘uranio impoverito con gravi conseguenze irreversibili sulla salute fisica e mentale.

La vergogna dell’Uranio Impoverito.Segui la pagina ANVUI Associazione Nazionale Vittime Uranio Impoverito e iscriviti all'omonimo gruppo Facebook!

Pubblicato da Jacopo Fo su Martedì 30 giugno 2020 Fonte: Jacopo Fo

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Monopattino elettrico: qual è il suo reale impatto ambientale?

People For Planet - Ven, 07/03/2020 - 15:00

Negli ultimi mesi, in molte grandi città italiane, sono apparsi i primi monopattini elettrici, anche grazie all’introduzione di nuovi servizi di noleggio.

Questo nuovo mezzo di trasporto, regala la possibilità di muoversi comodamente su 2 ruote grazie all’elettricità, che, come sappiamo, è normalmente meno inquinante della benzina o di altri combustibili fossili.

Come sempre, quando si parla di impatto ambientale, prima di dire se una particolare tecnologia è più ecologica di un’altra, dobbiamo provare a rispondere a qualche domanda:

  • Esiste un tipo di inquinamento nascosto generato dai monopattini elettrici? Per esempio, durante la loro produzione o mentre sono alimentati con l’elettricità?
  • Quali sono i reali benefici aggiuntivi che derivano dal loro utilizzo rispetto ad altre tecnologie già esistenti?
  • Quanto dura un monopattino elettrico? Come viene riciclato alla fine del suo ciclo di vita?
  • Rispetto ad altri mezzi di trasporto già esistenti, i monopattini elettrici sono più ecologici?

Il dibattito su quale sia il mezzo di trasporto più ecologico è stato molto controverso, soprattutto negli ultimi anni, con la recente crescita della quota di mercato globale delle auto elettriche.

Alcuni accusano le auto elettriche di essere in realtà più inquinanti delle convenzionali auto a combustibile fossile, puntando il dito contro la produzione e il mancato riciclaggio delle batterie agli ioni di litio. Altri si concentrano invece sulla produzione di elettricità che principalmente avviene attraverso fonti inquinanti come petrolio e carbone.

Molti esperti affermano che l’auto elettrica è più ecologica perché riduce le emissioni durante la fase di utilizzo, soprattutto se la rete elettrica è basata su energie rinnovabili. Oggi, con il moltiplicarsi degli studi scientifici sull’argomento, siamo quasi certi che l’auto elettrica è più rispettosa dell’ambiente rispetto quella a gasolio o benzina.

Tali considerazioni per i monopattini elettrici sono più complicate da farsi, poiché il fenomeno è piuttosto recente e poche sono ad oggi le ricerche che hanno fatto luce su questo aspetto.

Il ciclo di vita

Come per tutti i mezzi di trasporto, se si vuole misurare l’impatto ambientale, è necessario analizzare le 4 fasi principali del ciclo di vita del monopattino elettrico.

Le prime 2 sono le fasi di costruzione del monopattino e la fase di produzione dell’energia, cioè quanto è inquinante l’energia che permette di guidare tale veicolo. Poi bisogna analizzare la fase di utilizzo del monopattino, cioè quando viene guidato, la fase di manutenzione, e la fine della vita del veicolo, cioè come viene mantenuto e riciclato o come viene rottamato quando non funziona più. In ognuna di queste fasi, ci sono diversi impatti ambientali.

Nella fase di produzione, dobbiamo tenere conto di tutta l’energia consumata per estrarre le materie prime, trasformarle e assemblarle. Questa fase merita particolare attenzione, poiché come per tutti i dispositivi elettronici, bisogna considerare la batteria, che è il componente più inquinante.

Per quanto riguarda la fase di produzione dell’energia, anche in questo caso, i monopattini elettrici hanno problemi simili a quelli delle auto elettriche. Se l’elettricità è prodotta in modo ecologico (energia rinnovabile o decarbonata), allora l’impatto ambientale di questa fase sarà minore. D’altra parte, se è prodotta da combustibili fossili che bruciano (come il carbone, il petrolio o il gas), l’impatto ecologico e soprattutto la quantità di gas serra rilasciati, aumenta.

Successivamente, si guarda alla fase di utilizzo, che è cruciale, poiché è quella dove tali veicoli ottengono un reale vantaggio sui mezzi di trasporto a combustibile fossile. Infatti, durante la guida, i veicoli elettrici non emettono CO2 o altre sostanze inquinanti.

Un altro aspetto importante è rappresentato dal riciclaggio, poiché i monopattini elettrici sono fatti di materiali particolari e potenzialmente inquinanti, menzione speciale va fatta per le batterie ricaricabili, l’elemento più complesso da smaltire al momento.

Quando il monopattino e davvero ecologico

Possiamo affermare come il monopattino elettrico sia un mezzo di trasporto ecologico, solo nella misura in cui venga utilizzato in sostituzione dell’auto e per almeno 2 anni (macinando molti chilometri). Solo così, infatti, si potrà ridurre l’attuale impatto che ha la produzione (pari al 50%) sull’impronta di carbonio dell’intero ciclo di vita di un monopattino elettrico.

Nella maggior parte dei casi, purtroppo, l’utilizzo di un monopattino elettrico non sostituisce l’alternativa più inquinante. A quanto pare, coloro che generalmente viaggiano in auto, non rinunciano ai loro veicoli e non li sostituiscono con i monopattini elettrici; inoltre, esistono già alternative migliori per percorrere lunghe distanze, come il trasporto pubblico o la bicicletta.

La realtà racconta che molte volte i monopattini elettrici sostituiscono altri mezzi di trasporto più ecologici, come la bicicletta, le passeggiate a piedi, gli autobus o le metropolitane; e poiché emettono più CO2 di queste diverse modalità di trasporto, i monopattini elettrici tendono oggi ad aumentare la Carbon footprint globale.

In sintesi, i monopattini elettrici sono ecologicamente rilevanti solo quando sostituiscono mezzi di trasporto più inquinanti come le automobili, uno scenario ad oggi molto improbabile, considerando anche le infrastrutture delle nostre città.

Se vogliamo che i monopattini elettrici si inseriscano realmente in un sistema di mobilità e di trasporto sostenibile, dobbiamo prima di tutto allungare la loro durata e utilizzarli in modo coscienzioso e attento affinché durino più a lungo.

Non acquistiamo un monopattino elettrico se intendiamo usarlo per sostituire i viaggi che già facciamo con i mezzi pubblici, gli spostamenti a piedi o la bicicletta.

Esistono probabilmente alcuni scenari in cui può avere un senso utilizzare i monopattini elettrici, soprattutto per le persone che utilizzano diversi mezzi di trasporto per arrivare a destinazione, ma questo certo non è il caso della maggior parte degli utenti. In uno scenario in cui il trasporto pubblico funziona in modo efficiente ed è il metodo principale di muoversi in una città che non privilegia le auto, l’uso dei monopattini elettrici può avere un senso.

Ad oggi, la maggior parte delle città italiane è ancora orientata all’auto, anche se qualche segnale incoraggiante è già arrivato, facendo capire che c’è la volontà da parte delle istituzioni di cambiare in fretta le cose.

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Come accendere e gestire un fuoco outdoor

People For Planet - Ven, 07/03/2020 - 10:00

Per gli amanti della vita all’aria aperta questo video, dal canale YoTube Survival Bushcraft Italia, può essere di supporto per imparare ad accendere e domare un fuoco!

Competenza che, in casi estremi in cui speriamo nessuno sia costretto a trovarsi, può essere di fondamentale importanza. Pratica ed impara diversi metodi di accensione per riuscire ad di accendere un fuoco ovunque e in ogni condizione.

Fonte: Survival Bushcraft Italia

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Vitamina D, il segreto del benessere

People For Planet - Ven, 07/03/2020 - 08:00

La vitamina D è una vitamina molto particolare, che a differenza delle altre funziona come un ormone, e ogni singola cellula del nostro corpo ha dei recettori dedicati. Questa preziosa vitamina tra l’altro regola la quantità di calcio nel sangue, e migliora il suo assorbimento. È dunque vitale per rinforzare le ossa a ogni età, e specialmente nei bambini e negli anziani. Un recente studio ha inoltre verificato che aiuta anche a prevenire l’asma causata dall’inquinamento atmosferico, mentre sono noti i suoi influssi sull’umore. La vitamina D si trova in pochissimi alimenti, ma è prodotta naturalmente dal corpo, che estrae la vitamina D dal colesterolo se la luce colpisce direttamente la pelle almeno mezz’ora al giorno. La luce che filtra attraverso le finestre è invece inutile allo scopo. 

A causa di uno stile di vita sedentario o comunque sempre circoscritto al chiuso di casa, scuola, auto o palestra, si stima che circa la metà della popolazione mondiale ne assuma o ne produca troppo poca, mentre un miliardo di persone ne è gravemente carente. 

I sintomi più comuni sono stanchezza, malattie frequenti, dolori agli arti e alla schiena, depressione, perdita di capelli.

Se dell’assunzione di integratori non è bene fare un’abitudine, visti gli effetti collaterali anche molto gravi a cui sono associati (ne abbiamo parlato anche su People For Planet), si può tener conto di alcuni fattori. Prima di tutto il tempo di esposizione minimo di mezz’ora varia a seconda dell’inquinamento dell’aria, naturalmente dalla latitudine in cui viviamo e dunque dalla media di giornate soleggiate, e anche dalla quantità di melanina nel nostro corpo: più siamo scuri di carnagione e meno vitamina D assorbiamo. Allo stesso modo lavorano le creme solari, bloccando i raggi solari e dunque anche questo effetto positivo sul nostro organismo (comunque è giusto usarle in estate, oppure dopo una mezz’ora di esposizione diretta negli altri periodi dell’anno). 

Se siamo costretti a uscire poco, possiamo aiutarci con l’alimentazione: il pesce grasso come il salmone e il tonno, l’uovo e l’olio di fegato di merluzzo sono tutti ricchi di questa vitamina. Tra le alternative vegetariane ci sono i funghi, gli spinaci, la soia.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Marò: il processo si terrà in Italia | Macron cambia rotta dopo l’onda verde | Stadio Roma: chiesto il processo

People For Planet - Ven, 07/03/2020 - 06:25

Corriere della Sera: La Corte dell’Aja: l’India non può processare i due marò. L’Italia dovrà pagare per i morti;

Il Giornale: Silenzio ipocrita dei buonisti se è il Pd a non accogliere;

Il Manifesto: Val Susa e 5 stelle plaudono, ma Pd e destra: avanti tutta;

Il Mattino: Assegno per i figli sino a 21 anni: maggiorazione dal terzo, +50% disabili;

Il Messaggero: Stadio della Roma, la Procura chiede il giudizio per Parnasi e De Vito. Soldi da Parnasi, chiesto processo per il tesoriere della Lega e l’ex cassiere dem M5S verso il ricorso sul taglio dei vitalizi, rischi anche alla Camera in autunno;

llsole24ore: Lavoro americano più forte della paura del coronavirus: bene le Borse Ue, Milano +3%. Wall Street chiude positiva – Fca scatta e punta sulle vendite negli Usa – Tesla senza freni: accelera dopo sorpasso su Toyot;

Il Fatto Quotidiano: Dal “cimicione” per spiarlo alle “procure eversive”: Storia delle denunce di Berlusconi sui “fatti gravi”. Che poi si sono rivelate bufale o casi di calunnia;

La Repubblica: Macron cambia rotta (e governo) dopo l’onda verde: “Serve un nuovo cammino con una nuova squadra”;

Leggo: La droga dell’Isis sequestrata a Salerno: è la stessa usata per l’attacco al Bataclan;

Tgcom24: “MES, VALUTEREMO AL TERMINE DEL NEGOZIATO EUROPEO” Conte vede Zingaretti: “Piena convergenza” | Regionali, premier spinge l’alleanza M5S-Pd, Crimi frena: “Insieme se ci sono le condizioni”;

L’insostenibile pesantezza dell’All you can eat

People For Planet - Gio, 07/02/2020 - 15:00

Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro ai ristoranti “All you can eat” (Mangia tutto quello che vuoi/riesci) dal punto di vista ambientale? Cibo fuori stagione, proveniente da chissà dove.

Mangia quanto vuoi e quello che vuoi, ma a che prezzo?


Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Melissa Finali, Biologa Nutrizionista.

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Botswana: centinaia di elefanti morti misteriosamente

People For Planet - Gio, 07/02/2020 - 14:20

Più di 350 elefanti sono stati trovati morti nel nord del Botswana, in particolare nel Delta dell’Okavango, e le cause di quest’avvenimento sconcertante non sono ancora chiare.

Il governo del Botswana ha affermato che sono state escluse le possibilità che le morti fossero causate dal bracconaggio, dall’avvelenamento da parte di esseri umani e dell’antrace, un veleno presente in natura che colpisce occasionalmente la fauna selvatica.

Quest’evento, quindi, risulta molto strano e gli ambientalisti dichiarano di essere davvero preoccupati: il dottor Niall McCann del National Park Rescue ha dichiarato alla BBC che “questa situazione è totalmente senza precedenti in termini di numero di elefanti che muoiono in un singolo evento non provocato dalla siccità … Gli elefanti muoiono senza un motivo chiaro.”

Salvaguardiamo gli animali

Il Botswana ospita un terzo degli elefanti che vivono in Africa e possiede una buona reputazione per quanto riguarda la protezione della fauna selvatica, in particolare elefanti e rinoceronti. Tuttavia, questo rifugio sicuro è sempre più minacciato sia dal bracconaggio che da quest’avvenimento misterioso.

Un sondaggio aereo ha rilevato che il 70% dei giganti buoni è morto nei pressi di pozze d’acqua e la gente del posto ha riferito di aver visto gli elefanti che camminavano in cerchio prima di morire, il che potrebbe indicare che qualcosa stia attaccando i loro sistemi neurologici.

Il dottor McCann ha affermato che la malattia non può essere esclusa e, se dimostrato, esiste la possibilità che possa essere trasmessa alla popolazione umana proprio come Covid-19.

Mary Rice, direttore esecutivo dell’Environmental Investigation Agency, ha dichiarato che:

Mentre può avere un senso escludere il bracconaggio – le zanne rimangono intatte, ma dovrebbero essere rimosse urgentemente per evitare il bracconaggio opportunistico – ed escludere l’antrace perché il Botswana ha i mezzi per testarlo in modo affidabile, l’avvelenamento può essere ancora una possibilità.
I test sono l’unico modo per determinare se c’è stato un gioco scorretto, se si tratta in realtà di una sorta di malattia o virus e se esiste un potenziale rischio per la salute pubblica. In mancanza di ciò, è probabile che il numero di decessi aumenti
“.

A tal proposito, il dipartimento per la protezione della fauna selvatica ha ammonito la popolazione a non consumare carne di animali morti, in quanto ciò potrebbe nuocere alla salute delle persone del posto. I locali sono stati anche invitati a denunciare qualsiasi altro avvistamento di elefanti morti alle autorità.

Salvaguardiamo gli animali, salviamo il Pianeta.

Fonte: The Independent

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