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Aggiornato: 47 min 12 sec fa

Salvini contestato a Mondragone: “Sono i clan”

Mar, 06/30/2020 - 11:10

“Evidentemente alla camorra dà fastidio che qualcuno parli di legalità”. Non è un buon periodo per Matteo Salvini, che con questa frase che paragona confusamente i centri sociali ai clan mostra di non saper reagire alle forti proteste che l’hanno accolto a Mondragone, dove è dovuta intervenire la polizia.

Soffiare sulla tensione sociale

Il leader della Lega ha pensato di far visita – naturalmente senza mascherina – alla città in provincia di Caserta dove un focolaio di Coronavirus ha portato tensioni sociali e contrapposizioni tra la comunità bulgara e quella italiana, nervosa per la già traballante ripresa delle attività turistiche che, con il caseario, sono l’unica fonte di reddito per la zona. Attaccato al grido di “sciacallo” per il tentativo di monetizzare politicamente tale tensione, adesso Salvini dice di sperare in una “condanna unanime”, anche esplicita da parte del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Nessun comizio e cariche della polizia

Salta quindi il comizio che doveva tenersi ai confini della zona rossa dei Palazzi Cirio. Tre le cariche di alleggerimento da parte della polizia, con momenti di forte tensione, contestazioni, manganellate e un ferito. I manifestanti – molti arrivati appositamente da Napoli – erano un centinaio, tra cui esponenti dei centri sociali che, lanciando acqua verso Salvini, hanno messo fuori uso l’impianto audio del comizio.

Salvini deve quindi interrompersi e gli resta solo la possibilità di fare qualche dichiarazione alla stampa. Tutto intorno, gli slogan più ricorrenti: ‘Mondragone non si Lega‘ e ‘Salvini vattene‘, mentre un altro recita ‘Sei contro terroni, neri e zingari: perché vieni qui?”. Anche il secondo comizio in programma salterà.

La reazione su Facebook

“Dovresti chiedere perdono per come hai gestito da ministro l’emergenza migranti, per come hai messo gli uni contro gli altri, per come hai acceso gli animi per puro tornaconto elettorale“, fa sapere la sua sul tema, Roberto Saviano.

Tornato alla tranquillità, Salvini si sfoga in diretta Facebook: “Non siamo riusciti a parlare con tutte le persone che erano qua, perché i soliti delinquenti dei centri sociali si sono avvicinati fino a un metro dal gazebo della Lega”.

“C’erano tanti bambini e ragazzini che hanno rischiato di finire male. Non è normale. Il problema in questa zona è un problema di camorra. (…) Mi fanno pena, non mi fanno paura. Mi fanno un misto di pena e di schifo”, ha spiegato.

Oggi incontro al mattino

La strategia è sfruttare il mattino. Appuntamento alle 9 in un caffè della cittadina del litorale domitio, mentre continuano gli insulti ai contestatori: “vigliacchi, codardi, teppisti, mentecatti, figli di papà mantenuti che non hanno problemi di lavoro”, “magari qualcuno anche pagato dalla camorra per fare casino”. E ancora: “Nessuno mi toglie l’idea che ci sia la malavita dietro”. Nel frattempo, Twitter non la manda a raccontare. Tra le polemiche, non ultima quella che riguarda l’uso della mascherina: anche questa volta Matteo Salvini ha spesso evitato di indossarla, anche a stretto contatto con i simpatizzanti, ad esempio mentre scatta selfie.

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Ricetta fai da te: scrub corpo Arancia & Limone

Mar, 06/30/2020 - 10:00

Come preparare uno scrub per il corpo 100% con prodotti naturali! Un metodo alternativo per uno stile di vita zero wast che ci consente di sostituire i prodotti in commercio con una ricetta semplicissima e super veloce con ingredienti che troviamo in casa. Un’alternativa buona per l’ambiente e per la nostra pelle. Cosa serve:

  • Sale fino;
  • Sale grosso;
  • 1 arancia;
  • 1 limone;
  • Olio di oliva (possiamo sostituire con altri a piacere);
  • Barattolo vuoto;
  • Frullatore

Dal canale YouTube #DIYbySelena ecco come realizzare questo prodotto per concederci un momento di vero relax:

Fonte: #DIYbySelena

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Dalla nascita allo svezzamento: cosa sapere sui cuccioli di cane

Mar, 06/30/2020 - 09:45

Sapevate che la gravidanza di una femmina di cane dura in media 63 giorni? E che i cuccioli aprono gli occhi tra i dieci e i quattordici giorni di età? Alcune informazioni utili su come comportarsi quando la cana sta per partorire.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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Coppie infertili, durante il lockdown boom di concepimenti

Mar, 06/30/2020 - 09:41

Una percentuale quasi identica a quella dell’infertilità “sine causa”.

Hanno dovuto interrompere le cure per la fertilità a causa dell’emergenza Covid-19 e, per tutta risposta, hanno concepito naturalmente durante i mesi di permanenza forzata a casa per via del lockdown. È successo al 14% delle coppie italiane che stavano seguendo dei trattamenti per riuscire a concepire un bambino. Il dato arriva uno studio italiano condotto da Arianna Pacchiarotti, responsabile Procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Filippo Neri di Roma e docente della Sapienza Università di Roma, secondo cui questa percentuale si avvicina molto a quella che in letteratura viene definita “infertilità senza causa”.

Cinquanta coppie

La notizia viene riportata dall’Ansa, che scrive che la ricerca ha riguardato 50 coppie di età media di circa 39 anni che avevano dovuto sospendere la procreazione assistita a causa delle misure di distanziamento sociale. “Il dato più interessante – sottolinea Pacchiarotti – è che la percentuale di chi ha concepito naturalmente è molto simile, 14% contro 15%, a quella delle cosiddette infertilità ‘sine causa‘”, quelle cioè in cui sussiste l’infertilità pur non essendo stato rilevato alcun problema medico all’origine della mancata fertilità.

Scarsa attività sessuale

La studiosa spiega che in parte l’infertilità cosiddetta “senza causa” potrebbe essere dovuta alla bassa frequenza di rapporti sessuali, che spesso non viene menzionata durante l’anamnesi da parte delle coppie perché fonte di vergogna e frustrazione. Frequenza che evidentemente, complice il maggior tempo trascorso in casa dai partner a causa della quarantena, è aumentata per diverse coppie dando vita all’inaspettato risvolto.

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Niente ferie per 6 italiani su 10 | Trump pensa al ritiro? | Tasse rinviate con interessi

Mar, 06/30/2020 - 06:25

llsole24ore: Niente ferie per 6 italiani su 10. E un terzo finirà i risparmi entro agosto – Francesi e tedeschi guidano il ritorno degli stranieri – Il bonus vacanze rischia il flop;

Il Mattino: Usa 2020, ipotesi choc: Trump pensa al ritiro?;

La Repubblica: Alta tensione a Mondragone, Salvini costretto a interrompere il comizio;

Tgcom24: Violenza di genere e maltrattamenti, reati aumentati durante il lockdown  ;

Il Fatto Quotidiano: Decreto Semplificazioni, la bozza: abusi edilizi lievi? Solo una multa. Leu: “No a sanatoria inaccettabile”. Verdi: “Condono scandaloso”;

Corriere della Sera: Alex Zanardi operato per la seconda volta al cervello. Intervento deciso dopo la Tac «Quadro neurologico grave»;

Leggo: Covid 19, l’Oms: «Il peggio deve ancora arrivare»;

Il Manifesto: I nostri disumani segreti di stato sui respingimenti collettivi in Libia ;

Il Giornale: Un governo senza vergogna. Tasse rinviate con interessi Varato il Dpcm con cui si rinviano le tasse al 20 luglio. Chi paga invece entro il 20 agosto dovrà versare gli interessi;

Il Messaggero: Virus, il primo vaccino è cinese: verrà dato per adesso solo ai militari. Coronavirus, Oms: «Il peggio deve ancora arrivare» Virus Covid, prove di vaccino nel mondo;

Municipali 2020 in Francia: L’Onda Verde del movimento ecologista vince nelle principali città francesi

Lun, 06/29/2020 - 18:00

Il secondo turno delle elezioni comunali in Francia di domenica 28 giugno è stato caratterizzato da un tasso di astensione storico del 59% e soprattutto  dalla conferma della spinta verde nelle grandi città.

L’Onda Verde

Unanime il giudizio dei principali giornali francesi: tutti nei titoli di apertura parlano del successo dell’«Onda Verde»

Liberation: Onda verde. E’ da oggi che tutto inizia

Le Figaro: Il governo dovrà fare i conti con l’Onda Verde

Le Monde: Una storica Onda Verde attraversa le principali città francesi

E anche i titoli dei giornali stranieri non sono dissimili

Ad esempio il quotidiano svizzero Le Temps titola“Onda verde in Francia raccontando i successi dell’EELV (Europe Écologie-Les Verts) che hanno deliziato gli ecologisti di diverse città.

Parigi conferma sindaca Anne Hidalgo, ambientalista e socialista

Non sorprende che la sindaca uscente di Parigi, Anne Hidalgo, prima donna sindaco della capitale, socialista e ecologista, abbia ampiamente vinto (quasi il 50% dei voti).

La sindaca ha vinto soprattutto per aver capito che il tema ambientalista e la riappropriazione degli spazi pubblici sono diventati centrali nella politica cittadina. Durante il suo mandato la capitale francese ha moltiplicato le isole pedonali, si è riempita di piste ciclabili e ha moltiplicato i trasporti alternativi, oltre a curare  il complicato rapporto con le periferie.

La spinta ambientalista nelle altre città

La spinta ambientalista si è vista con forza a Lione, dove Grégory Doucet (EELV) ha vinto con oltre il 50% dei voti. I Verdi hanno avuto successo anche a Strasburgo, Besançon, Poitiers e Bordeaux (bastione “storico” di Alain Juppe e della destra).

A Marsiglia la candidata ambientalista Michèle Rubirola della lista Primavera  Marsigliese, sostenuta da diversi partiti di sinistra, è riuscita a vincere in una città governata ininterrottamente dalla destra negli ultimi 25 anni

Perpignan nelle mani dell’estrema destra, a Le Havre vince il primo ministro

A Perpignan (120.000 abitanti) vince il candidato vicino alla destra di Le Pen, Louis Aliot. Perpignan diventa la prima città francese con più di 100.000 abitanti con un sindaco di estrema destra.

Il primo ministro Édouard Philippe vince a Le Havre, con quasi il 59% dei voti.

Affluenza molto bassa

Questo secondo turno delle elezioni municipali è stato caratterizzato da un tasso di astensione record: non ha votato quasi il 60% degli aventi diritto al voto.

Questa elevata astensione è ampiamente spiegata dalla crisi legata al coronavirus che ha scoraggiato molti dal recarsi ai seggi.

Quale risposta dal governo all’Onda Verde?

Dopo che le elezioni comunali sono state contrassegnate dai risultati convincenti dell’EELV, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha convocato i 150 membri della Convenzione sul clima dei cittadini per discutere delle proposte per combattere il riscaldamento globale. Vedremo se e come saprà cogliere l’Onda Verde.

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Foto di Anthony Delanoix

Vacanze into the wild: sulle montagne svizzere c’è un albergo con le stanze open-air

Lun, 06/29/2020 - 17:00

Dopo un anno difficile e anomalo come quello appena trascorso, tra lo stress dovuto alla vita frenetica e al lavoro in uffico e in seguito al lockdown che ci ha visti costretti a rimanere chiusi tra le quattro mura domestiche, molti di voi sentiranno il bisogno di spazi aperti, per ristabilire il contatto con la natura e respirare aria pulita.

Magari quest’estate avrete l’esigenza di trascorrere una vacanza alternativa, lontana dagli assembramenti tipici delle località marittime e nel totale relax e silenzio che solo la natura selvaggia e incontaminata è in grado di offrire.

Hotel a zero stelle

Sulle montagne della Svizzera orientale e del Liechtenstein c’è una soluzione che fa per voi!
Due artisti e gemelli, Frank e Patrik Riklin, e il loro partner Daniel Charbonnier, hanno ideato un progetto davvero promettente, che sembra essere stato creato a pennello per il periodo post-coronavirus: il progetto si chiama Zero Real Estate e si tratta di un hotel con un concept completamente nuovo e innovativo, un passo in avanti  nel settore dell’ospitalità, un vero e proprio mix tra innovazione e creatività.

Con circa 295 franchi svizzeri (circa 273 euro) potrete prenotare un letto matrimoniale in una stanza “immaginaria”, senza pareti né soffitti, e trascorrere una notte avvolti dalla luce delle stelle e circondati dal verde assoluto.

Le stanze open-air sono in tutto sette, distribuite tra le vigne e i boschi della Svizzera orientale e del Liechtenstein, e sono formate da un letto matrimoniale su una pedana in mezzo alla vegetazione e alle terre selvagge.

Il servizio comprende il pernottamento per un massimo di due persone, e include tutte le spese extra, tra cui parcheggio, tasse di soggiorno, colazione a letto e addirittura un maggiordomo personale che potrà esaudire tutti i vostri desideri.

In caso di maltempo non sono previsti rimborsi, ma, in cambio, viene offerta un’alternativa definita “eccitante”, che potrebbe essere una casetta tra le vigne o una camera di legno sopra la stalla di una capra.

L’estate 2020 sarà davvero unica, come questo anno appena trascorso che si è dimostrato assolutamente irripetibile, nel bene e nel male.

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Lyssavirus, dal Caucaso ad Arezzo

Lun, 06/29/2020 - 16:05

Due le ordinanze urgenti, emesse oggi in via cautelativa dal sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. Prevedono restrizioni alla circolazione dei cani, che potranno circolare sempre e solo al guinzaglio anche nelle zone dove finora potevano muoversi liberamente. Necessario segnalare subito il manifestarsi di qualsiasi sintomo sospetto. Inoltre, i cani randagi o fuggiti dai proprietari resteranno per sei mesi in osservazione. La seconda ordinanza prevede che i proprietari dovranno segnalare l’eventuale fuga dei propri animali o qualsiasi sintomo che possa far sospettare l’inizio di malattie, anche un cambiamento caratteriale o l’insorgere della tendenza a mordere, paralisi o difficoltà a deglutire.

Il gatto morto ha morso 4 persone

Tutto è partito dal gatto che è morto ad Arezzo. Temendo la rabbia si trova esito positivo, ma si scopre anche che il virus che lo ha reso nervoso, poi aggressivo e infine lo ha ucciso, non appartiene al ceppo classico della rabbia, ma è il Lyssavirus isolato una sola volta al mondo in un pipistrello del Caucaso, nel 2002. A quel tempo nessuna prova fu trovata sul fatto che il virus appena scoperto potesse infettare animali domestici o l’uomo. Adesso la scoperta. Purtoppo prima di morire l’animale domestico ha morso la padrona e altri 3 persone: le due figlie e il veterinario.

Indagini ancora in corso

Intanto proseguono le analisi sul gatto morto per capire quale sia stato il vettore del Lyssavirus che lo ha infettato. L’ipotesi è che sia stato morso da un pipistrello nel giardino della proprietaria. Si attendono anche gli esiti degli esami sulle persone colpite dal suo morto: nel caso risultassero infette sarebbero i primi casi accertati al mondo.

Il ministero della Salute

Atteso per oggi il summit per decidere eventuali provvedimenti nei confronti delle colonie feline aretine. Il caso è sotto la stretta attenzione del ministero della Salute, che ha creato appositamente un team tecnico scientifico. “Sulla base dell’esperienza maturata da casi simili in altri Paesi, la capacità di trasmissione dal serbatoio naturale a un’altra specie rappresenta un evento estremamente limitato, a cui non fa seguito una diffusione epidemica”, ha fatto sapere il Ministero. “Attualmente, non ci sono evidenze di trasmissione da animale a uomo”.

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Alla Camera la legge contro l’omotransfobia, speriamo sia la volta buona

Lun, 06/29/2020 - 15:00

Ci sono voluti 25 anni di dibattiti, 6 tentativi ma ora la legge è pronta e andrà in discussione alla Camera domani 30 giugno.

In realtà si tratta di un ampliamento della Legge Mancino che già oggi punisce i reati di odio per ragioni razziali, etniche, religiose o legate alla nazionalità. Il testo di Alessandro Zan del Pd ora prevede fino a quattro anni chi discriminerà persone gay e trans.

«Oggi in Parlamento c’è una maggioranza compatta e decisa ad approvare la legge – spiega Alessandro Zan – con la consapevolezza che in Italia esiste un serio problema di razzismo e discriminazione verso le persone omosessuali e transessuali. Ma la novità di questo testo, rispetto ai precedenti, è l’introduzione del reato di ‘misoginia‘, ossia di odio contro le donne».

La legge, come si può immaginare viste i numerosi rinvii, non ha avuto vita facile, l’hanno osteggiata i movimenti Pro-life e la Conferenza episcopale convinti – o con la scusa – che dopo l’approvazione non si potrà più criticare le famiglie diverse da quelle “tradizionali”, o meglio formate da una coppia donna-uomo rigorosamente etero.

Che sia una preoccupazione inutile è ovvio, qui non si parla di “critiche”, la legge prevede di punire l’odio contro omosessuali e transessuali. Odio che si manifesta con atti di violenza e di razzismo omofobico.

E che l’odio e la violenza contro quelli che sono definiti diversi esista e non sia un fatto sporadico è cronaca quotidiana, non passa giorno senza che i giornali non riportino casi di gay picchiati o di violenza contro le donne.

La questione è così grave che a Roma sud è stata creata una casa rifugio dove sono accolti proprio quei ragazzi e ragazze discriminati dalle famiglie e dalla società per il loro orientamento sessuale.
Potete leggere alcune tremende storie  di questi ragazzi in un articolo di Maria Novella De Luca su Repubblica, sono storie terribili.

Per ora la palazzina ospita 8 ragazzi in quattro stanze: «Da poco ha finito il suo percorso con noi Carmela – nome di fantasia -, ultimogenita di una famiglia mafiosa, scappata dalla prigione in cui i genitori l’avevano rinchiusa con l’intento di ucciderla sciogliendola nell’acido perché lesbica, un affronto da lavare con il sangue per la cultura criminale”, racconta al giornalista Fabrizio Marrazzo, presidente di “Gay center” a cui si deve l’idea di aprire a Roma la prima casa rifugio per ragazzi Lgbt in fuga dalla violenza, sul modello delle case francesi della rete “Refuge”. Giovani cacciati dai loro parenti, perseguitati per il loro orientamento sessuale fino al rischio della vita.

Otto posti per 400 domande l’anno, alla faccia di chi pensa che i gay esagerino e che ormai il problema non esista.
L’appartamento è segreto, con alte misure di sicurezza, è gestito dal “Gay center” e finanziato dalla Croce Rossa. I ragazzi possono restare fino a un anno con il supporto di psicologi, educatori, medici e tutela legale.

Racconta Marrazzo: «Abbiamo visto giovani sottoposti a esorcismi, a cure psichiatriche coatte. L’intolleranza contro i gay è radicata e violenta. È stato un errore stralciare dalla legge sull’omofobia il reato di propaganda anti Lgbt. Le ragazze e i ragazzi che arrivano da noi, in fuga dall’orrore, sono vittime proprio di quella propaganda razzista».

Il mondo sarà un posto migliore quando questi ragazzi non saranno più costretti a nascondersi.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Covid-19, appello del Premio Nobel Yunus per il vaccino gratuito: 101 firmatari da tutto il mondo

Lun, 06/29/2020 - 12:00

Tra gli altri Mikhail Gorbachev, Lech Walesa, Malala Yousafzai, Lula, Romano Prodi, George Clooney e Matt Damon

Progettare un piano d’azione mondiale per il futuro vaccino contro il Covid-19, per istituire un comitato internazionale responsabile del monitoraggio della ricerca sui vaccini e per garantire la parità di accesso al vaccino per tutti i Paesi e tutte le persone, affinché nessuno debba mai restare escluso dalle migliori cure possibili e il futuro vaccino sia “un bene comune universale esente da qualsiasi diritto di brevetto di proprietà”. Sono centouno le personalità di tutto il mondo tra premi Nobel, ex capi di Stato e di governo e attori che hanno firmato l’appello promosso dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus affinché “governi, fondazioni, organizzazioni di beneficenza, individui filantropici e imprese sociali si facciano avanti per produrre e/o distribuire i vaccini ovunque nel mondo”.

Questione di “responsabilità collettiva”

L’appello è a tutte le entità sociali, politiche e sanitarie a riaffermare la “nostra responsabilità collettiva per la protezione di tutte le persone vulnerabili legate a povertà, discriminazione, genere, malattia, perdita di autonomia o funzionalità o età”, si legge nel documento. E ancora: “Governi, fondazioni, organizzazioni finanziarie internazionali come la Banca mondiale dovrebbero elaborare dettagli  su come rendere i vaccini disponibili gratuitamente”, si legge ancora sull’appello. Un’altra questione sollevata nel documento riguarda la trasparenza degli investimenti nella ricerca e il ritorno economico: “Molti laboratori di ricerca del settore privato impegnati nella ricerca sui vaccini si aspettano un ritorno dai loro investimenti. Dobbiamo elaborare una procedura inequivocabile per determinare quale sarebbe un livello equo di questo ritorno in cambio della diffusione del vaccino di dominio pubblico”.

Leggi qui l’appello

La salute deve essere diritto di tutti

“Nel giorno i cui il numero di casi censiti tocca i 10 milioni a livello globale – ha scritto su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza – dobbiamo impegnarci affinché la salute sia sempre un diritto fondamentale di tutti”.

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Ci manca Vittorio Gassman

Lun, 06/29/2020 - 10:44

Sono già passati vent’anni da quando non c’è più Vittorio Gassman e ci manca tantissimo la sua straordinarietà come attore, il suo umorismo e la sua profondità intellettuale.

Se dovessimo citare i suoi film più famosi non sapremmo da dove cominciare, è stato citato spesso nei suoi articoli da Paride Leporace; Gassman ha lavorato con tutti i maggiori registi italiani, uno per tutti con Ettore Scola, indimenticabile ne La Famiglia, o ne La Terrazza.

 Sfrontato ne Il sorpasso di Dino Risi, intenso in Profumo di donna, esilarante in Brancaleone alle Crociate di Mario Monicelli, Gassman era anche – e forse soprattutto – un attore teatrale magnifico.

In particolare ricordiamo una rappresentazione di Otello, dove si alternava nella parte del Moro o di Jago alternativamente con Salvo Randone, altro genio del palcoscenico. E poi Riccardo III, Macbeth, Edipo Re, e anche in questo caso a citare tutti i personaggi portati in scena nella sua lunga carriera non si finirebbe più.

Però, per finire, permetteteci di essere un po’ dissacranti – lui ne sarebbe stato contento – ricordandovi la sua lettura impostata da attore trombone dell’etichetta di un capo delicato. Se fate una ricerca su You Tube troverete anche la lettura degli ingredienti dei frollini o di alcuni menu.
Ricordarlo con una risata forse è il modo migliore.

5 cose di cui non hai bisogno nel tuo armadio

Lun, 06/29/2020 - 10:00

Nel breve video dal canale YouTube di Elena Tee dei semplici consigli da cui partire se vogliamo liberarci di tutte quelle cose inutili che non utilizziamo più o che non abbiamo mai usato!

Possiamo cominciare a liberare spazio nel momento in cui facciamo il cambio stagionale dell’armadio, oppure, in un pomeriggio qualsiasi che abbiamo a disposizione.

Fonte: Elena Tee

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Le Olimpiadi di Tokyo (Video)

Lun, 06/29/2020 - 08:30

Il 24 luglio 2020 in Giappone sarebbero dovuti iniziare i 32.mi Giochi Olimpici, poi rimandati al 2021 causa Covid-19.
People For Planet, prima dell’emergenza sanitaria mondiale, era stato a Tokyo per capire meglio come sarebbero state organizzate le Olimpiadi dal punto di vista della sostenibilità.

Automobili e autobus ecologici per atleti e visitatori, medaglie fatte con metalli riciclati da cellulari e dispositivi elettronici, divise realizzate partendo dalle bottiglie riciclate.

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Cosa farei in assemblea oggi se fossi un risparmiatore tradito della BpB?

Lun, 06/29/2020 - 07:56

Nessuno lo ha fatto. Nessuno.

Pure i più autorevoli media finanziari si sono limitati a fare un “copia e incolla” del comunicato stampa con cui la Banca Popolare di Bari ha annunciato gli incentivi e i benefici previsti per gli azionisti e portatori di obbligazioni subordinate se oggi, 29 giugno, partecipano all’assemblea per la trasformazione della banca in SpA a seguito dell’aumento di capitale di 1,6 miliardi di euro finanziato dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) e da MedioCredito Centrale (MCC).

Eppure da circa un mese stiamo seguendo ciò che stanno vivendo alcuni clienti-soci della banca.

Ricordiamo che la maggior parte dei soci sono divenuti tali con la violenza commerciale dei soldatini-bancari che li hanno raggirati facendoli sottoscrivere gli aumenti di capitale necessari per la sopravvivenza della banca e/o costringendoli ad acquistare le azioni (meglio dire quote) nel mercato in continua.

Ebbene, quegli stessi soci, che mi rifiuto di chiamare azionisti non solo perché non lo sono in termini di diritto ma soprattutto perché non sono mai stati consapevoli di esserlo, in queste ultime settimane sono bombardati da mail e telefonate dei soliti soldatini per firmare le deleghe per la partecipazione alla assemblea con implicita (perché invitati a sottoscrivere il modulo in bianco) approvazione alla trasformazione.

Senza alcuna ulteriore informativa rispetto al succitato comunicato stampa.

Nessuno si è posto alcune domande fondamentali che un qualsiasi azionista (o obbligazionista) dovrebbe farsi prima di decidere se votare a favore della trasformazione.

Quali domande?

Sostanzialmente quattro:

  • Quanto vale la nuova banca? La valutazione del patrimonio netto della banca al 31 marzo 2020 (data di riferimento confermataci dalla fonte interna) fornirebbe al socio una notizia importante in merito alla stima del valore della banca di cui lui è e sarà uno dei proprietari
  • Nel bilancio della nuova banca che nascerebbe (a seguito della quasi certa approvazione da parte della maggioranza dei soci ignari) entrerà tutto il bilancio della precedente fallimentare banca (good e bad bank) oppure siamo di fronte ad un’altra situazione simile a quella verificatasi per le popolari venete che Intesa ha acquistato a condizione di lasciare la bad bank (crediti deteriorati) con relative conseguenze allo Stato?
  • Come è stato calcolato il prezzo di 2,38 euro per azione che è stato garantito a coloro che sono stati obbligati a sottoscrivere l’aumento di capitale del 2014 e del 2015 a condizione che partecipino alla assemblea e che rinuncino “ad ogni pretesa o azione connessa” agli stessi? Perché se è vero che il prezzo teorico di una azione si calcola secondo la formula patrimonio netto/numero azioni, allora vuol dire che l’apprezzamento del patrimonio netto e del numero delle azioni è stato già fatto e soprattutto contiene anche la consistenza del 1,6 miliardi di euro immesso da FITD e MCC che diverranno azioni di riferimento?
  • I soci che invece hanno acquistato le quote nel mercatino continuo che la BpB simulava di realizzare (e quindi NON in occasione degli aumenti di capitale del 2014 e 2015) possono continuare o iniziare le loro azioni di difesa giudiziaria anche se partecipano e approvano la trasformazione? Sembrerebbe di sì, così come confermatomi da una autorevole fonte interna, visto che a questi soci, invece, è stato garantito, sempre che partecipino alla assemblea e senza alcuno ulteriore vincolo, che l’azione non sarà azzerata e che riceveranno in regalo un numero imprecisato di azioni gratuite e anche un warrant. Caspita!

Ho provato a chiedere al cortese e gentile ufficio stampa e ho fatto anche una chiacchierata con uno degli avvocati che sta seguendo l’operazione per i commissari della banca.

Ho aspettato finora (27 giugno) ma … niente.

Nessuna ulteriore notizia che possa garantire trasparenza e consapevolezza

E allora, in assenza di ulteriori fondamentali informazioni, sintetizzo a favore dei tanti risparmiatori traditi che mi sollecitano un consiglio.

Se fossi un socio che è stato obbligato, costretto, violentato ad acquistare quote od obbligazioni subordinate in occasione degli aumenti di capitale del 2014 o 2015 non parteciperei alla assemblea e, di conseguenza, NON sottoscriverei la trasformazione. Soprattutto se poi sono uno di quei soci che ha già avviato una azione giudiziaria per il riconoscimento dei suoi diritti. Vi siete chiesti perché la banca vincola l’assegnazione del regalo (!!!) di 2,38 euro ad azione alla condizione che il socio rinunci a qualsiasi azione giudiziaria per la difesa dei propri diritti? Perché l’eventuale adesione comporterebbe una implicita consapevolezza dello stato di socio-azionista che potrebbe essere fatta valere in giudizio come prova della piena adeguatezza del profilo di rischio al momento della lettura dei prospetti informativi in occasione della sottoscrizione degli aumenti di capitale del 2014 e del 2015. Furbi eh?

Se fossi invece un socio che ha acquistato quelle quote nel mercato continuo (e quindi senza alcun obbligo di leggere il prospetto informativo previsto in occasione degli aumenti di capitale), per effetto di una condizione meno tutelata (altrimenti avrebbero offerto anche a loro il prezzo minimo garantito di 2,38 euro), parteciperei alla assemblea, approverei la trasformazione e poi, visto che non c’è una esplicita condizione di esclusione, farei causa alla nuova banca per i danni prodotti per l’eventuale  raggiro.

Nel frattempo associazioni dei consumatori, consulenti e media cosa fanno?

Bonus baby-sitter esteso anche a nonni e zii | Blocco sfratti prorogato al 31/12 | Germania 1 mld per la cultura

Lun, 06/29/2020 - 06:25

llsole24ore: Frontiere, Ue in cerca di accordo sulla riapertura. Per ora esclusi gli Usa – Quali sono le questioni aperte – A Pechino 500mila persone in lockdown;

Il Mattino: Blocco sfratti prorogato fino al 31/12, Confedilizia: «Atto da irresponsabili»;

La Repubblica: Dai corona-voucher agli aeroporti ‘fantasma’, cosa c’è da sapere prima di prenotare un volo;

Tgcom24: Un’infermiera scrive agli americani: “Guardatemi e aprite gli occhi sul Covid | E’ un disastro politico: e chi nega so per chi vota”;

Il Fatto Quotidiano: Bergamo, Sergio Mattarella al requiem per le vittime. “Questi mesi non possono essere messi tra parentesi. Ricordare significa riflettere con rigore sugli errori”;

Corriere della Sera: Elezioni Comunali in Francia, astensione altissima: 60%. Perpignan all’estrema destra ;

Leggo: Autista Ncc rivela: «Nella bergamasca molti imprenditori tornavano dalla Cina senza controlli»;

Il Manifesto: Il maxi-piano tedesco: un miliardo per l’«industria creativa»;

Il Giornale: Il piano “lacrime e sangue” che può cambiare le pensioni. Il governo prepara un piano di rientro dal debito da spedire all’Ue per il dopo-Covid. Assegni nel mirino? Lo scenario ;

Il Messaggero: Bonus baby-sitter esteso anche a nonni e zii a patto che non convivano con i bambini;

Muriel Bowser, sindaco di Washington, la donna che osa opporsi a Trump

Dom, 06/28/2020 - 19:00

Sindaco democratico della capitale federale dal 2015, Muriel Bowser ha in corso un duro confronto con l’inquilino della Casa Bianca, in particolare sulla questione della repressione delle manifestazioni anti-razzismo dopo la morte di George Floyd. Ne parla il Los Angeles Times con un articolo firmato da Tracy Wilkinson di cui riportiamo la traduzione di ampi stralci.

Scambio di battute a Tulsa

Quando il presidente Trump ha approfittato del suo incontro elettorale del 20 giugno a Tulsa, il primo che si teneva da mesi, per accusare Muriel Bowser di essere un’estremista incompetente, la sindaca di Washington era pronta a rispondere: “Vivo come un’ossessione nella sua testa e apparentemente ci sono molti spazi vuoti lì dentro … esattamente come nello stadio di Tulsa”

Contro la repressione delle manifestazioni

Considerata un sindaco efficace ma poco conosciuta oltre Washington, Muriel Bowser è finita sotto i riflettori a causa del suo attivismo e opposizione a Trump dopo l’omicidio di George Floyd un mese fa.

Muriel Bowser sostiene che sta solo facendo ciò che ha sempre fatto: lottare per la sua città. Ma riconosce, tuttavia, che la posta in gioco è cresciuta prima con la pandemia di Covid-19 e poi con la repressione fatta infliggere da Trump ai manifestanti pacifici in Lafayette Square a Washington.

Muriel Bowser ha rifiutato di permettere a Trump di portare le truppe dell’esercito contro gli americani che stavano manifestando per le strade della capitale.

 Ha anche chiesto agli operai della città di dipingere “Black Lives Matter” in lettere giganti sul marciapiede.

“Dobbiamo parlare forte e chiaro per chiedere più giustizia e pace! – disse durante l’enorme protesta il 6 giugno vicino alla Casa Bianca. – Sono rimasta scioccata dal comportamento del governo federale nei confronti dei cittadini afroamericani”.

#BlackLivesMatter pic.twitter.com/OQg6977n5r

— Muriel Bowser (@MurielBowser) June 5, 2020 Bowser ha le caratteristiche adatte a sconvolgere Trump

Muriel Bowser, 47 anni, ha quello che serve per sconvolgere Trump: una donna di colore, madre di una bambina di 2 anni che ha adottato, amministra bene una città con una passato di cattiva gestione e povertà.

Muriel Bowser è a tutti gli effetti una donna prudente e moderata. Ha iniziato come consigliera comunale, una posizione che ha ricoperto per otto anni. Eletta sindaco di Washington nel 2015, ha guadagnato credito migliorando le scuole della città e favorendone l’economia.

La prudenza di Muriel Bowser

L’approccio moderato e favorevole alle attività economiche di Muriel Bowser ha provocato importanti cambiamenti nella città che amministra.

Precedentemente era così mal gestita che le autorità federali nel 1995 l’avevano commissariata. Oggi invece la capitale del paese è relativamente prospera.

È la storia passata che spiega la prudenza di Muriel Bowser. L’ultima cosa che il Comune di Washington vuole è dare al governo federale un pretesto per commissariare nuovamente la città. Così Muriel Bowser ha avuto cura di evitare qualsiasi scontro violento con Trump durante i suoi primi tre anni di mandato.

Fino a quando ha chiesto di ritirare i militari dalle strade di Washington. Allora Trump ha twittato che la sindaca era “incompetente” e cercava “elemosine di popolarità”.

Pragmatismo contro progressismo: riformare la polizia

Muriel Bowser avrà difficoltà ora a trovare l’equilibrio tra il suo istinto pragmatico e l’onda progressiva che sta spazzando la città.

La scorsa settimana una riunione del consiglio comunale è stata insolitamente frenetica. Centinaia di persone si sono fatte avanti, invece della solita manciata, per chiedere un’azione più ferma per riformare la polizia di Washington e ridurre il suo budget.

Diverse centinaia di persone avevano già manifestato all’inizio del mese davanti alla casa di Muriel Bowser per spingerla a iniziative più energiche.

L’ultimo rapporto dell’American Union for Civil Liberties riporta gravi disparità razziali nelle azioni della polizia di Washington: la percentuale di uomini neri fermati dalla polizia è quasi il doppio in proporzione rispetto alla presenza della popolazione nera città. Muriel Bowser ha rilasciato i dati solo dopo essere stata citata in giudizio dal movimento Black Lives Matter.

Lei in parte difende la polizia cittadina. Sostiene che la polizia di Washington ha fatto importanti riforme, come l’uso di telecamere pedonali e l’introduzione di tecniche di riduzione della violenza e corsi di formazione sulla discriminazione razziale.

Washington “Città-Stato”

La nuova notorietà di Muriel Bowser potrebbe rivelarsi particolarmente utile per una delle priorità di Washington: ottenere la qualifica di Stato, cosa che la città desidera da decenni. La capitale federale Washington DC [distretto di Columbia], dove vivono 700.000 persone, ha uno status speciale tra città e stato: il Congresso ha ancora un notevole potere di controllo su di essa, e ha solo uno deputato senza diritto di voto alla Camera dei rappresentanti.

La Camera dei rappresentanti adesso ha finalmente votato il 26 giugno per conferire a Washington la qualifica di Stato.

“Questo è un enorme passo avanti”, ha detto Muriel Bowser, anche se riconosce che le cose non andranno oltre se il Senato, che ha una maggioranza repubblicana, dovesse opporsi.

Trump ha già annunciato che si opporrà a che Washington DC divenga uno stato anche perché in questo caso aumenterebbe il peso dei democratici al Congresso.

La sindaca è convinta invece che le manifestazioni vissute recentemente dalla sua città faranno capire agli americani che è una scelta necessaria. Bowser ha detto:”Siamo portati da uno slancio incredibile. Sono piena di energia.”

Nella foto di Aurora Samperio per NurPhoto: Muriel Bowser protesta fuori della Casa Bianca il 7 giugno

#IoLavoroConLaMusica – Roma è in vendita: ecco perché abbiamo una musica senza tetto

Dom, 06/28/2020 - 15:00

C’è Manuel Agnelli, in primo piano. Si staglia – come un poeta romantico sulla scogliera – contro la facciata del Duomo di Milano, in una immagine iconica perfetta. A caduta, dietro e intorno a lui, altre figure erette e orgogliose. Sono i lavoratori della musica. Quelli che, a ogni titolo, danno forma, motivo e parole al respiro che accompagna la nostra vita

Autori, fonici, attrezzisti, piccoli produttori musicali, cantanti, arrangiatori, suonatori di oboe, chitarra, piano, creativi, tecnici, amministrativi, organizzatori e mille altre figure che non conosciamo, non immaginiamo, la cui funzione probabilmente non siamo in grado di afferrare.

#iolavoroconlamusica è l’hashtag e, a quel punto, la domanda non può che emergere con forza: sì, ma cosa vogliono, questi lavoratori della musica? Riconoscimento? Fondi? Tutele? E, nel caso, in quali forme?

“Non ho lavoro… quindi non ho paura di perdere il lavoro” cantava Pino Marino quindici anni fa, all’interno di un album dal titolo evocativo, “Acqua, luce e gas”. La situazione non sembra variata di molto, nonostante la strada percorsa dai singoli – lui per primo – dal 2005 ad oggi.

“I musicisti che oggi si sono esposti in prima linea hanno effettivamente attratto l’attenzione – racconta Pino. – E certo non hanno bisogno di riconoscimento. Manuel è un personaggio televisivo, non ha questioni lavorative, se non artistico-culturali, da sottoporre in prima persona. Ma dietro i Daniele Silvestri, i Manuel Agnelli, a salire e a scendere, c’è un ecosistema, una quantità di gente che lavora”.

Ma l’origine della questione dove risiede?

“Il problema nasce molto prima di quando, poi, diventa manifesto. In Italia non c’è considerazione per le produzioni indipendenti. 

Facciamo un esempio concreto?

“Facciamo l’esempio di Roma.
Roma, che è sempre stata disposta a spendere per riempire le sue vetrine espositive – citiamo un evento: Paul McCartney al Colosseo – compra prodotti, fa shopping, cura l’apparenza. 
Ma in quella stessa vetrina espositiva, gli altri nove eventi su dieci nascono da un percorso non visto. Un percorso che prevede che ci sia un sacco di gente che guadagna 20 euro in nero, gente che lavora sentendosi dire «per ora lavora gratis e poi quando arrivano i soldi ti pagherò».
Questo è il percorso che porta a riempire quella vetrina, che però non solo sistematicamente non sostieni come potresti, ma che addirittura abbatti, ostacolandolo e impedendolo.” 

Tu sei stato tra i fondatori dell’Orchestra di Piazza Vittorio, del Collettivo Angelo Mai, hai partecipato al progetto Teatro Valle occupato, realtà che hanno funzionato. Come si osteggia, o addirittura abbatte – come dici tu – questo percorso creativo?  

“In realtà, fin dal primo giorno è stata dura. Angelo Mai: durante la sindacatura Veltroni abbiamo avuto l’assegnazione di uno spazio perché l’attività aveva già portato 150 mila iscritti, nomi importanti del cinema venuti a far lezione e molto altro.
Quando fai questo, la Cittadinanza ne gode e così tu, di fatto, stai fornendo un servizio al territorio. 
Il posto assegnato – non occupato – che Veltroni aveva dato all’Angelo Mai nel parco di San Sebastiano prevedeva 150 mila euro a carico del Comune e il resto a carico nostro.
Ma i 150 mila euro non sono mai arrivati.

Perché?

“Perché per 3 anni i Beni Culturali hanno dovuto spazzolare un muretto (che poi noi abbiamo recintato e messo in luce perché fosse valorizzato e preservato). Indovina: il costo per quella attività dei Beni Culturali è stato di…”

…150 mila euro?

“Esatto. Da quel momento, abbiamo dovuto fare tutto a carico nostro. Ma se tu assegni un parco, ovviamente, il luogo non è pronto.
Il teatro lo abbiamo costruito noi, facendo per due anni concerti gratis. Lo abbiamo tirato su pezzo pezzo, per 10 anni. Nel frattempo, c’era una vera e propria battaglia tra chi osteggiava e chi sosteneva l’Angelo Mai. Perché era uno dei pochi luoghi che produceva cultura: spettacoli che sarebbero andati in giro in Italia e in Europa.
Mariangela Gualtieri, quando viene a Roma, sta all’Angelo Mai. Massive Attack idem. Tutta questa roba, che va da un estremo all’altro, è lì. Tanta produzione teatrale è nata lì. Con allestimento, con vitto e alloggio, con la possibilità di produrre.
Ma se tu Roma non fai lo sforzo, non hai la grammatica, non costruisci i tecnici in grado di produrre… il meccanismo si blocca. E allora, se non sai o non vuoi fare, almeno metti anche un po’ di cappello ma lascia fare. Perché non soltanto non stai sostenendo ciò che poi riempirà le tue vetrine, ma lo stai ostacolando”.

Che fine ha fatto la sede originaria dell’Angelo Mai?

“Via degli Zingari. Sono entrate le ruspe, hanno buttato giù tutto e poi è rimasto così. Non ci hanno fatto nulla. E noi avevamo costruito il presidio medico gratuito per il quartiere e per chiunque non riuscisse a provvedere diversamente; curavamo la formazione di professionalità legate allo spettacolo, accoglievamo concerti da e per tutta Italia”. 

 Il Teatro Valle. Cosa è successo?

“Il Teatro Valle non riusciva più a mantenere se stesso e a un certo punto fu costretto a chiudere. Elio Germano, tra i primi, disse: questo è il teatro più antico della città. Facciamoci qualcosa noi!
Gifuni, Paolo Rossi… tutti hanno fatto cose in uno spazio rimesso a posto e tenuto da ragazzi. Cresciuto con l’amore del quartiere, con i vicini che cucinavano e portavano da mangiare.
Per regolarizzarne la posizione giuridica subentrarono Stefano Rodotà e Ugo Mattei. Nacque quindi la scrittura della Fondazione Valle, per elevare il progetto a luogo di interesse nazionale, nave scuola per la formazione di maestranze, drammaturgica. Una struttura in grado di mantenersi da sé, di rappresentare una eccellenza che chiunque avrebbe potuto frequentare e visitare.
Il progetto non fu accettato.”

Perché?

Perché Roma è in vendita. E va mantenuta acquistabile
Quando ne parlammo al Sindaco Marino, lui rispose: «aiutateci voi a difendere i nostri posti». 

Una dichiarazione di fragilità istituzionale disarmante

“Il profitto – o potenziale profitto – discende proprio da un’opera di congelamento, di impedimento delle iniziative popolari di produzione culturale. Che nemmeno il Sindaco della Capitale sembra avere il potere di scardinare.
Anche per entrare nel giro delle grandi produzioni devi andare a pescare in un sottosuolo di competenze che si sono formate con il cappio al collo, ragazzi che hanno studiato e lavorato vendendo la macchina e andando a piedi, o non pagando l’assicurazione sperando di non essere fermati. Poi sono quelli che – improvvisamente – fanno i costumi, fanno le scene e scrivono. 

Ecco dove nasce quel buco nero per il quale ci troviamo a manifestare oggi.
Se quella formazione la proteggi, la curi, non la affossi, la trovi poi nel tuo prodotto con la capacità anche di diventare indotto.
Questo crepaccio diventa oggi esteticamente rappresentato dal vestito nero in piazza, dai volti noti che si espongono in prima persona”.

Chi è l’interlocutore, dunque, a cui vi rivolgete? E cosa chiedete, di fatto?

“L’interlocutore è chi oggi sta scrivendo i decreti. Perché va normato un ambito che altrimenti procede per iniziative individuali. Se un locale ti offre 40 euro per suonare, tu – singolo – puoi andare o non andare. Ma magari non hai la forza economica di rifiutare. Vanno normati gli importi, le fasce di retribuzione, la divisione dei ruoli e le competenze. Perché sennò è inutile parlare di emersione dal sommerso.

È criminale proporre certi importi di retribuzione. E lo è anche accettarli. Ma lo diventa meno, nel secondo caso, quando la resa è giustificata da una estrema difficoltà.
Di fronte a tutto questo, è evidente che poi in Italia non si produca più. E non produrre più significa aspettare che esca il prossimo personaggio televisivo, disegnato su misura per quel momento, sfruttarlo finché va per poi gettarlo via”.

Come si inverte la tendenza?

“Il tessuto culturale, le strutture non si costruiscono improvvisando sulla necessità del momento. Non può risolversi nel vendere i cocomeri d’estate o gli ombrelli quando piove. C’è bisogno di regolamenti, proposte, e di un interlocutore tecnico istituzionale preparato che sappia tradurre in norme (e solo poi in politiche) un ambito di produzione che, così, ad oggi, è abbandonato a se stesso.

Il primo passo?

Riconoscimento dei luoghi. I luoghi nazionali.
Perché, senza luoghi, le idee si perdono. Senza luoghi, non ci sono neanche le persone. 
Dentro quei luoghi nascerà ciò che esporrai nelle tue vetrine tra dieci anni.
Ma sarà già tuo, oggi, qui, ora. Perché lo avrai permesso tu.
Da quel momento in poi, nascerà e discenderà tutto il resto”.

Luoghi, Norme, Idee e Persone.
#iolavoroconlamusica

In cover Pino Marino – Foto di Niccolò Caranti – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Il pesce in via d’estinzione che puoi trovare nel piatto

Dom, 06/28/2020 - 13:00

Vuoi cucinare sano, buono e sostenibile? A parte la nostra Angela Labellarte, vi suggeriamo il blog Ecocucina, dove Lisa Casali, scienziata ambientale ed esperta di cucina sostenibile, ha lanciato tra le altre cose anche un progetto insieme a WWF Italia con lo scopo di tutelare le risorse ittiche che popolano i mari della nostra penisola. Anche quanto si tratta di specie a rischio, infatti, possiamo tranquillamente trovarle sui banchi del supermercato o al ristorante.

L’iniziativa #iocambiomenù vuole sensibilizzare gli chef, i ristoratori e il grande pubblico sull’importanza di effettuare scelte sostenibili anche in cucina, in particolar modo per quanto riguarda il benessere degli habitat marini. E soprattutto oggi che l’epidemia di covid-19 ha semi distrutto l’industria dei piccoli pescherecci: quelli più sostenibili.

Una situazione molto seria

Il 78% degli stock ittici del Mediterraneo è infatti sovrasfruttato, mentre a livello mondiale sono sempre di più le specie sottoposte a una forte pressione di pesca o ormai estinte (basti pensare che circa il 33% degli stock ittici globali sono sovrapescati, mentre il 60% viene sfruttato al massimo delle proprie capacità).

Approvvigionarsi di pesce sostenibile del Mediterraneo è ancora possibile, ma occorre prestare maggiore attenzione alle scelte che si fanno. 

Che fare

In generale:

  1. prediligere specie meno comuni, di provenienza locale, pescate dalla piccola pesca artigianale;
  2. fare attenzione ad acquistare pesce adulto (rispettare le taglie minime) che ha quindi già avuto il tempo di riprodursi;
  3. leggere sempre l’etichetta recante le indicazioni di provenienza e metodo di cattura, previste per legge;
  4. quando disponibile, scegliere pesce con certificazione di pesca o acquacoltura sostenibile.
Quali pesci evitare?

Nel dettaglio, alcune specie andrebbero assolutamente evitate almeno fino a quando le condizioni degli stock ittici monitorati non saranno tornate a livelli di normalità. Queste le cinque ritenute più a rischio:

Anguilla (Anguilla anguilla)
Ufficialmente in via di estinzione, l’IUCN (International Union for Conservation of Nature) l’ha inserita nella Lista Rossa delle specie in via di estinzione già da alcuni anni e WWF la consiglia come “da evitare” nella seafood guide pescesostenibile.wwf.it.

Cernia bruna (Epinephelus marginatus)
Specie vulnerabile da diversi anni, soffre la forte pressione della pesca anche perché non è possibile allevarla.

Pesce spada (Xiphias gladius)
La popolazione di pesce spada è in declino in tutto il mondo, in particolare nel Mediterraneo a causa della sovrapesca e non è possibile allevarli. Eppure resta uno dei piatti più scelti e cucinati d’estate come d’inverno.

Rana Pescatrice (Lophius piscatorius)
Le rane pescatrici sono pescate a strascico con frequenti catture accidentali di specie a rischio. Non è possibile allevarle e ci sono scarse informazioni sullo stato reale degli stock.

Verdesca (Prionace glauca)
Simile al pescespada per aspetto e sapore è spesso la sostituta con la quale i consumatori vengono frodati. Ma è anch’essa a rischio, oltre al fatto che il tipo di pesca che la caratterizza porta alla cattura accidentale di specie a rischio anche maggiore.

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Studio Usa: i bambini sono più resistenti al Covid-19

Dom, 06/28/2020 - 11:00

Della maggiore resistenza dei bambini al Covid-19 si parla sin dall’inizio della pandemia: medici e studiosi sono pressoché d’accordo nel ritenere che la maggior parte dei giovanissimi venga effettivamente colpita dal virus in modo lieve. Arriva ora un nuovo studio a confermare che i bambini risultano più resistenti al nuovo coronavirus rispetto agli adulti: la ricerca, che porta la firma di un gruppo di ricercatori dell’University of Texas Health Science Center di San Antonio (Stati Uniti), è la più grande revisione sistematica effettuata fino a oggi sulla popolazione pediatrica affetta da Covid-19 ed è stata realizzata esaminando i dati raccolti da 131 studi pubblicati in 26 Paesi tra il 24 gennaio e il 14 maggio, per un totale di 7780 bambini coinvolti.

Sindrome infiammatoria acuta multisistemica

Gli studiosi precisano che i dati degli studi da loro esaminati non hanno preso in considerazione, per questioni meramente temporali, i casi di infezione registrati tra i bambini circa un mese fa tra New York, Inghilterra e Italia, in cui gli specialisti hanno rilevato la presenza della sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale associata alla positività per il Sars-Cov-2. Una sindrome che, come spiega l’Istituto superiore di sanità, è ancora in via di definizione.

Sintomi più frequenti

Diversi i dati raccolti ed esaminati nello studio che, dunque, scattano la fotografia dei primi 4 mesi di pandemia. Per quanto riguarda i sintomi, i ricercatori hanno rilevato che nei bambini le manifestazioni più tipiche dell’infezione erano febbre e tosse, riscontrati rispettivamente nel 59% e nel 56% della popolazione pediatrica esaminata.

Risultati eccellenti

Su quasi ottomila bambini con Covid-19 esaminati è emerso che, a fronte di un 19% che non presentava alcun sintomo, è stato ricoverato in terapia intensiva il 3,3% dei giovanissimi e sono stati segnalati sette decessi. Pubblicata su EClinicalMedicine, una rivista del gruppo Lancet, la ricerca mette in evidenza come il numero di bambini con risultati eccellenti in termini di resistenza all’infezione abbia ha sorpreso il team di ricerca. “Anche se stiamo sentendo parlare di forme gravi di malattia nei bambini, ciò si verifica in circostanze molto rare”, ha affermato Alvaro Moreira, che ha coordinato lo studio. E allo stesso tempo, spiegano i ricercatori, reazioni gravi simili alle forme estreme di Covid-19 osservate negli adulti sono state riscontrate solo in un piccolo numero di pazienti.

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9 idee grandiose per viziare i nostri amici a quattro zampe

Dom, 06/28/2020 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube Sagace: I nostri animali domestici sono i nostri amici più fedeli e meritano di essere adorati e coccolati come dei re! Oggi abbiamo raccolto per voi 9 idee regalo fai da te per far felici il vostri amici a quattro zampe!”

Nel video tutorial andremo a vedere come realizzare:

  • Gelato per cani;
  • 3 idee creative per i gatti;
  • Ciondolo per collare;
  • Distributore di cibo per cani;
  • Cuccia per cani;
  • Torta di compleanno per cani;
  • Portachiavi da parete.
Fonte: Sagace

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