People For Planet

Abbonamento a feed People For Planet
Aggiornato: 6 min 6 sec fa

Pasqua 2019: tutta la verità sulle uova di cioccolato e i falsi miti

Ven, 04/05/2019 - 15:00

Un utile vero/falso, stilato dal Professor Giacosa, gastroenterologo e docente all’Università di Pavia, per scoprire i reali benefici del cioccolato per la nostra salute.

Pasqua è alle porte e nelle tavole di milioni di italiani non mancherà il tipico uovo al cioccolato. Secondo una ricerca del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), per la scorsa Pasqua è stato stimato un consumo di circa 15 milioni di uova di Pasqua in Italia, che va ad aggiungersi a un generale aumento del consumo di cioccolato pro capite, vicino oggi a 13 grammi al giorno, poco più di un cioccolatino.

Effetti benefici per umore e salute

Fondente o al latte, industriale o artigianale: a ognuno il suo uovo al cioccolato preferito, per concedersi questo piccolo piacere che – se consumato con moderazione – può avere effetti benefici non solo per l’umore ma anche per la salute.Tante sono, infatti, le credenze relative al rapporto tra salute e cioccolato. Per fare ordine in vista delle feste pasquali, Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, con l’aiuto del Professor Attilio Giacosa, Gastroenterologo, docente all’Università di Pavia, ha stilato un utile vero/falso per scoprire i reali benefici del cioccolato per la nostra salute.

Il cioccolato aiuta a vivere più a lungo? Vero. Una ricerca dell’Università di Harvard, che ha seguito un campione di 7.841 persone di 65 anni per cinque anni, ha riscontrato come coloro che mangiavano cioccolato tre volte al mese vivevano più a lungo (36% di rischio di mortalità in meno) rispetto a quelli che ne facevano a meno. E anche per i più golosi che tendevano a esagerare, il vantaggio in termini di rischio di mortalità era comunque presente, seppur più basso.

Il cioccolato fa male al cuore? Falso. Al contrario, il cioccolato, grazie alla presenza di flavonoidi ad azione antiossidante riduce l’ossidazione dei grassi nel sangue, può aiutare a limitare il danno dei radicali liberi sulle arterie, agendo come protettore dei vasi sanguinei e a beneficio del cuore.

Il cioccolato aiuta a combattere la stanchezza? Vero. Il cioccolato contiene sostanze quali la teobromina e piccole quantità di caffeina, responsabili del senso di “risveglio” che danno il caffè e il tè. 125 grammi di cioccolato darebbero, infatti, tanta caffeina quanto una tazza di caffè. Inoltre, gustare una piccola porzione di cioccolato fondente tre volte a settimana, aiuterebbe a ridurre i sintomi della sindrome da stanchezza cronica, agendo come naturale “rifornimento” di sostanze anti-stanchezza inclusi alcuni minerali e soprattutto il magnesio e il potassio.

CONTINUA SU GIORNALEDIPAVIA.IT

La chiesa mormone ha deciso che i figli di genitori LGBT potranno essere battezzati

Ven, 04/05/2019 - 12:15

La Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, cioè la chiesa mormoneha deciso che i figli di genitori LGBT potranno essere battezzati. La decisione ne modifica una precedente, presa nel 2015, secondo la quale i genitori gay, bisessuali o transgender erano considerati apostati e i loro figli non potevano quindi essere battezzati. La chiesa mormone ha però detto che continua a considerare peccato i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Nella Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (che nel descriversi non usa il termine “chiesa mormone”) si identificano circa 16 milioni di fedeli, la maggior parte dei quali vive nello Utah. La chiesa mormone è una religione autoctona nordamericana che fu fondata da Joseph Smith nel 1830.

Continua a leggere su ILPOST.IT

Cosa dice il DDL “Salva Mare” e perché non a tutti piace

Ven, 04/05/2019 - 10:39

Il disegno di legge Salva Mare, presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa e approvato all’unanimità dal consiglio dei ministri, approderà a giugno alla Camera. Così i pescatori diventeranno “spazzini” del mare regolarmente in possesso di un certificato ambientale che identifichi e renda riconoscibile, e riconosciuta, la loro filiera di pescato. Un modello di promozione di economia circolare che vedrà i rifiuti recuperati in mare finalmente regolarmente smaltiti.

“Siamo solo al primo passo ma fondamentale” esulta il ministro dell’Ambiente ricordando che quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria con oltre otto milioni di tonnellate che ogni anno inquinano mari e oceani, secondo le stime dell’Onu. Solo l’Italia sembrerebbe disperdere nel mare circa 90 tonnellate al giorno di rifiuti plastici, in classifica al terzo posto tra i paesi del Mediterraneo. Conseguenza prevedibile: il 95% dei rifiuti in mare aperto è plastica e il 90% degli uccelli marini ha nello stomaco dei frammenti di plastica.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Via libera alla “Salvamare”. Approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge Salvamare presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. I pescatori potranno portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti. Finora erano costretti a ributtarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti, sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e avrebbero dovuto anche pagare per lo smaltimento. Con la legge Salvamare appena approvata i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori. È una grande vittoria per il nostro mare, finalmente iniziamo a ripulire il mare dalla plastica e lo facciamo con degli alleati eccezionali, i pescatori, che conoscono il problema meglio di tutti perché ogni giorno tirano su le reti raccogliendo spesso altrettanta plastica rispetto al pescato” ha commentato il ministro Costa. Continua a leggere…

Fonte: Adnkronos

Il disegno di legge “Salva mare” è quello che mancava all’Italia nella lotta alla plastica. […] Nel colmare un vuoto legislativo, il disegno di legge “Salva mare” elaborato dal ministero dell’Ambiente e approvato ieri in consiglio dei ministri introduce, dunque, un cambio di rotta di 180 gradi, che salutiamo con estrema soddisfazione e di cui auspichiamo la rapida approvazione in Parlamento. Introduce una misura necessaria, prevista dalla direttiva europea Marine Strategy e finora ostacolata dalla nostra normativa, prevedendo che nei porti si realizzino delle isole ecologiche per lo smaltimento dei rifiuti, dove i pescatori possano consegnare i rifiuti trovati nelle loro reti. E finalmente consente loro di pulire i fondali marini, anzi li incoraggia a farlo.
[…] I rifiuti galleggianti sono la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso che giace soprattutto sui fondali marini e che ha come soluzione principale per la rimozione il fishing for litter. Continua a leggere…

Fonte: LINKIESTA.IT – Stefano Ciafani  

Legge salva mare, Greenpeace: “La montagna ha partorito un topolino”
Commentando quanto previsto dalla legge Salva mare approvata oggi in Consiglio dei ministri, Serena Maso, della campagna Mare di Greenpeace Italia, dichiara: «Dopo numerose belle parole e tante promesse sulla lotta all’inquinamento da plastica, pur correggendo un evidente carenza normativa, il ministro Costa di fatto si limita a trasformare i pescatori in spazzini del mare. È chiaro che per risolvere il problema della plastica in mare non si può fare affidamento solo sulle attività dei pescatori». Secondo Greenpeace è preoccupante e rischioso pensare di certificare come sostenibile un’attività di pesca solo perché i pescatori hanno recuperato rifiuti in mare, come previsto dalla legge. Continua a leggere…

Fonte: Meteoweb.eu – Antonella Petris

Foto di Andrew Martin da Pixabay

Tredici modelli di protesi al seno ritirati in Francia: rischio tumore

Ven, 04/05/2019 - 09:27

ROMA – Tredici modelli di impianti di protesi al seno, di sei produttori, sono stati ritirati dal commercio in Francia a titolo precauzionale perché sospettati di causare una rara forma di tumore. Questi modelli di protesi riguardano meno del 30 per cento di tutte le protesi utilizzate. La decisione è stata presa dall’Agenzia sanitaria franceseper la sicurezza dei prodotti medici (Ansm) ed è connessa al rischio dell’insorgenza del linfoma anaplastico (rara forma turmorale). L’Ansm, che ha dato l’annuncio sul proprio sito, al momento non raccomanda l’espianto preventivo per le donne alle quali sono già state impiantate le protesi. Da domani 5 aprile, quindi, sarà vietata l’immissione di questo tipo di protesi sul mercato, la distribuzione e l’utilizzo. E tutte quelle già presenti sul mercato saranno ritirate.

Nel frattempo la ministra della Salute Giulia Grillo ha richiesto un parere urgente al Consiglio superiore di sanità (Css) in merito alle “protesi mammarie a superficie testurizzata e linfoma anaplastico a grandi cellule”, anche “alla luce della decisione delle autorità francesi di ritirare dal mercato tali protesi”.Il parere è richiesto per avviare eventuali iniziative nei confronti dei fabbricanti coinvolti nella produzione dei dispositivi a rischio.

CONTINUA SU REPUBBLICA.IT

Smettere di fumare con un videogioco

Ven, 04/05/2019 - 08:00

Sei intrappolato all’interno di un inquietante labirinto pieno di trappole ed enigmi. Hai un solo obiettivo: correre il più velocemente possibile verso l’uscita. Prima che ci riescano gli altri tre tuoi amici che come te sono stati gettati in questo dedalo di corridoi dal sapore di ospedale abbandonato. Solo uno potrà trovare la via di uscita.

Sembra la trama di un film horror non troppo originale, con qualche richiamo a “Saw l’enigmista” e un’abbuffata di tutti i luoghi comuni del genere. E invece si tratta della storia alla base di One Leaves, videogame gratuito disponibile per Xbox e Pc Windows 10. Gioco di cui con ogni probabilità nessuno sentirebbe il bisogno di parlare, e che verrebbe dimenticato in pochi minuti, se non avesse una caratteristica che lo rende unico o quasi: è stato voluto dalla potente Food and Drug administration degli Stati Uniti d’America, l’ente che si occupa della regolamentazione di farmaci e alimenti, per convincere gli adolescenti a smettere di fumare.

La storia recente è piena di campagne di sensibilizzazione che puntano a giovani e meno giovani per ricordargli quanto nicotina e tabacco possano essere dannosi per la loro salute. Spot, lezioni, star e vip assoldati, interi programmi televisivi e radiofonici da anni cercano di convincere gli adolescenti a togliersi il vizio, prima di pentirsene amaramente, o a non cominciare affatto.

Continua a leggere su Agenzia Giornalistica Italia

Zanzare, una canzone le tiene lontane

Gio, 04/04/2019 - 19:00

L’arrivo della bella stagione segna anche il ritorno delle temutissime zanzare. Che diciamolo chiaramente non sono proprio degli insetti troppo graditi all’uomo. Una notizia sorprendente però arriva dagli Stati Uniti: un gruppo di ricercatori ha individuato la musica che ne frenerebbe la riproduzione e che soprattutto le terrebbe lontane.

Una canzone tiene lontane le zanzare: scoperta incredibile di alcuni biologi americani

Secondo un team di biologi americani dell’Università di Washington un particolare tipo di musica potrebbe inibire la “voglia” delle zanzare di riprodursi e di mangiare. Un fatto incredibile non credete? La ricerca prende in considerazione l’importanza del suono e delle vibrazioni per le principali funzioni negli animali. Proprio studiando gli insetti ci si è resi conto che le vibrazioni a bassa frequenza facilitano la percezione di segnali da parte dei propri simili e dagli ospiti. Nel caso specifico delle zanzare queste ultime si sarebbero mostrate meno interessate a mordere e ad accoppiarsi in presenza di musica elettronica. Le vibrazioni a bassa frequenza faciliterebbero le interazioni sessuali e aumenterebbero il desiderio di mangiare, al contrario la musica troppo alta disturberebbe la zanzara, soprattutto quella detta Aedes aegypti, responsabile della febbre gialla, una malattia che nei nelle forme più acute e casi più gravi può portare anche alla morte.

La musica elettronica tiene lontane le zanzare

Conclusione? La musica dubstep è l’unico rimedio. Per evitare dunque i morsi di zanzara è bene ascoltare parecchia musica elettronica, nello specifico, una traccia dell’artista americano Skrillex intitolata “Scary Monsters and Nice Sprites”.

Continua a leggere su URBANPOST.IT

In carta di identità tornano “padre” e “madre”

Gio, 04/04/2019 - 16:00

Sulla Carta d’Identità dei minorenni tornerà la dicitura “madre” e “padre” anziché genitori: il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e la notizia è stata data dal Viminale. Diventa realtà, dunque, la modifica che il garante della Privacy, Antonello Soro, aveva nettamente bocciato per gli “effetti discriminatori” che ne conseguono. Ma il nuovo corso del governo, sempre più allineato allo stile Familiy Day, non si ferma davanti a nulla.

Tantomeno si ferma davanti al parere dato il 31 ottobre 2018 dal Garante su richiesta dello stesso Governo, che gli chiedeva di valutare l’eventuale modifica delle informazioni riportate sulla carta di identità elettronica dei minorenni proprio riguardo alla indicazione di chi può richiedere il rilascio del documento. La legge vigente prevede che in carta di identità compaiano i nomi dei “genitori”, mentre la novità fa diventare esplicito il richiamo al sesso e al ruolo dei genitori identificandoli come “padre” e “madre”, una gabbia che rende automaticamente esclusi i genitori dello stesso sesso.  

Proprio per questo, per il Garante, tale modifica non sarebbe stata attuabile: per gli evidenti effetti discriminatori per il minore affidato non ai genitori biologici ma a chi esercita il ruolo in base a un atto atto di nascita all’estero, a una adozione o al riconoscimento di un’adozione all’estero tra persone dello stesso sesso.

Continua a leggere su REPUBBLICA.IT

Il governo Usa mette al bando i test mortali sui gatti e gattini contro la toxoplasmosi

Gio, 04/04/2019 - 15:00

«Vittoria. Dopo un’intensa campagna lunga un anno abbiamo ottenuto che il Dipartimento dell’Agricoltura (USDA) ha fermato tutti i test su gatti e gattini e che i sopravvissuti saranno adottati». A dare la notizia con un tweet è il White Coat Waste Project, un’organizzazione no profit che da anni monitora e denuncia i test sugli animali fatti con i soldi dei contribuenti americani. I 14 gatti presenti nel principale laboratorio dove venivano svolti i test sono stati adottati dai funzionari del dipartimento.

Il risultato è arrivato dopo un battaglia di oltre un anno condotta dall’organizzazione e in particolare dopo l’ultima loro denuncia di circa due settimane fa: un rapporto in cui venivano raccontati gli esperimenti di cannibalismo dove i gatti venivano nutriti con carne di altri mici e cani importati da diversi Paesi asiatici. In altri casi i felini venivano nutriti con cibo contaminato da parassiti della toxoplasmosi per monitorarne gli effetti.

CONTINUA SU LASTAMPA.IT

Cuore e polmoni: gli ospedali migliori

Gio, 04/04/2019 - 15:00

Uno è il principale organo del corpo umano, quello  deputato a promuovere la circolazione del sangue mediante la contrazione della sua parete muscolare: si trova al centro della cavità toracica, dietro allo sterno e alle costole e davanti alla colonna vertebrale. Gli altri due sono i principali organi dell’apparato respiratorio, responsabili del processo della respirazione (assimilano ossigeno ed espellono anidride carbonica) e si trovano posizionati, anch’essi all’interno del torace, uno sul lato destro e uno sul lato sinistro. Cuore e polmoni sono organi tanto importanti quanto delicati e diverse sono le anomalie e le malattie che possono interessarli, al trattamento delle quali sono deputate le aree specialistiche della cardiologia e della pneumologia.

Per sapere quali sono in Italia i migliori ospedali per quanto concerne le problematiche cardiologiche e pneumologiche abbiamo stilato una breve classifica dopo aver consultato il portale www.doveecomemicuro.it, attivo dal 2016, motore di ricerca sulla salute a cui i cittadini possono far riferimento per mettere in fila le strutture migliori.

Valutazioni istituzionali e parametri dettagliati

Nello stilare le classifiche delle strutture sanitarie migliori alle quali rivolgersi per curare per una certa patologia oppure per sottoporsi a una visita specialistica o a un determinato intervento chirurgico, il portale incrocia diverse informazioni (più di 800 mila) e si basa su valutazioni istituzionali (come quelle effettuate dal Programma nazionale valutazione esiti realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del ministero della Salute), di certificazioni provenienti da fonti scientificamente accreditate (tra cui il Centro Nazionale Trapianti e il Breast Center Certification), e su parametri dettagliati (numero dei ricoveri, tassi di mortalità, casi in cui è stato necessario un secondo intervento, ecc).

La classifica dei migliori centri

Quali sono allora le migliori strutture sanitarie per la cardiologia e le pneumologia? La classifica dei primi centri che vi proponiamo tiene conto, oltre che dei parametri già descritti, delle valutazioni sulle aree specialistiche (cardiologia e pneumologia) effettuate dagli utenti (e, quindi, suscettibili di variazioni nel tempo anche frequenti). 

Cardiologia: i 5 migliori ospedali

1.Ospedale San Pellegrino Casa di Cura privata accreditata SSN

2. Ospedale San Giuseppe – Multimedica, ospedale privato equiparato pubblico     

3. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, azienda ospedaliera

4. Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, azienda ospedaliera 

5. Presidio Ospedaliero Alessandro Manzoni, azienda ospedaliera

Pneumologia: i 5 migliori ospedali

1.Ospedale San Giuseppe – Multimedica Ospedale privato equiparato pubblico

2. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Azienda Ospedaliera

3. Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, azienda ospedaliera 

4. Ospedale di Sondalo, azienda ospedaliera 

5. Ospedale Papa Giovanni XXIII, azienda ospedaliera

Ricordando Heath Ledger

Gio, 04/04/2019 - 12:30

Poco dopo la sua morte, nel 2008, David Lipsky ha scritto questo ritratto per ‘Rolling Stone’.
È arrivato sullo schermo come se un’esplosione lo avesse scaraventato lì da un altro posto. Il suo volto non era propriamente bello, ma c’erano la linea pulita della mascella, il collo e le spalle forti, la voce piena. Era lo studente dell’ultimo anno che speravi di diventare quando eri una matricola. Due giorni dopo la morte di Heath Ledger, all’età di ventotto anni, Daniel Day-Lewis ha interrotto la sua apparizione da Oprah. “Mi dispiace… È strano parlare di qualsiasi altra cosa”, ha detto l’attore. “Non lo conoscevo. Ma ho l’impressione, una forte impressione, che mi sarebbe piaciuto molto, come persona, se lo avessi conosciuto”.

Contiamo sugli artisti per molte cose — come simboli di eccellenza o figure da invidiare — ma raramente ci aspettiamo di sentirci più fortunati di loro. Le stelle per noi incarnano la vita dei sogni. E Ledger era una star in un modo molto particolare. Guardarlo trasmetteva un senso di potere e potenzialità, di salute e giovinezza. Ecco perché la sua morte sembra così sbagliata, e perché la reazione è stata primitiva, tribale. Significa che la giovinezza e la vitalità non sono sufficienti.

È stato tutto molto rapido: il pomeriggio del 22 gennaio 2008 il suo corpo è stato trovato a faccia in giù nella sua camera da letto a Manhattan. Prima di sera, era già stata individuata la causa: overdose, le pillole erano state rinvenute sparpagliate al suo capezzale. Il giorno dopo è stato detto che si trattava di farmaci da prescrizione: Xanax, Valium e Ambien, che accomunavano la camera da letto di Ledger a quella di migliaia di altri ansiosi, ambiziosi, insonni.
C’era l’immagine di Michelle Williams — madre di sua figlia Matilda — in una macchina diretta all’aeroporto, sembrava una first lady in lutto. Nel fine settimana la polizia di New York ipotizzava che i farmaci si fossero accidentalmente mescolati in un cocktail che ha fermato il cuore di Ledger. I giornalisti di gossip hanno accennato morbosamente a una festa senza freni. Fuori dagli Screen Actors Guild Awards, gli evangelici più estremisti facevano picchetto perché Ledger aveva interpretato un cowboy omosessuale. L’ultima volta che lo abbiamo visto era in un sacco nero dentro un’ambulanza.

Continua a leggere su ROLLINGSTONE.IT

Fonte immagine: inverse.com

Torre Maura: Rom vs Italiani. Due popoli senza diritti?

Gio, 04/04/2019 - 11:40

Nel pomeriggio di martedì 2 aprile iniziano i primi scontenti dei residenti di Torre Maura (Roma), contrari all’inserimento, presso una struttura autorizzata in via Codirossoni (VI municipio), di circa 70 persone di cui più di 30 bambini, di origine Rom, Sinti e Caminanti. La protesta, che ha visto la presenza anche di militanti di estrema destra di CasaPound e Forza Nuova, ha assunto quasi fin da subito una piega violenta, tanto ché la Digos di Roma è al lavoro per individuare gli autori della protesta. L’impossibilità di dialogo con i manifestanti, la crescente violenza e la paura che qualcuno potesse realmente farsi male hanno spinto il sindaco Virginia Raggi a fare dietrofront. In questi giorni gli ospiti di via Codirossoni verranno quindi ricollocati progressivamente, tra il disappunto della Raggi ribadito in un tweet: “Non possiamo cedere all’odio razziale, non possiamo cedere contro chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone, e mi riferisco prevalentemente a Casapound e Forza Nuova” e il sollievo dei residenti che ribadiscono la difficile situazione che le periferie romane sono costrette a vivere quotidianamente sia in termini di sicurezza che di degrado, due elementi che, purtroppo, caratterizzano molto bene anche il VI municipio.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Roma, da dove nasce la rivolta contro i rom a Torre Maura. Tutto nasce da una domanda: al di là delle strumentalizzazioni dei protagonisti della protesta, i cittadini di Torre Maura – ovvero gli abitanti dell’estrema periferia romana – non vogliono vicino alle loro case i rom o non vogliono i campi rom? Alla prima questione è facile rispondere numeri alla mano: su tutto il quadrante est della Capitale, dove insiste anche Torre Maura, il tasso di residenti stranieri è molto alto e altrettanto elevato è quello delle famiglie rom che da decenni vivono, in una convivenza pacifica, in case private o in alloggi dell’edilizia residenziale pubblica. Quindi la protesta era contro la nascita di un campo rom? Ma allora cos’è il centro di via Codirossoni dove i rom sarebbero dovuti essere accolti? Occorre fare un passo indietro di un paio di anni quando, nel maggio 2017, la sindaca Virginia Raggi ha presentato il Piano rom della Capitale, il “capolavoro da applausi” secondo la citazione di Beppe Grillo. In quell’occasione la sindaca annunciò la chiusura dei campi rom della Capitale attraverso il solo utilizzo dei fondi europei e “la fine della mangiatoia” Continua a leggere…

Fonte: Il Fatto Quotidiano – Carlo Stasolla 

Quegli sporchi zingari che nessuno vuole: la vergogna del pogrom anti-rom a Torre Maura. Nella storia italiana i moti per il pane si facevano per riempire le bocche, non per svuotarle. Il piccolo e lurido pogrom anti-Rom di ieri, 2 aprile 2019, a Torre Maura, ha ribaltato questo cardine, e ha trasformato le fette di pane timbrate dalle pedate nere nella bandiera della nuova Vandea razzista: megafoni, agitatori di Casapound, piccoli teppisti arrabbiati e periferia che insorge contro “quelli che rubano, puzzano e non fanno nulla dalla mattina alla sera”. Il Comune aveva trovato una sistemazione programmata per le famiglie Rom, settanta persone e – soprattutto – per trentatré bambini che devono essere scolarizzati: gli attizzatori di roghi si sono opposti al trasferimento e hanno acceso con sapienza le fiamme della rabbia. Non ci sono ragioni, non ci sono pretesti, non ci sono motivi o casus belli che giustifichino quanto è accaduto: la struttura è a norma, inserita in un progetto di accoglienza del Comune, monitorata dai servizi sociali. La sua inaugurazione mette fine ad una baraccopoli, quella sì infame e pericolosa, che prosperava a soli quattro chilometri di distanza. Stavolta tutto è diventato puro pretesto. E così anche questa rivolta ci interroga sul modo troppo accondiscendente in cui abbiamo lasciato passare, senza troppe resistenze, l’idea che Negro è sporco, Povero è brutto, Rom è ladro. Continua a leggere…

Fonte: The Post Internazionale – Luca Telese

Torre Maura, CasaPound: “Cosa è successo e perché i 5S hanno tradito le periferie” […] Diversi media ed esponenti politici hanno accusato gli abitanti di Torre Maura di razzismo per aver insultato i rom al loro arrivo e aver messo in atto la protesta. Come risponde? “Rispondo che questo non è razzismo ma semplice esasperazione. Questi sono quartieri dove il Partito Democratico non prende il 40% come avviene al centro di Roma, e dove gli abitanti vivono situazioni di assoluto disagio e degrado. E’ normale quindi che vedano come un insulto l’arrivo dei rom nel centro di accoglienza. Qui ci vive gente che non ha lavoro, che guadagna stipendi da fame, che deve faticare per arrivare a fine mese e gestire casa e famiglia, che deve fare i conti con seri problemi di vivibilità. Come possono accettare supinamente l’arrivo di altri problemi destinati ad aggravare una situazione già critica? Perché questi rom non vengono portati nei quartieri dove vivono i benpensanti che si indignano e accusano di razzismo la gente di Torre Maura? Quartieri dove questi signori organizzano gli aperitivi da 200 euro? Perché le emergenze devono essere sempre scaricate sulle periferie? Continua a leggere…

Fonte: Lo_Speciale – Americo Mascarucci

Fonte immagine: IlFattoQuotidiano

Prima vera foto di un buco nero, ci siamo

Gio, 04/04/2019 - 09:44

Dopo due anni trascorsi a elaborare un’immensa mole di dati sul buco nero supermassiccio Sagittarius A*, gli scienziati del progetto Event Horizon Telescope sono pronti per un annuncio definito “rivoluzionario”. Il 10 aprile, infatti, assieme ai membri della Commissione Europea e del Consiglio Europeo della Ricerca terranno una conferenza stampa nella quale, con altissima probabilità, verrà mostrata la prima, storica immagine di un buco nero.

La prima fotografia di un buco nero verrà mostrata al mondo con altissima probabilità alle 15:00 di mercoledì 10 aprile, quando la Commissione Europea, il Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) e i ricercatori del progetto EHT (Event Horizon Telescope) terranno una conferenza stampa per presentare un “risultato rivoluzionario” ottenuto dagli scienziati. Poiché il progetto internazionale Event Horizon Telescope è nato con l’obiettivo di analizzare e fotografare per la prima volta Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio sito al centro della Via Lattea (la nostra galassia), e poiché sono passati due anni dalla raccolta dell’immensa mole di dati per ottenere la storica immagine, non ci sono quasi dubbi sul fatto che finalmente, tra pochi giorni, potremo ammirare per la prima volta il vero aspetto di un buco nero.

CONTINUA SU SCIENZE.FANPAGE.IT

Dopo aver visto questo video nessuno dirà più “se l’è andata a cercare”

Gio, 04/04/2019 - 08:00

“Lei sembra provocatoriamente benestante” e, quindi, “se l’è cercata”. Questo non è l’ultimo commento social alla notizia dell’ennesima violenza sessuale, ma una delle scene della serie comica “Tracey Ullman’s Show” in onda sul canale televisivo BBC One.

Il video della scena è stato sottotitolato e pubblicato sulla pagina Facebook “Psicologia Applicata” insieme alla frase “Pensateci due volte la prossima volta che giustificate uno stupro”.

Nella clip, il caso in questione è una rapina. All’uomo, che denuncia di essere stato derubato e minacciato con un coltello, la donna che lo sta interrogando in una caserma che i suoi vestiti sono “provocatori” per i ladri: “È un po’ come un invito a farlo, no?” e così “se l’è cercata”. Più o meno lo stesso tono di frasi scritte o dette a commento di notizie di donne vittime di una violenza sessuale. Si è verificato solo pochi giorni fa per la ragazza di 16 anni, che a Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria, ha subito per 3 anni gli abusi da parte di un branco di 9 uomini, tra cui Giovanni Iamonte, figlio del boss della ‘ndrangheta Remigio Iamonte.

“Era nuda, se l’è cercata. Che ci faceva in giro da sola a mezzanotte?” sono state le frasi topiche su Facebook anche per il caso di cronaca della ragazza di 16 anni stuprata a Roma dal dipendente del ministero della Difesa, in forza presso l’Arsenale della Marina. Anche per questo caso è stata lunghissima la sfilza di post che esprimono la stessa idea: “Oggi a 16 anni vanno in giro praticamente nude”, commenta un utente, mentre un altro scrive: “Cercate di essere meno provocanti”.

Continua su HUFFINGTONPOST.IT

Gli ecovillaggi del Centro Italia (Infografica)

Gio, 04/04/2019 - 03:30

Molti gli ecovillaggi presenti in Toscana e in Umbria e sì, c’è anche quello del Popolo degli Elfi!

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Ecovillaggi Nord Italia clicca qui

Chicago fa la storia, prima sindaca afroamericana

Mer, 04/03/2019 - 19:00

Chicago fa la storia ed elegge il suo primo sindaco donna afroamericana e apertamente gay. Lori Lightfoot ha sconfitto Toni Preckwinkle e si appresta ora – secondo le proiezioni – a prendere il posto di Rahm Emanuel alla guida della terza città più popolosa d’America. 

Lightfoot eredita una città schiacciata da un debito pensionistico di 28 miliardi dollari, una popolazione in calo e un tasso di omicidi che supera quello di New York e Los Angeles. La 56enne si è presentata alle elezioni come il volto nuovo, colei in grado almeno di sfidare la corruzione della città e dare una scossa alla politica locale, che ha ignorato per anni i cittadini con redditi bassi e la classe lavoratrice. Con la sua vittoria, Lightfoot diventa uno dei sindaci apertamente gay d’America, insieme a Pete Buttigieg, primo cittadino di South Bend ora candidato alla Casa Bianca.

Continua a leggere su ANSA.IT

Fonte immagine copertina KTVU Fox 2 

La tecnologia ci renderà telepatici ed è stato già dimostrato con un esperimento

Mer, 04/03/2019 - 16:00

Esperimenti per trasferire la memoria, collegare due cervelli o “scambiare” le personalità sono elementi classici dei film di fantascienza: da decenni l’uomo immagina di dotarsi di tecnologie avanzate in grado di trasformare in realtà alcuni tra i nostri sogni futuristicamente più selvaggi, come comunicare con il pensiero.

Nonostante i limiti etici che la disciplina evidenzia e sebbene la nostra comprensione del cervello non sia per nulla soddisfacente, i progressi in questa direzione non si sono fatti troppo attendere. I risultati provenienti da questo tipo di strumentazione possono essere impiegati, per esempio, nella cura di alcuni disturbi e nella riabilitazione, in particolare sullo studio dello stato di salute mentale.

Dimentichiamo i romanzi di fantascienza: la maggior parte degli studi sono stati condotti su roditori. Quelli che coinvolgevano esseri umani, si concentravano sul trattamento dell’epilessia o della paralisi, limitatamente al soggetto che partecipava al test. Invece, obiettivo di queste verifiche era dimostrare che è possibile trasmettere un’informazione da una persona all’altra senza impiegare segnali audio o visivi, ma il risultato era sempre legato all’intervento di un soggetto terzo capace di avviare il trasferimento dell’informazione.

Cosa è cambiato con questo nuovo esperimento

Più recentemente, infatti, i ricercatori sono riusciti a “rimuovere” alcuni passaggi intermedi legati alla trasmissione e “collegare” un cervello a un altro. Le interfacce cervello-cervello multi-persona, ci consentirebbero di formare una enorme intelligenza collettiva, verificando se sia in grado di completare un compito autonomamente senza ulteriori forme di comunicazione. A questo scopo, gli scienziati dell’Università di Washington e della Carnegie Mellon University hanno creato un sistema di interfaccia cervello a cervello che consente a una o più persone, chiamate “mittenti”, di influenzare le decisioni di un individuo, chiamato “ricevente”, con l’obiettivo di aiutarlo in alcune situazioni.

Continua a leggere su NINJAMARKETING.IT

Forse ci sarà giustizia per l’ex Sindaco di Riace

Mer, 04/03/2019 - 15:21
La sentenza della Cassazione

La Cassazione ha stabilito che i giudici calabresi rivedano la misura di divieto di dimora che avevano imposto a Mimmo Lucano perché mancano a suo carico gli “indizi di comportamenti fraudolenti”.

In particolare la Cassazione ha rilevato l’insufficienza di indizi a suo carico in relazione all’accusa di aver “turbato” le procedure di gara per l’assegnazione, nel suo Comune, del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti a due cooperative composte da disoccupati del paese ed extracomunitari. La Cassazione rileva che “La legge consente l’affidamento diretto di appalti in favore delle cooperative sociali finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate per gli importi inferiori alla soglia comunitaria”. Quindi il divieto di dimora disposto dai giudici di primo grado sarebbe infondato. Adesso la parola passerà ai giudici del riesame che dovranno tener conto della sentenza della Suprema Corte.

Mimmo Lucano, in una intervista a Sky TG 24 ha detto: “E’ il primo raggio di luce in questa vicenda dove ci sono tante oscurità. Non dovevo subire queste misure cautelari, non è stato giusto, non dovevano sospendermi come sindaco. Anche sui reati che mi contestano, mi è sembrato tutto paradossale”.

Nel frattempo a Riace …

“Il Sogno del Guerriero” è il nuovo murales dipinto in questi giorni dall’artista peruviano Carlos Atoche sul muro della scuola primaria a Riace. L’opera, di 60 metri quadrati, è stata sostenuta dal Comitato Riace Premio Nobel per la Pace e portata a termine grazie all’accoglienza di Riace e ai piccoli contributi donati attraverso l’appello pubblicato sulla pagina Facebook della Campagna del Comitato. Il murales raffigura un guerriero mitologico che, secondo una nota diramata dal Comitato, “esprime con la forza dei suoi tratti l’idea dell’accoglienza e del rispetto per lo straniero ed il viandante propria della mitologia greca, trapiantatasi nella Magna Grecia”.

A commento dell’opera di Crlos Atoche ecco le parole di Mimmo Lucano: “La letteratura, la musica, l’arte sono espressioni della nostra anima, la bellezza della vita. L’arte può esser uno slancio di utopia. Tutti gli artisti che vogliono venire a Riace a lasciare ognuno un loro piccolo segno sono i benvenuti”.

La storia di Riace

Riace, un comune della Locride (Calabria) era noto fino a pochi anni fa esclusivamente per il ritrovamento nel 1972 dei Bronzi. Di quella scoperta Riace non ha tratto alcun beneficio. I Bronzi sono stati portati altrove. Riace ha continuato ad essere un paese di emigrazione e a spopolarsi anno dopo anno.

Poi, nel 1998, la svolta con lo sbarco a Riace Marina di duecento profughi provenienti su un veliero dal Kurdistan. L’associazione Città Futura decide di ospitare i migranti appena sbarcati nelle vecchie case abbandonate del paese e il paese progressivamente si rianima.

Negli anni successivi Riace era riuscito a dare ospitalità ai rifugiati (fino ad arrivare a 400 in tutto il paese) mantenendo in vita servizi di primaria importanza come la scuola e finanziando il piccolo Comune con micro attività imprenditoriali legate all’artigianato.

Grazie alle politiche di accoglienza dell’allora Sindaco Domenico Lucano il paese aveva concesso ospitalità a richiedenti asilo provenienti da venti diverse nazioni, integrandoli nel tessuto culturale cittadino e inserendoli nel mondo del lavoro, ridando di fatto alla città di Riace una nuova vita.

A Riace si trovavano laboratori tessili e di ceramica, bar e panetterie, la raccolta differenziata porta a porta garantita da due cooperative sociali composta da disoccupati del paese e ragazzi extracomunitari e trasportata con asini.

L’integrazione dei migranti era assicurata da circa settanta mediatori culturali assunti dal Comune e facenti parte del sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), nato proprio per proporre, oltre le misure di assistenza e di protezione ai singoli beneficiari, il processo di integrazione sociale ed economica di cui Riace si faceva promotrice.

A Riace assieme all’euro circolava una moneta esclusiva del posto (i bonus Riace), utilizzata ogni giorno dai migranti nei negozi riacesi per l’acquisto di cibo, vestiti, ricariche telefoniche. “Il ministero ci accreditava queste risorse con molto ritardo, ci siamo inventati un’idea di moneta spendibile solo a Riace con riscontro positivo dell’economia locale”, spiegava il Sindaco. “Una pratica virtuosa che dovrebbe essere un modello per tutti, perché oltre a favorire l’autonomia degli ospiti evita la gestione centralizzata di grandi acquisti, quella parte della filiera economica dell’accoglienza dove si annidano corruzione, collusione e infiltrazioni della criminalità organizzata.”

Nel 2016 la rivista Fortune aveva inserito il sindaco di Riace tra i 50 leader più influenti al mondo.

Poi l’attacco da parte del Governo che prima ha tagliato i finanziamenti a Riace e poi ha chiuso lo Sprar disperdendo gli ospiti di Riace in altre strutture e da parte della magistratura che ha messo sotto inchiesta Mimmo Lucano assieme ad altri 29 abitanti del paese.

Il Sole 24 Ore aveva scritto “rischia di saltare il più virtuoso ed efficace modello di integrazione che ha rigenerato il tessuto sociale in un’area intera della Calabria ravvivando l’economia”.

Fonti:

Tg24.sky.it

Lametino.it

Fortune.com

Ilsole24ore.comhttps://www.facebook.com/riacepremionobelperlapace/

Vestita: pecorino e fave abbinamento perfetto

Mer, 04/03/2019 - 15:00


Primavera sinonimo di rinascita ma anche di spossatezza. Una sensazione comune da combattere soprattutto a tavola. In questa stagione, infatti, il nostro organismo – spiega all’Adnkronos Salute Ciro Vestita, dietologo, fitoterapeuta e docente dell’università di Pisa- “sperimenta un calo fisiologico di energia. E la dieta è la prima cosa da adeguare, evitando i cibi troppo pesanti. Con la vasodilatazione legata all’aumento delle temperature serve orientarsi su alimenti freschi, ricchi di sali minerali. E visto che il caldo favorisce l’infiammazione meglio scegliere prodotti che contrastano l’azione infiammatoria”.

Da preferire, in particolare “cibi ricchi di vitamina C e magnesio”, quali mandorle, zenzero, fave, piselli, verdure amare, asparagi. Anche bere è importante. E per tirarsi su si può cominciare “da una tisana, da sorseggiare durante l’arco della giornata, fatta con zenzero, limone e miele. Da bere fresca. Lo zenzero, in particolare, è ricchissimo di magnesio e ha la capacità di alzare la pressione, ma solo negli ipotesi. Non crea infatti problemi a chi ha la pressione alta. Queste radici, però, sono d’importazione e non sappiamo in che modo vengono coltivate. Un’alternativa ‘nostrana’ è il rafano della Basilicata, ottimo per il gusto e altrettanto ricco dal punto di vista nutrizionale”.

Per una ricarica immediata “il miele è un alimento insostituibile. Un cucchiaino al mattino e uno alla sera, in questo periodo, aiutano a ‘ritrovare smalto'”. Un’importante fonte di magnesio sono poi le mandorle. “Un’ottima soluzione anche per spezzare la fame durante il giorno o per una ricarica prima di un impegno fisico”, aggiunge Vestita. Consigliati anche gli estratti di frutta e verdura. In primis il succo di barbabietola rossa di cui diversi studi hanno ‘celebrato’ le virtù. “E’ un vero e proprio ‘doping naturale’: attiva le fibre muscolari rapidamente e tiene sotto controllo la pressione”, ricorda Vestita, “centrifugato con un pò di succo di limone è un integratore perfetto”.

Anche il succo di pompelmo è un energizzante, “se bevuto con una certa regolarità. Dopo 4 giorni se ne sente decisamente il beneficio”. Per quanto riguarda le pietanze, invece, la scelta più adeguata alla stagione “sono piatti a base di pesce bianco, di legumi freschi e di verdure, in particolare quelle amare”. Perfetto l’abbinamento ‘romano’ fave e pecorino. “Una combinazione più sana, con meno sale, si può fare con un altro tipo di formaggio, a basso contenuto di sodio, come il baccellone”, un primo sale di latte di pecora.

Altri alimenti consigliati: i piselli, le minestre di erbe spontanee miste (rucola, tarassaco, prezzemolo selvatico, bardana ecc) “che hanno un contenuto molto più elevato di sali minerali rispetto alle verdure coltivate”, spiega il nutrizionista. ‘Rivitalizzante’ anche “la cicoria che aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo e il peso”. Utili a contrastare la tendenza all’infiammazione, propria della stagione, anche gli asparagi. “Pochi lo sanno ma sono della stessa famiglia di aglio e cipolla. E senza gli effetti collaterali ‘odorosi’ hanno le stesse proprietà: energizzanti, antinfettive e cardiotoniche”. Infine le fragole: “si trovano già quelle coltivate in campo aperto, da preferire. Sono frutti ricchi di sali minerali, potassio, acido salicilico (antinfiammatorio), vitamina C”, conclude Vestita.“

FONTE: TODAY.IT

No alle merendine, in Cilento a scuola si torna a mangiare il buono e sano pane e olio

Mer, 04/03/2019 - 12:12

Ecco l’idea dell’istituto comprensivo “Leonardo Da Vinci” di Omignano.

Si stava meglio quando si stava peggio, direbbe qualcuno, effettivamente per quanto riguarda l’alimentazione erano sicuramente più buone e sane le merende che facevano i nostri genitori e i nostri nonni con frutta, verdura e alimenti freschi e a km zero, di quelle che purtroppo sempre più spesso fanno le nuove generazioni; tra il richiamo dei fast food e delle merendine di qualsiasi tipo, piene di zuccheri e coloranti, così ad invertire la rotta ci hanno pensato due scuole nel Cilento, la scuola di Stella Cilento e quella di Corticelle inglobate nell’istituto comprensivo “Leonardo Da Vinci” di Omignano: eliminando le merendine e riportando tra i banchi, per tutti gli studenti, la più classica delle merende della nonna, la buona e sanissima accoppiata di pane e olio di extravergine d’oliva, per riscoprire i sapori tradizionali, che oltre che essere gustosi, fanno anche bene.

La proposta è partita da un gruppo di mamme ed insegnanti e dirigente scolastico hanno accettato di buon grado l’iniziativa, scegliendo per la merenda dei bambini solo prodotti locali e a km zero, l’olio utilizzato è ricavato dagli uliveti comunali e anche il pane è prodotto utilizzando i grani del Cilento, entrambi quindi cavalli da battaglia delle produzioni alimentari campane.

Continua a leggere su POSITIZIE.IT

Revenge Porn

Mer, 04/03/2019 - 11:44

L’Aula della Camera ha approvato, con 461 sì e nessun voto contrario, l’emendamento al disegno di legge sul codice rosso che istituisce il reato di revenge porn (tradotto in vendetta pornografica), la pratica di condividere pubblicamente immagini fotografiche o video intimi attraverso Internet senza il consenso della, o del, protagonista dei video. Il risultato dell’emendamento presentato dalla pentastellata Stefania Ascari è stato accolto da un applauso, con i deputati Fi e Pd in piedi a battere le mani. Il testo approvato in Aula, oggi in attesa di compiere il suo iter anche al Senato, prevede che chiunque diffonda immagini dal contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone rappresentate è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5000 a 15000 euro. Pena uguale anche per i terzi che, avendo acquisito e/o ricevuto le immagini o i video, li «invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di creare loro nocumento». Aggravanti previste se chi compie il reato è il coniuge, anche separato o divorziato, o una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.  Se la parte lesa è un minorenne, le pene più severe scattano in base al reato di pedopornografia già previsto.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Cosa prevede la legge sul revenge porn, approvata all’unanimità alla Camera.

Il testo prevede che “chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e multa da 5.000 a 15.000 euro.” Stessa pena applicata anche a “chi ha ricevuto il materiale in questione, per poi pubblicarlo e diffonderlo, con l’obiettivo di recare un danno a colei o a colui che si vede nelle foto o nei filmati. Viene inoltre stabilito che la pena aumenta nel caso in cui la diffusione di materiale “compromettente” avviene per mano del coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona legata o che è stata legata a quella offesa. Stessa cosa se la distribuzione del materiale avviene attraverso gli strumenti informatici o telematici”. Continua a leggere…

Fonte: Agenzia Giornalistica Italiana – Redazione 

Le vittime di revenge porn, tante minorenni e anche vip.

Da Tiziana Cantone a Belen, quando l’intimità diventa vendetta. […] L’emblema dell’intimità violata e data in pasto ai social è senza dubbio Tiziana Cantone. Per la 31enne la “gogna mediatica” fu talmente insopportabile da portarla alla decisione di suicidarsi. […]Un fenomeno quello del revenge porn che non conosce latitudini e non risparmia le minori, anzi le vittime designate per eccellenza vista anche l’ingenuità propria dell’età. A Treviso nel dicembre del 2014 tre ragazzi, tra i 14 ed i 15 anni, convinsero una bambina di 13 a seguirli in un garage e a compiere atti sessuali il tutto ripreso con il telefonino. Alla fine inviarono il video ad un migliaio di coetanei con whatsapp. […] A volte, però, soltanto per vile denaro. E’ il caso della showgirl Belen Rodriguez che nel 2010 presentò una denuncia nei confronti dell’ex fidanzato: l’aveva ricattata chiedendole 500 mila euro e minacciando di diffondere in rete un filmato hard. Continua a leggere…

Fonte: Ansa – Redazione

Codice rosso: intesa su revenge porn, Lega ritira emendamento sulla castrazione chimica.

Sì unanime dell’Aula della Camera all’istituzione del reato di revenge porn. L’emendamento della commissione al ddl sul codice rosso è stato approvato con 461 voti a favore e nessun contrario. […] Intanto la Lega ha ritirato l’emendamento alla legge contro la violenza sulle donne che avrebbe introdotto sulla castrazione chimica. Lo ha detto il ministro Giulia Bongiorno. “Siamo consapevoli – ha detto – che questo emendamento, in questa fase, non è condiviso dal M5S. Abbiamo una priorità, in questo momento, che è quella di fare andare avanti in maniera compatta il Governo e questo provvedimento” contro la violenza sulle donne.  La Lega ritiene che una norma sulla cosiddetta castrazione chimica per i colpevoli di violenza sessuale sia “utile”, per questo “farà parte di un nuovo ddl che presenteremo“. Si tratterà di un “trattamento farmacologico, volontario, reversibile, come già previsto in altri Paesi”, ha spiegato. Continua a leggere…

Fonte: Ansa – Redazione

Ecco chi punisce il revenge porn nel resto del mondo.

[…] Il primo paese a dotarsi di una legislazione in chiave anti-revenge porn è stata la Repubblica delle Filippine, con l’Anti-Photo and Video Voyeurism Act del 2009. Il paese, oggi governato da Rodrigo Duterte, è uno dei tre a maggioranza cattolica in tutta l’Asia e il provvedimento votato in congresso intende tutelare “l’onore, la dignità e l’integrità della persona”, predisponendo pene dai 3 ai 7 anni per i trasgressori. Tra i più all’avanguardia in tema di reati digitali ci sono gli Stati Uniti, paese in cui il diritto penale viene lasciato all’iniziativa dei singoli stati. […] Nel Regno Unito il revenge porn è diventato un reato a partire dal 2015 e anche qui le pene arrivano fino a 2 anni di reclusione. Secondo quanto calcolato da Revenge Porn Helpline, il servizio finanziato dal governo che da quattro anni si occupa di assistere le vittime di questa pratica, le immagini pubblicate online nel solo 2018 sono state più di 18mila, l’80% delle quali in seguito rimosse.  Continua a leggere…

Fonte: Wired –  Simone Fontana