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Aggiornato: 11 min 44 sec fa

Qualcuno fermi la polizia di frontiera croata

Dom, 06/28/2020 - 08:00

Ormai dal 2017, nei Balcani si consuma una violenza inaudita, di cui poco si parla, per mano della polizia di frontiera tra Croazia e Bosnia contro chi attraversa quelle terre e non è in regola con i documenti. L’ultimo allarme viene da Amnesty International: 16 richiedenti asilo sono stati legati e torturati per oltre 5 ore. Un gruppo armato spalmava maionese e ketchup sui loro volti e sulle teste insanguinate. “L’Unione europea”, ha detto il vice direttore dell’ufficio per l’Europa di Amnesty International, Massimo Moratti, “non può più restare in silenzio e ignorare deliberatamente la violenza e gli abusi da parte della polizia croata alle sue frontiere esterne”.

Invece l’Ue, complici le autorità locali che insabbiano i casi, sta facendo ben poco, né la trattativa con la Croazia, che sta cercando di entrare nell’area Schengen senza passaporto dell’Ue, sembra avere subito battute d’arresto, nonostante condizione necessaria per l’ingresso in Schengen sia proprio il rispetto degli standard europei in materia di diritti umani.

Le notizie che le organizzazioni non governative riescono a ottenere – grazie anche al lavoro dei pochi, coraggiosissimi reporters che si arrischiano a testimoniare il gioco della polizia di frontiera – sono paragonabili a quelle che provengono dalla Libia: utilizzo di elettroshock, coltelli e ogni tipo di arma da parte della polizia, che ferisce, umilia e nasconde le prove.

“The game” lo chiamano, il gioco di guardie e ladri che da anni si consuma in Slovenia e Croazia, dove la polizia di frontiera dà la caccia ai migranti, li pesta a sangue e li lascia sulle rotaie perché di loro non rimanga letteralmente traccia, se non quella della tragica fatalità di un treno. “The game”, lo chiamano i reporter, picchiati anche loro. 

Tariq, trent’anni, adesso ha entrambe le braccia e una gamba ingessati, vistosi tagli, ecchimosi al volto e alla testa e un forte dolore all’addome.

Quando ci hanno preso non ci hanno dato la possibilità di dire assolutamente nulla. Hanno iniziato semplicemente a colpirci. Mentre ero a terra, mi hanno colpito alla testa con la parte posteriore della pistola e ho iniziato a perdere sangue. Cercavo di proteggermi la testa dai colpi, ma hanno iniziato a darmi calci e colpirmi alle braccia con dei bastoni di metallo. Per tutta la notte ho perso e ripreso conoscenza“.

Tariq ora deve utilizzare una sedia a rotelle per spostarsi e gli ci vorranno mesi prima di riprendere a muoversi autonomamente.

“Sarà sicuramente uno scandalo”, scriveva lo scorso gennaio un ufficiale della Commissione europea a un collega, commentando il mancato utilizzo del governo croato dei fondi Ue stanziati due anni fa per la polizia di frontiera. E in effetti così è stato.

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Basta ricatti da Erdogan: l’Europa agisca, per se stessa e i bambini di Lesbo che tentano il suicidio

Italia Sicilia Gela, seconda stagione, episodio 7: Damiano

Dom, 06/28/2020 - 07:00

Se non facessi il ristoratore mi piacerebbe fare… il barman. Benvenuti nel ristorante di Damiano Rossini. Oltre 200 etichette di vini e un sushi che è tutto da scoprire. Così come è da scoprire il rapporto con il mare

Arriverderci alla prossima stagione!

Clicca qui per vedere tutti gli episodi della webserie

Ue “Sì alla Cina, no agli Usa” | Scuola, Conte: “Mai più classi pollaio” | La Palestina non è più in vendita

Dom, 06/28/2020 - 06:25

llsole24ore: Da Coca Cola a Unilever: le big company boicottano la pubblicità su Facebook – Cosa succede dentro al social di Zuckerberg? – La rivolta dei dipendenti di Google;

Il Mattino: Spiagge affollate e distanze ignorate, gli esperti: «Così salta riapertura scuola»;

La Repubblica: “Sì alla Cina, no agli Usa“: l’impasse dell’Ue sui confini;

Tgcom24: Scuola, il ministero: “Tutti gli studenti avranno un’aula, ci sono 3mila istituti dismessi da recuperare” | Le linee guida | Conte: “Mai più classi pollaio“;

Il Fatto Quotidiano: Egitto, Al Sisi rilascia 530 detenuti. Amnesty: ‘Libertà per Zaky’. Rettore di Bologna: ‘Facciamoci sentire’;

Corriere della Sera: Mes, l’insofferenza del Pd per i no del M5S e i rinvii di Conte: «È tempo di decidere»;

Leggo: Bambino di un anno e mezzo tenuto chiuso in gabbia: intorno a lui animali, armi e marijuana;

Il Manifesto: «La Palestina non è più in vendita». In migliaia contro l’annessione;

Il Giornale: Accusano nave (che non c’è) Le bugie dell’ong sulla Marina;

Il Messaggero: Poliziotta trovata morta in carcere, una testimone: «Sesso tra agenti e detenute: ecco perché è stata uccisa»;

Covid-19. I dati nel mondo. Rallenta in Europa ma non in Italia, cresce in Usa, genocidio in Brasile

Sab, 06/27/2020 - 19:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 27 giugno sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è nona per numero di casi (sorpassata questa settimana dal Cile) e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo si registrano 9.807.000 casi (1.140.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 494.000 morti (34.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato stabile).

Continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la settima settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità sta diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 5,0% sui casi accertati, nell’ultima settimana è sceso al 3,0%, con una ulteriore diminuzione. La settimana precedente il tasso di letalità era del 3,3% e l’altra settimana era il 3,4%.

Negli Usa 245.000 casi nell’ultima settimana. Di più che tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 2.223.000 a 2.468.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 119.000 a 125.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto più casi che in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 31.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è fortemente rallentato. Resta altissimo nello stato di New York il numero dei ricoverati: 70.000

La pandemia rallenta in Europa, in Brasile 242.00 casi in una settimana.

Mentre nella maggioranza dei paesi europei (tra cui Germania, Francia, Spagna, Belgio), con l’eccezione del Regno Unito e dell’Italia, si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 242.000 nuovi casi e 6.000 morti. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione e minaccia, come Trump, di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altri paesi che segnalano un preoccupante sviluppo della diffusione sono l’India con 114.000 nuovi casi negli ultimi 7 giorni e l’Iran che questa settimana entra nel ranking dei 10 paesi con il più alto numero di casi

Italia: la diffusione del coronavirus non diminuisce e si concentra in Lombardia

In Italia la diffusione del virus nell’ultima settimana purtroppo non ha dato segnali di declino. Il numero dei nuovi casi tende a stabilizzarsi sui circa 2.000 a settimana

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana, circa il 65% sono stati riscontrati nella sola Lombardia con punte superiori al 70% in alcuni giorni. Altre regioni che preoccupano in questa fase sono l’Emilia Romagna, il Lazio e la Campania che registra un focolaio nella casa ex-Cirio di Mondragone.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per covid19 in base alle statistiche ufficiali al 27 giugno.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 2.468.000 Stati Uniti
  • 1.275.000 Brasile
  • 620.000 Russia
  • 509.000 India
  • 311.000 Regno Unito
  • 272.000 Perù (+)
  • 263.000 Cile (+)
  • 248.000 Spagna (-)
  • 240.000 Italia (-)
  • 218.000 Iran (+)

Morti

  • 125.000 Stati Uniti
  • 56.000 Brasile
  • 43.000 Regno Unito
  • 35.000 Italia
  • 30.000 Francia
  • 28.000 Spagna
  • 26.000 Messico
  • 16.000 India
  • 10.000 Iran (+)
  • 10.000 Belgio (-)

 Foto di Mustafa Meraji: Mehran, Iran

Cosa mi porto da leggere in vacanza?

Sab, 06/27/2020 - 16:00

La mia amica Maria Cristina sta facendo come la formica al contrario, invece di raccogliere le provviste per l’inverno, lei a primavera inizia a mettere da parte i libri per l’estate: «Questo lo leggo in vacanza» è la sua frase preferita da maggio in poi.

Questo non significa che non legga pure durante tutto l’anno, anzi, ma ci sono dei titoli particolarmente appetitosi che si tiene per gustarli con i tempi lunghi delle ferie, quando ti puoi mettere al sole e sai che hai tutto il pomeriggio a disposizione per farti rapire dal racconto. Che è tutta un’altra storia che leggere prima di dormire, quando sul più bello della trama ti si chiudono gli occhi e non hai neanche la forza di toglierti gli occhiali e spegnere la luce.

Quindi, cosa si porta in vacanza Maria Cristina?

Intanto l’ultimo libro di Alice Basso: Il morso della vipera edito da Garzanti di cui abbiamo parlato sabato scorso qui.

Poi non si sa come sia potuto succedere ma abbiamo scoperto che ci è scappato un Manzini: L’accattone – edito nei Blu di Sellerio. Incredibile visto che il Vicequestore Rocco Schiavone praticamente è di famiglia. Via in valigia pure lui.

E per chiudere la trilogia dei nostri amati giallisti italiani, vediamo di non farci mancare Maurizio De Giovanni con Una lettera per Sara, edito da Rizzoli, in attesa di discutere se la trasposizione televisiva del Commissario Ricciardi interpretata da Lino Guanciale ci convinca o meno.

Stufi di morti ammazzati?

Ok, allora potremo lasciarci un po’ andare con la nostalgia, il multietnico, le famiglie allargatissime di Ferzan Ozpeteck con il suo libro Come un respiro, edito da Mondadori. Per immergerci in una Istanbul magica, sensuale e tollerante, con i suoi antichi hamam, i palazzi ottomani che si specchiano nel Bosforo, i vecchi quartieri oggi scomparsi.

Tutto parte da una domenica di fine giugno in un appartamento al Testaccio, e da lì poi – magia dei libri – si vola in una Turchia magica.  

È uscito anche un nuovo libro di Almundena Grandes, prolifica scrittrice spagnola che le donne – e son solo – che hanno superato i 50 ricordano per lo scandaloso – allora, ora sembra un libro da educandeLe età di Lulù. Questo appena uscito si intitola La figlia ideale ed è edito da Guanda.

Racconta gli anni Cinquanta in Spagna, anni ingrati in cui tutto era peccato e peccare era reato. In questo ambiente ecco la storia di un uomo e di una donna che hanno avuto il coraggio di opporsi alla dittatura, anche dei sentimenti, che strangolava il Paese.

Un Recalcati non si nega a nessuno

Ne abbiamo parlato qui e lo riproponiamo volentieri. Affrontare certi argomenti con la mente fresca aiuta a capirli meglio. E poi volete mettere che figura con il vicino di ombrellone? Che ok il distanziamento sociale ma si noterà senz’altro il fascino dello studioso (cit. Gaber).

Per i bimbi e per il relax

Le storia del condominio di Via dei Tanti di cui abbiamo parlato qui di Federica Morrone Terranno incollati i vostri bambini ai libri, e poi voi se volete rilassarvi tra un libro e l’altro della stessa autrice vi consigliamo Yoga in 5 minutiMantieni corpo e mente in equilibrio pochi minuti alla volta edito sempre da Feltrinelli.
5 minuti di yoga e si riprende a leggere!!!

Buona estate a tutti!

Foto:  StockSnap from Pixabay 

Cannabis libera: perché?

Sab, 06/27/2020 - 14:00

Qui le fonti di quel che affermo:
Danni derivanti dal consumo di alcol:
https://www.infodata.ilsole24ore.com/…/gli-italiani-proble…/
https://www.adnkronos.com/…/alcol-uccide-piu-fumo-droga_ja0…

Danni derivanti dal consumo di canapa
https://www.corriere.it/…/predisposizione-genetica_principa…

La liberalizzazione non fa aumentare i consumi:
https://ilmanifesto.it/cannabis-a-washington-la-legalizzaz…/
http://www.beppegrillo.it/legalizzare-la-produzione-e-la-v…/
Vantaggi economici della liberalizzazione: l’inchiesta di Milena Gabanelli.
Report su studio dell’Università di Messina

Ma allora da dove nasce l’idea di vietare la canapa? Qui tutta la storia.

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Il Bisfenolo-A fa male. “Ma anche le sue alternative”

Sab, 06/27/2020 - 12:00

Sul mercato ci sono almeno 50 alternative prive di BPA, con nomi come bisfenolo S e bisfenolo F. Si sa così poco sul loro uso che persino gli scienziati non possono davvero dire quanti siano i tipi di plastica “Senza Bisfenolo-A” in circolazione. Quello che i ricercatori sanno è che queste sostanze chimiche sono analoghi strutturali del BPA. E le loro somiglianze non si fermano alla loro struttura chimica: interrompono anche il funzionamento delle cellule in molti modi e causano effetti tossici simili sul corpo umano. Lo sostiene la biologa riproduttiva della Washington State University Patricia Hunt.

“È come un cane che si morde la coda”, afferma Hunt. “Ci sono più tipi di nuove plastiche messe in commercio in sostituzione del Bisfenolo A di quante possiamo testarne rapidamente.”

Come abbiamo scoperto i danni del Bisfenolo A

Circa 20 anni fa, Hunt e i suoi colleghi stavano usando topi di laboratorio per capire il modo in cui anche lievi cambiamenti ormonali possono influire sulla capacità di una donna di sviluppare un uovo sano. Inizialmente, il loro esperimento sembrava funzionare bene, restituendo risultati alla pari con quello che si aspettavano. Poi improvvisamente “siamo passati a dati completamente anormali“, ricorda Hunt. Alla fine, hanno capito il motivo: gli addetti alle pulizie avevano usato un detergente aggressivo su tutte le gabbie dei topi di plastica. Ciò aveva danneggiato la plastica diffondendola nell’ambiente dove i topi vivevano e mangiavano, finché è penetrata nei loro corpi.

Quali danni per la salute

Che plastiche e BPA avessero un ruolo negativo sulla salute si sapeva bene o male dagli anni ’70, ma la ricerca e il lavoro successivo del gruppo di ricerca hanno fornito prove schiaccianti che i topi – e i loro piccoli – esposti al BPA avevano cromosomi anomali.

“Il BPA non interferisce solo con i recettori degli estrogeni – spiega la ricercatrice – può anche interferire con i recettori dell’ormone tiroideo e i recettori degli androgeni, inclusi il testosterone, l’ormone sessuale maschile primario”.

Mai in lavastoviglie o nel microonde

Per Hunt le prove sono abbastanza chiare da rendere evidente che la plastica va eliminata quando possibile: “Non entra mai nel mio microonde e mai nella mia lavastoviglie, perché sono sconosciuti gli effetti del calore su gran parte delle plastiche. Il mio cibo lo conservo nel vetro”.

Un altro grande diffusore di micro-plastiche sono le ricevute di carta “stampate a pressione”. Lo strato ceroso sulla ricevuta (è il motivo per cui gli scontrini non si riciclano: contengono carta e plastica) è spesso costituito da uno strato che include BPA, nonché sostanze chimiche alternative prive di BPA. Quindi commessi, addetti al fast food, cassieri al dettaglio e molti altri sono esposti ogni giorno a dosi significative di questi prodotti chimici. In numerosi studi, i ricercatori hanno prelevato campioni di sangue e di urina dai cassieri prima e dopo i loro turni: i livelli chimici aumentarono quando i composti tossici penetrarono nei corpi dei lavoratori.

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Come disegnare una goccia d’acqua che sembra vera

Sab, 06/27/2020 - 10:00

L’acqua, l’elemento più importante presente sul nostro pianeta, da cui ha avuto origine la vita e senza cui, senza di essa, non potrebbe continuare.

In questo video dal canale YouTube Chloe Art impariamo step by step a disegnare una goccia d’acqua. Il nostro obiettivo? Cercare di rendere il nostro disegno più verosimile possibile, come se la nostra goccia scorresse davvero sul foglio. Cose serve:

  • Foglio/cartoncino da disegno;
  • Diverse tonalità di acrilici colore blu/verde (consiglio: prussian blue, ultramarine, emerald green, process cyan);
  • Acrilico bianco;
  • Pennelli.
Fonte: Chloe Art

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Covid-19, scagionate le zanzare: non trasmettono il virus

Sab, 06/27/2020 - 08:36

Scagionate le zanzare dall’accusa di poter trasmettere l’infezione Covid-19. A dimostrarlo sono i dati preliminari di uno studio condotto da un team di entomologi e virologi dell’Istituto superiore di sanità in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, secondo cui né la zanzara comune (Culex pipiens) né la zanzare tigre (Aedes albopictus) sono in grado di trasmettere il virus Sars-Cov-2.

Effettuati test di infezione sperimentale

Per valutare la capacità eventuale di trasmissione del virus da parte delle zanzare i ricercatori hanno effettuato prove di infezione sperimentale: lo studio ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.

“Preoccupazione legittima”

I risultati definitivi saranno pubblicati a breve, spiegano gli autori dello studio, “e forniranno quell’evidenza sperimentale, finora solo teoricamente ipotizzata, che permetterà di escludere in modo scientifico il coinvolgimento delle zanzare nella possibile trasmissione del Covid-19, rispondendo in modo chiaro e definitivo alle legittime preoccupazioni legate al ruolo delle zanzare nella trasmissione di numerose malattie”.

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Ustica, 40 anni dopo “diteci chi è stato” | Scuola: a settembre 50 mila precari in più | Slitta l’Ecobonus al 110%

Sab, 06/27/2020 - 08:25

llsole24ore: La fiammata del Covid negli Usa manda in rosso la settimana delle Borse, Milano -2,5% – I motivi nascosti degli alti e bassi di mercato – Fininvest: utile a 220 milioni, cedola da 84 mln per i Berlusconi;

Il Mattino: Migranti, l’allarme di Mediterranea: «Libia, catturate 70 persone in mare»;

La Repubblica: Ustica, familiari vittime 40 anni dopo: ”L’aereo fu abbattuto, diteci chi è stato”;

Tgcom24: Taglio vitalizi annullato, M5S: “Faremo ricorso” – Caliendo ha smentito se stesso e ha votato sì | Fino a 22 milioni agli ex senatori;

Il Fatto Quotidiano: Click day di aprile per il bonus agli autonomi: “Sito dell’Inps andò in tilt per attacco hacker: ostacolate procedure per accedere ai benefici”;

Corriere della Sera: Merkel: «Non abbiamo creato il Mes per non utilizzarlo» Conte: ai nostri conti penso io;

Leggo: Maddie, Christian Brueckner potrebbe tornare presto libero: la confessione choc della procura tedesca;

Il Manifesto: Il 14 settembre gli studenti troveranno 50 mila precari in più ;

Il Giornale: “Contanti servono agli evasori” Ma la verità sul cash è un’altra;

Il Messaggero: Gualtieri: «Da luglio tasse giù per 16 milioni di lavoratori» Ma slitta l’Ecobonus al 110% ;

Le regole per il rientro a scuola il 14 settembre: le novità

Ven, 06/26/2020 - 19:00

Governo e Regioni hanno raggiunto l’accordo definitivo per il rientro a scuola a settembre, dopo le contestazioni ricevute dalla prima bozza presentata del ministero dell’istruzione da parte di un po’ tutti: Regioni, sindacati, dirigenti scolastici.

Le principali novità dell’accordo rispetto alla bozza precedente sono queste:

Distanziamento tra gli studenti e tra studenti e cattedra

La distanza tra gli studenti dovrà essere di almeno un metro “da bocca a bocca” mentre la distanza degli studenti dalla cattedra dovrà essere di almeno due metri. Questi sono i parametri che i dirigenti scolastici dovranno utilizzare per la sistemazione delle aule.

Resta in sospeso il tema “mascherine”, la loro necessità, il dove il come e il quando utilizzarle in aula. Su questo si dovranno avere indicazioni entro la fine di agosto dal ministero della salute, in base alla situazione epidemiologica.

Tramontano definitivamente (si spera) i divisori di plastica tra gli studenti di cui a un certo punto aveva parlato la ministra Azzolina.

Didattica a distanza

Secondo la nuova bozza la didattica a distanza potrà essere utilizzata solo in via complementare alle lezioni in aula e non come sostituto. Salvo il caso di peggioramento delle condizioni sanitarie.

Stanziamento per la scuola e potenziamento (provvisorio) degli organici

Lo stanziamento aggiuntivo per la scuola passa da circa un miliardo a circa due miliardi.

Il miliardo in più dovrebbe essere utilizzato per potenziare l’organico attraverso l’assunzione di nuovi docenti e personale tecnico, amministrativo e ausiliario Si tratta di un punto richiesto dai sindacati, oltre che dalle regioni e dalle varie associazioni di genitori e docenti. Saranno comunque assunzioni a tempo determinato, legate all’emergenza, non daranno luogo ad un aumento strutturale dell’organico.

Cabina di regia e “cruscotto informativo”

Tra i punti più farraginosi della bozza quelli relativi ad una (ennesima) “cabina di regia” e ad un “cruscotto” i cui contenuti non è definito come saranno implementati.

La bozza prevede che sarà istituita una cabina di regia per coordinare le azioni avviate in tutto il territorio e un “cruscotto informativo” dove sia segnalato dove la aule scolastiche non abbiano spazi sufficienti. Dovrebbe contenere anche un software che consenta di verificare se le dimensioni dell’aula sono adeguate rispetto al numero degli studenti che devono ospitare.

Assemblee studentesche

Gli studenti potranno organizzare assemblee online.

Le scelte che si conferma saranno demandate alle scuole

Si conferma che l’organizzazione delle lezioni sarà lasciata all’autonoma scelta di ogni scuola.

In particolare:

  • le classi potranno essere riconfigurate in più gruppi di apprendimento composti da studenti della stessa o di diverse classi o perfino di diversi anni di corso;
  • si potranno prevedere turni differenziati;
  • si potranno aggregare le materie in aree e ambiti disciplinari;
  • si potrà estendere il tempo scuola utilizzando anche il sabato.

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Ballando sotto la pioggia in Nigeria

Ven, 06/26/2020 - 18:30

Due passi di danza perfetti sotto la pioggia in Nigeria…quando la passione e il talento stanno sopra a tutto…questo video di questo bimbo è diventato in poco tempo virale

Youtube Leap Dance Academy

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Cinque Terre: registrate le “voci” dei delfini che si danno appuntamento ogni notte

Ven, 06/26/2020 - 17:00

Il fantastico mondo del mare è un universo parallelo che non smette mai di stupirci. Le variopinte creature che popolano i suoi fondali trascorrono le loro vite in armonia tra le correnti della loro casa liquida.

Troppo spesso, però, l’equilibrio di questo preziosio e misterioso ecosistema viene intaccato dalla presenza umana e inquinato senza alcun rispetto per il mondo sottomarino che, se lasciato indisturbato, ritorna a vivere seguendo i propri ritmi e le proprie abitudini.

Il lockdown che ha imposto il blocco di tutte le attività umane nei mesi scorsi, ha rappresentato una boccata di respiro per tutte le creature viventi; basta pensare agli innumerevoli esempi di animali che si sono reimpossessati degli spazi urbani precedentemente invasi e pervasi dal caos umano.

Le voci del mare

Così, durante le settimane di lockdown, è stato lanciato un innovativo progetto pilota realizzato per l’Amp Cinque Terre dall’Istituto di ricerca Chorus di Grenoble e dai ricercatori dell’Observatoire Océanologique de Banyuls sur Mer, al fine di analizzare le varie sfaccettature della vita nei fondali marini e, in particolare, ascoltare le voci del mare.

Il periodo è stato molto favorevole ai fini di questa ricerca, in quanto caratterizzato dall’assenza di inquinamento acustico. I risultati ottenuti sono stati molto promettenti.

I ricercatori di Chorus, specializzati in ecologia acustica e nell’utilizzo dei paesaggi sonori per lo sviluppo di indici di qualità di habitat marini, hanno posizionato degli idrofoni nei pressi di Punta Mesco, nell’Area marina protetta delle Cinque Terre, al fine di monitorare tutte le caratteristiche acustiche ambientali subacquee e ascoltare le voci delle creature acquatiche, spiando dalla fessura della porta principale.

L’obettivo di questo progetto è quello di analizzare per la prima volta gli effetti dell’inquinamento acustico sottomarino sulle foreste di gorgonia, che nel Mediterraneo svolgono un’importante funzione ecologica non del tutto conosciuta.

Grazie agli  idrofoni posizionati sui fondali dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, oggi siamo in grado di valutare lo stato di salute della biodiversità del nostro mare diventando laboratorio privilegiato della ricerca scientifica applicata alla bioacustica marina” – ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente dell’Amp Cinque Terre – “Il mare non è il mondo del silenzio, come qualcuno potrebbe pensare,  ma un ambiente ricco di suoni di varia natura. Il loro studio porterà a nuove importanti rivelazioni nella lettura dei paesaggi sottomarini“.

L’appuntamento serale dei delfini

Grazie a questo monitoraggio, gli studiosi hanno fatto una fantastica scoperta: un gruppo di delfini, probabilmente “residenti” nell’area marina di Punta Mesco, si dà appuntamento tutte le sere, allo stesso orario, per “chiacchierare”.

Ma non solo: durante il giorno gli idrofoni hanno captato dei fischi di richiamo, che probabilmente i delfini utilizzano per comunicare.

Insomma, la vita sociale di questi meravigliosi cetacei è molto attiva e per loro i suoni rappresentano degli indispensabili strumenti comunicativi: i delfini, infatti, utilizzano il suono per orientarsi, per cacciare e per interagire.

Ascoltare per capire

Forse, da un punto di vista scientifico, – ha spiegato Lucia Di Iorio, ricercatrice dell’Istituto Chorus  – è prematuro collegare l’assenza di attività umana di questo periodo con  questi molteplici avvistamenti acustici, sempre molto regolari ,che non indicano semplici sporadici passaggi ma quasi abitudini consolidate. Contrariamente a quanto successo negli ultimi anni in cui gli avvistamenti dei delfini nelle vicinanze della costa stati sempre piu’ rari, in questo periodo, ci sono avvistamenti continui. Continueremo con questi ascolti e, nel corso dell’estate, andremo avanti con gli studi. Siamo curiosi di constatare se i magnifici paesaggi sonori del Parco delle Cinque Terre subiranno un graduale cambiamento al pari della lenta ripresa delle attività “.

La Presidente del Parco Donatella Bianchi conclude affermando che:

Questa iniziativa rappresenta l’inizio di un percorso virtuoso che mira ad approfondire le attenzioni verso l’ecosistema marino, con lo scopo di vedere e comprendere la vita sottomarina attraverso i suoni che la caratterizzano: uno sforzo di sensibilizzazione ambientale che ci entusiasma e spinge ad apprezzare una realtà fatta di echi tra foreste subacquee, di canti, di socializzazioni e di richiami amorosi dei mammiferi e pesci residenti dell’AMP, nei periodi di cambio di livrea“.

Seppur curiosi di comprendere i comportamenti delle creature che vivono su questa Terra e desiderosi di studiare la natura e il suo fascino, non saremo mai in grado si svelare completamente il mistero della vita.

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Dove sono focolai e zone rosse in Italia

Ven, 06/26/2020 - 15:30

Piccoli e grandi focolai riaccendono la paura in Italia. “Non dobbiamo abbassare la guardia”, è il modito della fondazione Gimbe che, aggiornati ad oggi, ha diffuso i seguenti nuovi casi.

Mondragone (Caserta): 49 positivi, l’aerea è zona rossa da lunedì scorso

Bologna: 64 positivi tra operai dell’azienda di consegne Brt e i loro familiari. L’azienda è tutt’ora attiva

Roma: Nessun nuovo caso al San Raffaele Pisana. In un istituto religioso invece sono emersi 4 nuovi positivi

Palmi (Reggio Calabria): 8 positivi e zona rossa per i quartieri Pietrenere-Tonnara-Scinà

Montecchio (Reggio Emilia): 7 positivi in due famiglie

Bolzano: 11 positivi in un focolaio familiare

Como: 7 positivi in una casa d’accoglienza

Province di Prato e Pistoia: 19 positivi

Porto Empedocle (Agrigento): 28 migranti positivi dalla nave Sea Watch

Alessandria: 13 positivi in una casa di riposo

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Covid-19, Iss: “A dicembre il centro del contagio era Bologna”

Ven, 06/26/2020 - 15:00

Nelle acque di scarico italiane il coronavirus era presente prima che in Cina venissero notificati i primi casi, ma tra le città analizzate quella con la maggiore presenza era Bologna. Lo anticipa a Fanpage Marcello Iaconelli, virologo dell’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità. I dati dell’indagine retrospettiva sono in fase di pubblicazione e non ancora del tutto disponibili. Riguardano alcune città del Nord Italia e ci dicono che il virus era presente molto prima di quel che credessimo. Ma ciò che colpisce maggiormente è che a Bologna i residui rilevati sono stati maggiori che a Milano o Torino.

L’analisi ha trovato tracce genomiche del virus nei campioni prelevati a Milano e Torino il 18 dicembre 2019 e poi a Bologna il 29 gennaio 2020. In queste stesse città sono state trovate positività anche nei mesi successivi, mentre i campioni di ottobre e novembre 2019 hanno dato esito negativo.

Uno sguardo al passato ma anche un aiuto per il futuro

Lo studio ha scelto queste tre città perché riconducibili alle aree più colpite, fermo restando che non esistevano campioni di zone dei primi focolai quali Codogno o Bergamo. Dopo la pandemia, l’Istituto ha intensificato e allargato il campionamento, e quindi in futuro anche questo strumento sarà prezioso per capire l’andamento e quindi il comportamento di questo virus, seguendo il trend evolutivo del suo contagio. Queste analisi più frequenti e approfondite daranno vita a un sistema di allerta precoce – gestito dall’Iss in collaborazione con le Arpa regionali – e saranno utili anche per la prevenzione diretta: le analisi dei reflui forniscono un rapporto di ciò che circola nella popolazione, compresi gli asintomatici. In questo modo si potrà prevedere la nascita di eventuali nuovi focolai. Saremo in grado in questo modo di monitorare il trend epidemico attraverso l’ambiente e, soprattutto, di individuare la presenza del patogeno prima delle notifiche di carattere clinico, consentendo così alle autorità politiche e sanitarie di adottare misure preventive.

Bologna, a sorpresa, aveva concentrazioni di virus più alte

“Dai dati delle tre città che abbiamo analizzato nel periodo pre-epidemico, Bologna ha avuto un carico virale molto più elevato rispetto alla media delle altre due città nel campione di gennaio. Ci riferiamo però a prelievi che hanno una cadenza differente rispetto a Milano, dove abbiamo una frequenza maggiore. C’è poi un discorso relativo ai depuratori, che sono di taglie diverse, e questo ha un effetto sull’interpretazione dei dati finali. Se, ad esempio, un focolaio si verifica in un’area coperta da un impianto di piccole dimensioni, i positivi potrebbero essere sovrastimati rispetto alle zone con impianti più grandi, come quelli di Milano e Torino che hanno una potenzialità rispettivamente di due milioni e un milione e mezzo di abitanti”, ha specificato l’esperto a Fanpage.

Tante le variabili da capire

L’analisi è più complicata di quel che sembra. È infatti necessario tenere presente fattori quali le piogge, che se forti possono diluire anche significativamente le acque fognarie. Comunque, come evidenziato anche da un analogo studio condotto ad esempio in Francia, all’aumento dei casi clinici corrisponde sempre un aumento della presenza del virus nelle fogne.

Perché si raccolgono i campioni delle acque reflue

Le analisi delle acque reflue fanno normalmente parte delle indagini sanitarie in ogni paese, per rilevare ad esempio la presenza di patogeni vari, virus enterici come quelli che generano le gastroenteriti. Per questo campioni vengono conservati dall’Iss a prescindere dallo scoppio di una pandemia, e che arriva indietro nel tempo fino addirittura al 2011.

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Covid, il diritto alla salute non è per tutti. Focolai a Mondragone e Bologna, positivi braccianti stranieri e operai

Ven, 06/26/2020 - 12:00

A Mondragone, un focolaio dell’epidemia concentrato in cinque edifici popolari abitati dalla comunità dei braccianti stranieri, fa esplodere la tensione con i residenti.
Da un lato ci sono loro, gli immigrati bulgari che vivono nei Palazzi Cirio, dichiarati zona rossa il 22 giugno, quando una donna viene trovata positiva ai test. A catena, si scoprono altri 49 positivi sui circa 700 che vivono nei casermoni e scatta la quarantena fino al 30 giugno. Decine di persone vengono portate via per le cure o per essere isolate. Ma l’obbligo di restare chiusi nel proprio domicilio viene violato più volte e i residenti iniziano a storcere il naso, soprattutto dopo alcune “passeggiate” di protesta.
Dall’altro lato, ci sono proprio loro, i cittadini “normali” di Mondragone. In circa 200 si danno appuntamento davanti ai Palazzi dopo la notizia delle fughe notturne dei bulgari in quarantena. La tensione è altissima, volano sedie dai balconi di quegli immigrati che sono a Mondragone per lavorare nei campi, spesso in condizioni estreme di caporalato, di fatto ghettizzati nei palazzoni della periferia.

Il linguaggio del populismo li vuole immigrati, per lo più irregolari, occupanti abusivi di appartamenti, gente che vive nell’illegalità e, per giunta, se ne infischia delle regole della quarantena. Se è vero che le case sono state occupate illegalmente e che le regole sono state violate, è vero anche che quei braccianti protestano e violano quelle regole perché vogliono continuare a lavorare per vivere. Chiedono che chi risulta negativo ai test torni a lavorare.
Il sindaco Virgilio Pacifico, nelle prime ore di protesta, parla di loro come di «50 cittadini stranieri che, violando il cordone sanitario, hanno creato paura nella cittadinanza».

Le tensioni accumulate a Mondragone da decenni sono esplose ieri.

Ognuno sfoga le proprie. Sotto ai Palazzi, in strada, le auto con targa straniera vengono prese di mira, in pochi minuti diventa una battaglia tra gli italiani e quegli stranieri che «si sentono padroni della città». Viene occupata anche la statale Domiziana.
Il presidente della Regione Vincenzo De Luca chiede l’invio dell’esercito. I militari arrivano quando a Mondragone si fa sera. De Luca punta il dito dritto contro la comunità bulgara, da anni accusata dai cittadini di vivere ai margini della legalità. I motivi non sembra chiederseli nessuno, nessuno si scaglia contro il caporalato e gli sfruttatori. Nulla sembra importare nei momenti più caldi.
Il sindaco prova a gettare acqua sul fuoco: «Il problema sociale è forte ma non è questo il momento di acuire lo scontro con la comunità bulgara», dice, quando ormai è tardi.

La paura, unita alla stanchezza di fronte a decenni di abbandono, ha scatenato una rivolta prevedibile. I cittadini di Mondragone hanno paura del virus, della crisi e di chi non rispetta le regole, ma non dello straniero in sé come i populisti narrano, nella loro opera di semplificazione che poco ha a che vedere con la realtà. La guerra allo straniero nasconde la paura per un territorio che questo focolaio potrebbe mettere in ginocchio proprio nel momento della ripresa. I turisti cancelleranno le prenotazioni, anche loro per paura del Covid e, ora, di quel focolaio ai Palazzi Cirio.

Scrive Roberto Saviano:

«Le pandemie radicalizzano le contraddizioni esistenti, non le generano. I lavoratori bulgari contagiati a Mondragone vivono in palazzine occupate abusivamente e sono parte di quella infinita manodopera che lavora nelle campagne meridionali senza diritti, spesso senza contratti, senza nessuna sicurezza. E quando viene tolta la sicurezza del diritto e della salute a una parte della comunità, nessuno è al sicuro».

Il populismo tenta di contrapporre italiani e stranieri, i fatti ci dicono che quei bulgari sono ai margini della società, in condizioni arcinote e volutamente ignorate dalle istituzioni per decenni. Sono le vittime della prassi, di un’Italia che a lungo ha contato sullo sfruttamento della manodopera straniera, sottopagata, nei campi e che oggi sembra stupirsene pur continuando a mangiare i “pomodori del caporalato” a pranzo e cena. Dall’altra parte, cittadini come quelli di Mondragone scaricano paura e tensione in una protesta contro lo straniero che in realtà è il frutto marcio della mala gestione della pandemia sul piano dei diritti.

Emerge il problema sociale della pandemia in tutte le sue sfumature. Più volte è stato ribadito che il Covid è un virus democratico, che non distingue tra ricchi e poveri e non conosce confini territoriali. Quasi come se fosse la manna per riformare una società globalizzata che ha cancellato una serie di diritti fondamentali. Ma democratico, invece, non è.
Lo smart working non è una gioia per tutti; il lockdown in un monolocale non è come il lockdown in una villa con piscina; l’epidemia nei Paesi poveri non è come l’epidemia nei Paesi in cui il sistema sanitario regge e tutti i cittadini hanno accesso alle cure. E allora c’è anche chi, senza tanto clamore, ha dovuto continuare a lavorare senza poter troppo reclamare il proprio diritto alla salute.

«Abbiamo creduto si fosse scelto l’approccio etico, ma poi abbiamo scoperto che laddove c’erano maggiori contagi, le aziende per sopravvivere non avevano mai smesso di produrre. Ora sta emergendo una nuova verità, una verità che molti avevano previsto: dove non ci sono diritti il virus si propaga e travolge tutto. I lavoratori stranieri contagiati nel mattatoio Tönnies in Germania che vivono ai limiti dell’umana sopportazione, i braccianti stranieri che lavorano in Italia nelle terre del Nord, del Centro e del Sud trattati come schiavi, sono la testimonianza che abbiamo venduto l’anima al profitto», scrive ancora Saviano.

Pensiamo allora agli abitanti di Mondragone, a tutti gli abitanti. E protestiamo con loro. Protestiamo per i loro diritti, da quello ad un lavoro onesto e remunerato in modo equo a quello alla salute, che al lavoro regolare è strettamente connesso. E riflettiamo sui luoghi in cui si stanno concentrando i nuovi focolai: scuole, miniere di carbone e siti di produzione alimentare, secondo le dichiarazioni dell’Oms.
Aggiungiamo il secondo caso italiano che fa notizia in queste ore: il focolaio alla Bartolini di Bologna.
Le ricostruzioni divergono. Le note ufficiali dicono che l’Ausl avrebbe riscontrato – durante un sopralluogo a sorpresa – che non tutti indossavano le mascherine, che non sempre venivano rispettate le regole sul distanziamento e che i locali non erano sanificati a dovere.
Su Si Cobas il racconto è diverso: dopo uno sciopero l’azienda avrebbe chiuso il turno con meno lavoratori e lasciato aperto quello con più presenze. L’Asl sarebbe stata chiamata dai lavoratori stessi, spinti dalla paura del contagio. Una chiamata avvenuta dopo altre chiamate, senza esito, verso Polizia e Carabinieri, mai intervenuti a loro tutela.

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Mettete dei fiori nei vostri tatuaggi

Ven, 06/26/2020 - 11:20

Jeremiah Swift e Ryun King sono due tatuatori del Kentucky e da due settimana in nome del Black Lives Matter offrono di coprire gratuitamente i tatuaggi inneggianti all’odio con altri molto più gentili di cui non ci si debba vergognare.

«Molte persone – commenta King – vengono per togliere tatuaggi fatti quando erano giovani e non avevano la consapevolezza di cosa stavano facendo. Noi offriamo la chance del cambiamento».

Le richieste sono centinaia e arrivano da tutti gli Usa, la prima è stata una donna di 36 anni che si era tatuata sulla caviglia a 18 anni una bandiera confederata degli Stati del Sud diventata simbolo dell’America suprematista bianca.

«A quell’epoca – ha raccontato la donna – nella mia scuola non c’erano neri, la nostra comunità non aveva famiglie nere, ognuno in classe aveva quella bandiera, era il simbolo della ribellione e così decisi di farmela disegnare sulla pelle. È stata una cosa orribile».

Poi gli anni passano e le idee cambiano e il tatuaggio resta a ricordare un momento di imbecillità o di non consapevolezza. In particolare Jennifer Tucker, questo il nome della donna ora madre di due figli, è diventata attivista civile, pacifista, ha combattuto il razzismo, è scesa in piazza con i Black Lives Matter. E quella bandiera proprio non aveva più niente a che fare con lei, la teneva nascosta sotto pantaloni lunghi ma lei sapeva che c’era.

«Avevo bisogno di togliere quel simbolo d’odio dal mio corpo – racconta – ogni volta conoscevo qualcuno, mi vergognavo”. Ora la bandiera non c’è più, al suo posto il Cetriolo Rick, personaggio dei cartoni Rick and Morty. «E’ stato grandioso – confessa – è la vita che cambia, sapevo che avrei dovuto farlo, non sarà molto, ma voglio trasmettere amore, non odio”.


«E’ venuto da noi un tipo – spiega King – che aveva una svastica gigante sul petto di cui si vergognava al punto che non si era mai tolto la maglietta davanti ai figli. Mi piace incontrare persone che vogliono cambiare, questa cosa ci trasmette emozione“.

E la svastica diventa un mazzo di peonie o un arabesco bellissimo.

Fate l’amore, non fate la guerra.

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Foto da Repubblica

Bicarbonato: 13 usi brillanti (che forse non sai) in casa!

Ven, 06/26/2020 - 10:00

Se stai leggendo questo articolo è perché, probabilmente, stai cercando una soluzione naturale per le tue pulizie domestiche, perché ancora usare i comuni detergenti costosi e dannosi per l’ambiente?

Dal canale YouTube Vivi con Letizia 13 usi (che forse non sai!) per utilizzare il bicarbonato in casa! Ormai tutti sappiamo che il bicarbonato in casa è utile per lavare la frutta e la verdura ma anche ad esempio per far lievitare le torte. Forse però non sai che il bicarbonato in casa si può utilizzare per tanti altri scopi, ad esempio per eliminare la ruggine o addirittura per fare una pasta con la quale si possono creare tante bellissime decorazioni

Grazie alla combinazione di questo prodotto con altri sempre 100% naturali (aceto bianco, patata, olii essenziali…) raggiungeremo risultati smaglianti senza inquinare.

Fonte: Vivi con Letizia

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Covid-19, approvato primo farmaco dall’agenzia europea: è il remdesivir

Ven, 06/26/2020 - 09:30

L’Ema, l’agenzia europea del farmaco, per il trattamento del Covid-19, l’infezione causata dal nuovo coronavirus Sars-Cov-2, ha raccomandato l’approvazione condizionata all’immissione in commercio del remdesivir, farmaco antivirale sviluppato come trattamento per la malattia da virus Ebola).

Utilizzabile su adulti e adolescenti con polmonite grave

Il comitato dell’agenzia europea del farmaco che si occupa dei medicinali umani precisa che il medicinale potrà essere utilizzato su adulti e su adolescenti a partire dai 12 anni di età con polmonite che necessita di supporto respiratorio.

Ora serve via libera definitivo dall’Ue

È il primo farmaco contro Covid-19, si legge sul sito dell’Ema, a ricevere questa approvazione, che ora deve avere il via libera definitivo dalla Commissione dell’Unione europea.

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Non solo topi e scimmie: tutti gli animali della sperimentazione

Ven, 06/26/2020 - 08:10

Gli animali utilizzati nella sperimentazione non appartengono solo alle specie più conosciute. Oltre ai primati e ai roditori, una fitta schiera di esemplari e razze viene ogni giorno sacrificata in nome della scienza in Italia e nel mondo.

E’ credenza comune che per la ricerca vengano utilizzate solamente alcune specie di animali, ad es. topolini, scimmie, conigli. Al contrario, secondo i dati comunicati annualmente dal Ministero della Salute in osservanza delle disposizione UE, l’insieme di cavie utilizzate a fini scientifici è ben più ampio e assortito.

Le categorie in Italia e nel mondo

In Italia nel 2017 (G.U. 2 febbraio 2019, tabella 4), risultavano 23 categorie di specie su un tot. di 580.073 animali associati alle varie procedure (compresi i riutilizzi, per cui lo stesso esemplare è stato conteggiato in taluni casi più volte). Al primo posto compariva il macro-gruppo dei roditori: topi in primis (358.128), poi ratti (118.104), porcellini d’India (14.357), criceti siriani (277), altri roditori (647). Al secondo posto, quello degli uccelli: polli domestici (34.715) e altri uccelli (420). Al terzo posto, quello dei pesci: pesci zebra (19.508) e altri pesci (10.715). Al quarto, i conigli (19.325). Al quinto, i suini (1.657). A seguire: cani (639), primati non umani (587, di cui 582 macachi di Giava, 4 macachi Rhesus, 1 uistiti), rane (401), bovini (279), pecore (192), furetti (42), altri mammiferi (30), capre (23), equidi (17 tra cavalli, asini o ibridi), cefalopodi o molluschi marini (10).

In totale, nel 2017 sono stati registrati 31.634 utilizzi in meno (5%) rispetto all’anno precedente. Ma, a livello di specie, negli ultimi 3 anni è stato rilevato un forte aumento di cani e, in particolare, macachi. Come pure, sempre in termini di utilizzi, si è riscontrato nel triennio un incremento di: conigli, suini, bovini, furetti, pesci, cefalopodi.

Non in tutti i Paesi è lecito servirsi dello stesso genere di cavie. Ad es. ad oggi il gatto, piccolo amatissimo felino, non è impiegato in Italia, ma lo è altrove, come in Brasile, nel Regno Unito, etc. Negli Stati Uniti, invece, l’Epa (Agenzia per la tutela dell’ambiente statunitense) ha stabilito che l’uso di gatti e altre specie a fini scientifici, dovrà essere ridotto del 30% entro il 2025, per essere eliminato del tutto entro il 2035.

I gatti, in genere, vengono impiegati per testare prodotti chimici e pesticidi, nella ricerca neurologica e pediatrica e, ove consentito, a fini didattici. Uno degli studi che li ha visti protagonisti è quello sugli impianti cocleari per i non udenti umani.

Provenienze e ambito d’uso

Gli animali rinchiusi negli stabulari-acquari possono provenire da allevamenti (UE, extra-UE, mondo) o essere catturati in natura (per i primati non umani, Africa e Asia). In base alla Direttiva n.63 del 2010, nell’Unione Europea è persino ammesso servirsi di gatti e cani randagi, anche se in Italia è stata successivamente introdotta una norma restrittiva che inibisce tale pratica.

Dalla tabella 5 pubblicata in G.U., emerge che il maggior numero di utilizzi nel 2017 era per  “uso a fini regolatori e produzione ordinaria”, ovvero per le autorizzazioni obbligatorie del settore farmaceutico (ca. il 38% del tot., che riguarda soprattutto i 639 cani della tabella 4, topi, ratti, polli, conigli). A seguire, in ambito biomedico, per “la ricerca di base” (33% ca., soprattutto topi, ratti, pesci zebra e polli) e per “la ricerca traslazionale e applicata” (26,5% ca. del tot., relativo in gran parte a topi, ratti, pesci e porcellini d’India).

Come si seleziona una cavia

Ma quale criterio viene adottato per selezionare il cosiddetto organismo modello, ovvero come si abbina ad una data procedura una specie piuttosto che un’altra? I criteri sono molteplici.

Come riporta il sito della Fondazione Veronesi, in linea di massima il “Refinement” (secondo il principio delle 3R) suggerisce di prendere in esame “animali col più basso sviluppo neurologico possibile”. Quindi, per realizzare la scelta finale, entrano in gioco almeno altri 6 fattori: i costi, per cui a minori consumi corrispondono maggiori risultati – la facilità d’uso, ovvero la facilità di gestione della singola specie e la rapidità con cui si consegue il risultato – la velocità di riproduzione e il numero della progenie – le dimensioni dell’organismo, poichè sono preferibili esemplari che non occupino tutto lo spazio del laboratorio – il fattore genoma, per cui quanto maggiore sarà la distanza nella scala filogenetica tra essere umano e animale, tanto minore sarà la coincidenza genetica tra i due e, di conseguenza, l’utilità del test – la questione funzionale, per cui se si affronta un problema complesso l’organismo cavia dovrà essere altrettanto complesso.

Per quanto riguarda la questione funzionale, ad es., i ricercatori sostengono che maiali e cani sono adatti alla ricerca in campo cardiovascolare e respiratorio. Mentre il pesce zebra sembra idoneo agli studi in embriologia. Per quanto riguarda il fattore facilità d’uso, probabilmente la scelta ricade su cani e macachi anche perché entrambi possiedono un’indole socievole e giocosa (in particolare il cane beagle) e, dunque, sono ben gestibili. In merito alla sperimentazione sui canidi, è opportuno aggiungere che ad oggi si tende ad impiegare meno nuovi esemplari (naive) e ad effettuare più riutilizzi che in altre specie, per “rispettare” sia le misure restrittive previste, sia il conclamato status di miglior amico dell’uomo che fido possiede da sempre.

Uno sguardo alla storia sugli esperimenti

La Fondazione Veronesi ha pubblicato online i dati relativi alle principali scoperte e innovazioni ottenute nel mondo, e nel tempo, dalla sperimentazione animale. Non sono precisati dettagli importanti (quali ad es. numero di modelli utilizzati, eventuali retest umani con relative percentuali di rigetto, margine di errore e correzione), ma scorrendo la lista, riusciamo comunque ad inserire il binomio specie- procedure all’interno della cornice storica di riferimento e ad acquisire informazioni in grado di illuminare il nostro quotidiano.

Tanto per fare qualche esempio, in era pre XX secolo, porcellini d’India, conigli, bovini e uccelli sono stati utilizzati per studiare la causa della tubercolosi e delle malattie infettive. Topi e ratti per i vaccini contro la febbre tifoide, colera e peste.

Nel decennio 1900-1910, i conigli sono stati impiegati per effettuare il trapianto di cornea e i porcellini d’India per scoprire la vitamina C.

Il retrogusto delle trasfusioni sanguigne – siamo nel decennio 1910- 1920  è sgradevole: sa di cani, porcellini d’India e maiali. La scoperta dell’insulina – siamo nel decennio successivo -gronda sangue di cani, conigli e topi.

Quando ci viene somministrato un moderno anestetico, le cui indagini risalgono al 1930-1940, incrociamo la sofferenza di ratti, conigli, porcellini d’India, gatti, cani, scimmie. Nello stesso decennio, conigli, porcellini d’India, topi e gatti hanno segnato la scoperta e lo sviluppo degli anticoagulanti, mentre cavalli e porcellini d’India quella del vaccino antitetanico.

Nel decennio 1940- 1950, sono stati impiegati topi e conigli per i vaccini anti-pertosse. Solo topi per scoprire la penicillina e macachi Rhesus per il fattore sanguigno Rh.

Nel decennio 1950- 1960, su topi e scimmie è stato testato il vaccino antipolio. Sui cani il trapianto dei reni e il pacemaker cardiaco. Su ratti, topi e cani i farmaci per l’ipertensione.

Nel decennio successivo, sono stati utilizzati cani per il trapianto di cuore e per il by-pass coronarico. Ratti, conigli e porcellini d’India per i farmaci antidepressivi e per gli antipsicotici.

Nel decennio 1970- 1980, la tecnica dignostica della TAC è stata sperimentata sui maiali. Su ratti e cani i farmaci anti-ulcera. Mentre l’esame diagnostico della Risonanza Magnetica, elaborato nel decennio successivo, odora di conigli e maiali. Il vaccino per l’epatite B sa di scimmia e la cura per la lebbra ha il gusto misto di scimmia e armadillo.

Nel decennio 1990- 2000, topi e scimmie sono stati utilizzati per la terapia combinata HIV. Topi, cani e ratti per il cancro al seno e alla prostata, solo topi per il diabete di tipo2.

Nel nuovo millennio (2000- 2010), le scimmie sono state impiegate nella stimolazione  cerebrale profonda per il Parkinson. Conigli e bovini hanno testato il vaccino contro il tumore del collo dell’utero, polli e furetti il vaccino antinfluenzale. Infine, dal 2010 in poi, su topi, ratti e scimmie sono state collaudate le cellule staminali per la cura delle patologie neurodegenerative. Solo su topi l’insulina orale per il diabete di tipo1 e il vaccino, tuttora in corso di studi, per l’Alzheimer.

Gli effetti degli esperimenti

Sembra che nel 2017, in Italia, 267.129 animali (ca. il 46% del totale) abbiano subito manipolazioni invasive con un grado di dolore “moderato” o “grave”, come segnalato dalla LAV Lega Antivivisezione.

Gli effetti della sperimentazione e della vivisezione si estendono ad un vasto spettro di sofferenze, sintomi e danni, degni della miglior narrativa dell’orrore più che della manualistica medico- veterinaria d’ordinanza. Ma l’elemento significante riguarda, in ogni caso, la soppressione delle cavie a fine progetto, qualora nei protocolli approvati non compaiano specifiche istruzioni sul loro recupero. Prendiamo ad es, “Lightup” (Accendi la luce) delle Università di Torino e Parma: se l’ennesimo ricorso legale degli attivisti non riuscirà ad ostacolare nuovamente l’esperimento, di recente sbloccato dal Tar del Lazio, i 4-6 macachi impiegati verrano obbligatoriamente soppressi. Non tanto per i guasti fisici subiti, quanto perché, dopo 5 anni di lavori forzati e cecità indotta, perderanno il senno. Semplicemente, impazziranno.

Siamo giunti al termine del breve viaggio tra studi e specie, al centro del quale nugoli di esseri, dichiarati “senzienti” dal Trattato di Lisbona del 2007 e “consapevoli” dalla Cambridge Declaration on Consciousness del 2012 (Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza), sono all’atto pratico considerati ancor meno di meri oggetti nei laboratori di ricerca. Creature alle quali non si chiede di sottoscrivere il modulo del consenso informato al trattamento sanitario e il modulo privacy. Che tutto subiscono, senza poter proferire parola. Se in preda ad un improvviso moto di empatia e commozione, avete immaginato di udire le loro grida di dolore, ebbene sappiate che il macro- gruppo dei pesci, al terzo posto nella classifica 2017, è muto fin dalla nascita, Mentre per le altre specie, la Direttiva UE n. 63/2010 (contraddetta in Italia dal DL 26/2014), ove richiesto per fini scientifici, prevede la recisione delle corde vocali.

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