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Aggiornato: 19 min 55 sec fa

Come abbronzarsi in modo naturale: gli alimenti che favoriscono la tintarella

Gio, 06/13/2019 - 12:15

Cocomero, melone, albicocche, carote, pomodori: sono tanti gli alimenti contenenti betacarotene e vitamina A, sostanze in grado di stimolare la produzione di melanina, responsabile della tintarella. Ecco quali sono tutti gli altri e le regole per esporsi al sole senza rischi.

COME ABBRONZARSI IN MODO NATURALE

Per alcuni le vacanze sono già iniziate, per altri cominceranno nei prossimi giorni e tutti noi non vediamo l’ora di recarci in spiaggia a prendere il sole. Attenzione però a non esagerare con la tintarella: troppo sole può far male alla nostra salute.

Evitate pertanto le ore più calde della giornata e usate sempre una crema solare priva di parabeni e formulata con ingredienti naturali che rispettano non solo la pelle ma anche la natura e gli organismi acquatici come pesci e molluschi: una volta a contatto con il mare, la crema solare tende infatti a disperdersi in acqua, e soprattutto evitate le preparazioni abbronzanti fai da te.

ALIMENTI CHE FAVORISCONO L’ABBRONZATURA

Sapete inoltre che è possibile ottenere un’abbronzatura dorata, in maniera naturale, attraverso la giusta alimentazione e l’assunzione di alcuni alimenti ricchi di proprietà nutritive che favoriscono la tintarella?

Cocomero, melone, albicocche, carote, pomodori e in generale tutta la frutta e la verdura di colore arancione o rosso, sono alimenti contenenti betacarotene e vitamina A, sostanze in grado di stimolare la produzione di melanina, responsabile della tintarella.

CIBI PER ABBRONZARSI VELOCEMENTE

Per un’abbronzatura perfetta è quindi importante inserire questi alimenti nella vostra dieta e bere tanta acqua in modo da mantenere la pelle sempre ben idratata.

Gli alimenti ricchi di vitamina C tra cui i kiwi sono invece in grado di combattere l’invecchiamento della pelle mentre i cibi contenenti Omega 3 permettono di tenere lontano il rischio di eritemi e irritazioni cutanee: via libera quindi a salmone, avocado e noci.

Per fare il legno ci vuole l’albero, cantava Sergio Endrigo

Gio, 06/13/2019 - 11:57

Con 640 lattine di birra in alluminio si può fare il cerchione di un’auto, anche se è consigliabile non guidare dopo 640 lattine di birra…
Con 4 pallets di legno si fa un tavolo, una scrivania, con 30 un armadio! E’ l’economia circolare, baby!

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Torna il Festival di Yulin e si riaccendono le polemiche

Gio, 06/13/2019 - 11:37

Con il solstizio d’estate, il 21 giugno, torna il Festival di Yulin conosciuto anche come Dog Meat Festival, ovvero il festival della carne di cane.

Si svolge a Yulin, città sita nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang, in Cina, che arriva a sfiorare poco più di 5.000.000 di abitanti e dove, ogni anno, con l’arrivo dell’estate, per dieci giorni consecutivi vengono barbaramente uccisi, secondo le associazioni animaliste, intorno ai 10mila cani e gatti.

In Cina mangiare carne di cane è una tradizione consolidata da secoli e socialmente accettata, la sua commercializzazione è soggetta a regole e norme sanitarie per la tutela sia del consumatore che dell’animale. Nonostante questo, il Festival di Yulin riesce ad indignare gli stessi cinesi, oltre ad avere un forte impatto a livello internazionale: annualmente attivisti per i diritti degli animali provenienti da tutto il mondo si battono per mettervi fine, tanto che lo scorso anno sono stati liberati più di mille cani.

In diversi Paesi del mondo il cane è considerato al pari di una mucca e quindi, a differenza delle abitudini che si sono sviluppate negli anni in occidente, non è considerato animale da compagnia. Indignarsi quindi per il consumo di cane sarebbe ipocrita se pensiamo a tutte le sagre a base di carne che annualmente sono promosse nella sola Italia. Ma la forte indignazione nasce dalla barbarie cui sono sottoposti questi animali nel corso del festival. Continua a leggere [Fonte PEOPLEFORPLANET – Claudia Faverio]

Approfondiamo con la stampa nazionale:

“DA BAMBINO UCCISERO IL MIO CANE PER CUCINARLO, VI SPIEGO PERCHÉ IN CINA MANGIANO I CANI”. Tony, un giovane attivista cinese, spiega perché i cinesi mangiano i cani. […]Mangiare cani non è molto strano in Cina, ma non lo farò mai. Ho scritto molti articoli in cinese e in inglese, per chiedere alle persone di smettere di far male o mangiare cani e gatti. Penserete che i  cinesi siano selvaggi e cattivi, giusto? Mangiano cani e gatti carini. Ora che sono cresciuto, conosco i motivi.

Carne di cane Cina – Anche se molti cinesi oggi sono ricchi, erano molto poveri 20 o 30 anni fa. Si trattava della popolazione più numerosa del mondo e molti di loro non avevano cibo.

Quindi mangiavano qualsiasi cosa si trovasse in natura. Non solo manzo, maiale, pesce, ma anche cani, gatti, serpenti, cavalli, scimmie, rane, topi, volpi e persino cavallette. […] Quindi i cani sono solo una specie di carne. Non sono considerati come una specie specifica per alcune persone. Ora potreste avere una domanda: Tutti i cinesi mangiano carne? Un proverbio cinese dice “再穷不杀看门狗、再饿不吃耕地牛” “子不嫌母丑,狗不嫌家贫”, che significa che non importa quanto sei povero, non dovresti uccidere il tuo cane, e il tuo cane non ti abbandonerà mai, proprio come i figli non pensano mai che la loro madre sia brutta, anche quando invecchia.

Ma in Cina ci sono oltre 1.5 miliardi di persone. Alcuni stranieri scoprono che 10mila persone mangiano i cani, pubblicano la scoperta su tutti i social media, la trasmettono in TV, la diffondono sul blog, aumentano la consapevolezza, tengono una campagna pubblica, ne parlano a chiunque e a chiunque. Presto la maggior parte delle persone nel tuo paese crede che ogni cinese abusa e mangi i cani. Continua a leggere [Fonte: TPI.IT – Jidong Wu

DAVIDE, L’ITALIANO CHE SALVA I CANI DAL FESTIVAL CINESE DI YULIN: “LI STAVANO PER BOLLIRE VIVI”

[Fonte: FANPAGE.IT]

TUTTI AMANO I CANI MA NESSUNO LI ADOTTA. Il rapporto sul randagismo 2019 della LAV: il numero dei cani nei rifugi continua ad aumentare. La LAV, Lega Anti Vivisezione, ha realizzato per il terzo anno consecutivo uno studio sul randagismo in Italia, con alcuni risultati positivi ma altri piuttosto sconfortanti, ad esempio il numero dei cani detenuti nei canili rifugio è cresciuto del 9,26% in un solo anno.
Per realizzare queste statistiche la LAV ha chiesto alle Regioni e alle Province Autonome di indicare quante strutture di accoglienza per cani e gatti fossero presenti sul loro territorio, quanti cani, dopo essere stati catturati, fossero stati restituiti al proprietario, quanti fossero quelli presenti nei canili rifugio, il numero delle colonie feline, delle sterilizzazioni effettuate e quello delle adozioni. Dall’analisi dei dati forniti “è emerso un quadro che conferma una situazione tutt’altro che positiva”, spiega la Onlus nel comunicato stampa che accompagna lo studio.

Innanzitutto il Paese risulta in pratica diviso in due per quanto riguarda il numero di cani randagi: nel Centro-Nord Italia (ad eccezione del Lazio) il randagismo è contenuto, mentre al Sud e nelle Isole il numero dei cani randagi è ancora rilevante.

A livello nazionale cresce il numero dei cani nei rifugi, con un aumento, come dicevamo, di poco meno del 10 percento in un anno. Degli 114.866 cani nei canili italiani, ben il 72% (82.342) si trova nelle strutture del Mezzogiorno, scrive la Lav. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT – Margherita Aina]

Ecofuturo Festival 2019: a Padova dal 25 al 29 giugno!

Gio, 06/13/2019 - 10:35

La sesta edizione di EcoFuturo si avvicina…

Vi aspettiamo dal 25 al 29 giugno al Fenice Green Energy Park di Padova!

Programma dettagliato su www.ecofuturo.eu

Le Ricette di Angela Labellarte: mousse di fragole

Gio, 06/13/2019 - 08:38

Ingredienti per 4 coppette

Fragole 500 gr.
Mascarpone 250 gr.
Panna fresca 250 ml.
Zucchero a velo 100 gr.
Cioccolato in scaglie per decorare
Rum mezza tazzina da caffè
Biscotti sbriciolati 4
Rose per decorare

Preparazione

Lavate le fragole, tagliatele a cubetti e mescolatele con lo zucchero.
Frullate la metà delle fragole con un frullatore ad immersione.
Con l’utilizzo di una planetaria mescolate il mascarpone con il purè di fragole, il rum e la panna liquida fino ad ottenere una crema densa.
In un bicchiere basso sbriciolate un biscotto, versate due cucchiai delle rimanenti fragole a cubetti e la mousse di fragole.
Decorate con fragole, scaglie di cioccolato e petali di rosa.

Foto di Angela Prati

Insegniamo l’empatia nelle scuole italiane (come avviene in Danimarca)

Gio, 06/13/2019 - 08:00

Empatia scuola Danimarca – Pensate se di questi tempi a scuola si insegnasse l’empatia. In Danimarca è materia scolastica dal 1993, un’ora a settimana. Roba da non crederci.  L’ora di empatia (detta Klassen Tid) insegna ai bambini a superare i problemi in modo collettivo e non individuale. Insegna che la felicità non è nulla se paragonata alla gioia collettiva.

Nelle scuole danesi in quell’ora tutti i bambini raccontano le proprie fragilità e ragionano insieme. E, se ci pensate, sarebbe una rivoluzione profumata insegnare fin da piccoli quanto conta che nessuno rimanga indietro, che nessuno rimanga mai solo e soprattutto che in fondo ognuno di noi combatte una battaglia personale che andrebbe sempre rispettata e trattata con cura, gentilezza e l’impegno di essere comunità.

Un’ora di empatia a settimana (che da noi servirebbe anche agli adulti, mica solo ai bambini) potrebbe servire, per esempio, a toglierci dalla testa l’idea che le fragilità altrui sono ostacoli alla nostra felicità e a capire che, invece, nascondono semplicemente talenti strozzati, incapaci di toccare il cielo con un dito perché nati con un nodo alla gola.

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Foto di falco da Pixabay

Insieme FUNZIONA!

Gio, 06/13/2019 - 08:00

Da Explora, il Museo dei Bambini di Roma, presentiamo “Insieme Funziona”, un progetto scolastico per promuovere l’inclusione, aprirsi alle diversità e combattere il bullismo. Partecipano San Donato Milanese, Gela, Roma, Taranto e Livorno.

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Per approfondire

Link al progetto: http://insiemefunziona.eniscuola.net/

Scarica il Romanzo collettivo prodotto dai bambini

Cosa ci ha detto la modella curvy Elisa D’Ospina sui manichini oversize di Nike

Mer, 06/12/2019 - 21:30

La modella e influencer ci ha spiegato il suo punto di vista sulla questione raccontandoci alcuni aspetti del suo lavoro

La storia in breve:

  • Nike ha esposto manichini oversize nel negozio Nike Town di Oxford Street, a Londra
  • I nuovi manichini sono inseriti nel piano di ristrutturazione del settore dedicato alle donne
  • La decisione ha diviso l’opinione pubblica: non tutti hanno gradito
  • I critici sostengono che i manichini incoraggino e promuovano l’obesità

Nike ci ha abituati al tema della sfida. Niente scuse, fallo e basta, ci ripete da tempo.

Che il focus della questione non sia un semplice manichino appare evidente, considerato il clamore mediatico che sta spaccando gli internauti nelle conversazioni sui social, ma quando un brand di questa importanza mette in vetrina un nuovo modello di manichino, diventa subito ambient marketingcon le aspettative di trasformarsi in trend.

Il tema della diversità come valore è sempre centrale e nessuna “scusa” è giusta per non mettersi in gioco. Nike, infatti, non si era fatta sfuggire un testimonial d’occasione, Colin Kaepernick, diventato il volto della nuova campagna contro la discriminazione verso le minoranze etniche negli Stati Uniti.

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Fonte immagine copertina NINJAMARKETING.IT

Fridays for future: una delegazione di ragazzi ad Ecofuturo Festival 2019

Mer, 06/12/2019 - 19:00

Una presenza ed uno spazio significativo ad Ecofuturo Festival 2019, in programma presso il Fenice Green Energy Park di Padova dal 25 al 29 giugno prossimi, sarà quello di una delegazione di ragazzi di Fridays for future, che potranno usufruire dell’Ostello della sede del Festival e che parteciperanno fattivamente alle diverse sessioni di un evento basato sulle soluzioni ecotecnologiche e non solo, di contrasto ai cambiamenti climatici e che vede proprio in una svolta dei comportamenti individuali e nella consapevolezza delle nuove generazioni, un aspetto fondamentale ed imprescindibile per proseguire il cammino. 

Una presenza davvero significativa quella dei ragazzi di Fridays for future che fa seguito alle manifestazioni svoltesi in Italia ed anche alla recente manifestazione di venerdì 24 maggio, che ha visto un centinaio di ragazze e ragazzi di Fridays for Future che si è letteralmente accampata con una ventina di tende, sacchi a pelo, striscioni e bandiere, nella sede del parlamento europeo di Bruxelles, in contemporanea con lo sciopero globale di venerdì 24 maggio che ha visto la mobilitazione di milioni di giovani di Fridays for Future in tutto il mondo e con le elezioni Europee di quello stesso fine settimana, nella consapevolezza che questo è l’ultimo Parlamento dell’Unione Europea che potrà condurci al di sotto di 1,5°C di riscaldamento.

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Impara a disegnare gli animali con cerchi e triangoli

Mer, 06/12/2019 - 15:30

Un’opera minore, minima, che serviva ai fanciulli dell’epoca per muovere i primi passi nel mondo della pittura. Partendo dall’astratto (cerchi, quadrati, linee), si arrivava al concreto (leoni, maiali, grilli), passando per un processo di tentativi, cancellature, armonizzazioni

Come si disegnano gli animali? Con linee, cerchi e quadrati. È, in sintesi, il metodo che proponeva, all’inizio del secolo, il pittore fancese Robert Lambry. Tra le poche opere lasciate dal’artista nella sua breve esistenza (nasce nel 1902 e muore 32 anni dopo), figura, insieme a una serie di altri lavori destinati ai principianti (manuali, romanzi illustrari), “Les animaux tels qu’ils sont”, del 1931, un breve compendio per imparare a rappresentare la maggior parte degli animali.

Il metodo, semplicissimo, passa attraverso la capacità di disegnare figure geometriche chiare ed eleganti (cosa molto meno semplice). È il primo passo, ma è quello decisivo. È solo i quel modo che, con un lavoro di cesellatura, cancellazione ed armonizzazione successivo, si riesce ad arrivare alla forma definitiva dell’animale. Se non si sa fare un ovale ben fatto, diventa impossibile il castoro. Senza le linee triangolari, non ci saranno mai disegni di grilli e di cicale. E senza quadrati e rettangoli, chi saprebbe rappresentare un cane?

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Allattamento prolungato e svezzamento solo dopo i 6 mesi …

Mer, 06/12/2019 - 15:00

Capita molto spesso che le neo mamme non vengano informate sui benefici dell’allattamento a termine al seno, che vengano introdotti alimenti o bevande – prima del tempo – inutili se non deleteri per il bambino.

Ne abbiamo parlato con un esperto, il dott. Andrea Parri: pediatra, docente della Scuola di specializzazione in pediatria dell’Università di Siena. Ideatore e coautore del Corso di formazione a distanza su allattamento della Regione Toscana e promotore, in Toscana, della riforma delle Scuole di specializzazione per una migliore formazione sui temi dell’allattamento.

Chi sostiene nel mondo che l’allattamento al seno debba essere portato avanti più a lungo possibile per i vantaggi che procura (Associazioni medici, Organismi internazionali, ecc.)? E quali sono questi vantaggi?

La norma biologica,,quella seguita della natura, è l’allattamento al seno e quindi è più corretto parlare di quali svantaggi ci siano a interromperlo precocemente. Basti pensare che l’allattamento nel secondo anno di vita copre dal 35% al 50% dei fabbisogni di un bambino e per questo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Accademia americana di pediatria, il nostro Ministero della Salute e moltissime altre associazioni raccomandano di proseguire l’allattamento fino a quando bimbo e madre informata lo desiderino, anche oltre i due anni.

L’allattamento a termine è la definizione di un allattamento al seno che rispetta i tempi del bambino, lasciando che sia lui a distaccarsi quando si sentirà pronto, il che accade in genere dopo i 2 anni. Questa modalità di allattamento, per citare alcuni dei punti principali in termini di vantaggi dimostrati:

  • riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti,
  • protegge dalle infezioni respiratorie,
  • riduce il rischio di sviluppare allergie,
  • migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio,
  • migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni,
  • è connessa al riscontro di valori più alti di quoziente intellettivo,
  • contribuisce a ridurre il rischio di cancro al seno e all’ovaio nella madre.

I pediatri sono tutti preparati per sostenere l’allattamento al seno? Ovvero: sanno quali sono i benefici che procura al bambino e alla mamma? Sanno supportare le mamme nelle giuste modalità per mantenerlo e perpetrarlo nel tempo?

Il vero problema è proprio la scarsa formazione dei pediatri (ma anche di altri operatori) su questi temi. Basti pensare che fino a oggi, in Italia, soltanto nella scuola di specializzazione di Siena si tiene un corso sull’allattamento, mentre nelle altre (più di 40) scuole di pediatria o è assente o quanto meno non è strutturato. Può succedere così che molti pediatriintroducano latte in formula (artificiale) alla minima difficoltà (o presunta tale). Nei primi periodi di allattamento invece occorre un atteggiamento di grande sostegno nei confronti della madre e di protezione dagli “attacchi” pubblicitari delle aziende produttrici di latte artificiale, quindi un grande impegno di vicinanza alla madre. Un impegno formativo sui temi del counseling e non solo, soprattutto un impegno professionale costante.

– Perché ancora oggi ci sono pediatri che sostengono lo svezzamento e dunque l’introduzione di acqua o altri cibi (frutta, omogeneizzati, ecc.) prima dei 6 mesi? Cosa comporta questa pratica?

Tutto nasce da una scarsa formazione, senza neanche voler parlare di conflitti di interessi: nella maggioranza dei casi dipende da ignoranza o scarso desiderio di dedicarsi a questi temi, che richiedono grande impegno e dedizione. Alcuni sottovalutano l’importanza della promozione, della protezione e del sostegno dell’allattamento (le parole d’ordine dell’OMS). L’introduzione precoce di alimenti diversi dal latte materno produce, tanto per parlare delle acquisizioni più recenti, delle modificazioni del microbioma nell’intestino dei bambini. Il microbioma adeguato, come è negli allattati al seno, sappiamo essere un indicatore di benessere e un investimento in salute per tutta la vita.

– Quali sono gli enti/associazioni sul territorio a cui le mamme possono rivolgersi per avere un sostegno e informazioni accurate sull’allattamento al seno e sulle corrette modalità di svezzamento se il loro pediatra non fosse preparato per farlo?

Ovviamente l’ideale sarebbe potersi rivolgere ai pediatri, che dovrebbero essere il riferimento per ogni aspetto riguardante la salute dei bambini, ma se non si trovano pronti e preparati per affrontare questi argomenti l’OMS indica di allattare fino a 6 mesi compiuti in modo esclusivo (che significa solo latte senza nessuna aggiunta di cibi, acqua o tisane).

Ed è consigliabile rivolgersi ad associazioni del territorio, come gruppi di mamme formate con adeguati corsi e associazioni come La Leche Ligue (link https://www.lllitalia.org/) che fa un meritevole grande lavoro.

Per portare un esempio concreto, in Toscana, che non è certo una delle Regioni peggiori da questo punto di vista, soltanto il 9% per cento dei pediatri di famiglia (in una indagine della FIMP del 2017) ha dichiarato di introdurre alimenti complementari (divezzamento) come indicato dall’OMS, e cioè dopo i 6 mesi compiuti. E in altre Regioni la situazione è ben peggiore.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Ricordando Anna Frank

Mer, 06/12/2019 - 12:15

Nel 1944 Anna Frank fu arrestata dalla Gestapo e deportata nei lager nazisti dove morì un anno dopo. Oggi è ancora un simbolo della Shoah

Annelies Marie Anne Frank è stata una scrittrice ebrea nata a Francoforte sul Meno, in Germania, il 12 giugno del 1929.

La sua storia divenne particolarmente celebre per via del diario che scrisse, giorno dopo giorno, tra il 15 giugno del 1942 e il primo agosto del 1944, nel periodo in cui era nascosta insieme alla sua famiglia in un alloggio segreto ad Amsterdam, nei Paesi Bassi.

Anne e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti che volevano arrestarli e poi deportarli nei campi di concentramento perché ebrei.

Anne iniziò a scrivere all’età di 13 anni. Nel diario sono raccolte le angosce, le illusioni, i sogni e le speranze più intime indirizzate all’amica immaginaria Kitty.

Pochi giorni prima del suo arresto, avvenuto il 4 agosto del 1944, Anne smise di scrivere. Fu deportata e morì nel febbraio del 1945 nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, nel nord della Germania. 

Non ho affatto intenzione di far leggere ad altri questo quaderno rilegato di cartone”, scrisse Anne all’inizio del suo diario. In realtà i suoi scritti, tradotti pressoché in tutte le lingue del mondo, costituiscono ancora oggi uno dei simboli più importanti della Shoah.

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Italia: bocciata la richiesta di “emergenza climatica”

Mer, 06/12/2019 - 11:51

CAMBIAMENTO CLIMATICO, IL SENATO BOCCIA L’EMERGENZA. Bocciata al Senato la richiesta di dichiarare “l’emergenza climatica” per l’Italia, contenuta in tre mozioni presentate da Fi, Pd e Leu, che avevano avuto il parere contrario del Governo. Semaforo verde, invece, (con 145 sì, 76 no e 40 astenuti) per la mozione della maggioranza, a firma M5s, che di emergenza non parla. Un’emergenza su cui da mesi centinaia di migliaia di giovani, ispirati dalla sedicenne attivista svedese Greta Thunberg (ospite due mesi fa al Senato per un convegno sul clima), si stanno mobilitando nel mondo.

Nella Giornata mondiale dell’Ambiente – dedicata quest’anno all’inquinamento dell’aria – si consuma in fretta a palazzo Madama il dibattito sulla necessità di intraprendere al più presto misure incisive per contrastare il riscaldamento globale, su cui gli scienziati hanno dato una dozzina d’anni di tempo per intervenire riducendo gas serra e dicendo addio al carbone per consumi energetici. Nella polemica fra maggioranza e opposizione, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa soddisfatto parla di “una presa di posizione da cui non si può tornare indietro” e quindi se tutti sono d’accordo sulle urgenze ambientali “allora votiamo presto la legge salva mare, il disegno di legge cantiere ambiente, mettiamo subito quello sulle bonifiche”, è la sua sollecitazione.
Intanto, una rete di associazioni e comitati ambientalisti, con singoli cittadini, si preparano a fare causa contro lo Stato italiano ritenendolo “colpevole di inazione” di fronte agli effetti irreversibili dei cambiamenti climatici. Hanno lanciato una campagna sul web “Giudizio Universale – Invertiamo il processo” in vista del deposito in autunno degli atti. Continua a leggere [Fonte ANSA.ITStefania De Francesco]

Cosa sta succedendo nel mondo? Approfondiamo:

GIUDIZIO UNIVERSALE – INVERTIAMO IL PROCESSO

Perché un’azione legale? Scioglimento dei ghiacciai, siccità, desertificazione, eventi climatici estremi, estinzione di interi ecosistemi sono solo alcuni dei fenomeni che già oggi si verificano su tutto il pianeta. Gli scienziati ne sono certi: se continuiamo così, entro la fine del secolo le temperature aumenteranno di oltre 4° C. Se le emissioni di gas serra non vengono drasticamente ridotte nei prossimi 11 anni, gli impatti nel prossimo futuro saranno irreversibili.

La grave minaccia rappresentata dagli stravolgimenti climatici sulla vita umana e la debolezza delle misure messe in atto a livello internazionale sta suscitando una crescente preoccupazione nella popolazione, dando impulso a una grande mobilitazione a livello globale . Il movimento per la giustizia climatica sta divenendo uno degli attori più rilevanti sulla scena internazionale, denunciando senza sosta l’inazione dei poteri pubblici per la salvaguardia del clima.

In questo scenario di insufficiente assunzione di responsabilità delle istituzioni, l‘Italia non fa eccezione. Il nostro Paese ha obiettivi di riduzione delle emissioni scarsamente ambiziosi per compiere con le raccomandazioni espresse dalla comunità scientifica internazionale e centrare l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro la soglia dei +1,5°. Per spingere verso un deciso cambio di passo, l’unico in grado di invertire la rotta prima che sia troppo tardi, vi sono a oggi più di 1000 contenziosi climatici avviati dalla società civile in oltre 25 paesi contro stati, multinazionali o singoli progetti clima alteranti. È giunto il momento di passare all’azione anche in Italia!  Firma l’appello  – Continua a leggere [PRODUZIONIDALBASSO.COM]

CAMBIAMENTI CLIMATICI, RESTANO MENO DI 20 ANNI PER SALVARE IL PIANETA. Effetti devastanti sulla salute. L’Istituto superiore di sanità avverte: saranno milioni i morti. Vent’anni. Sicuramente non di più. Molto probabilmente meno. E’ questo il tempo che l’uomo ha a disposizione per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti che questi avranno sulla salute delle persone e dell’ambiente. L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi: “E’ questo il tempo che ci rimane per mettere in atto misure concrete. Fra 20 anni potrebbe già essere troppo tardi. Già oggi le morti in Europa legate ai cambiamenti climatici sono migliaia l’anno, ma saranno milioni nel prossimo futuro se non si agisce subito”.

Un olocausto a fuoco lento

Il pericolo concreto, spiega il presidente dell’ISS, è che le ondate di calore che nel 2003 hanno fatto 70 mila morti possano passare dal manifestarsi in periodi circoscritti dell’anno all’essere presenti in alcune parti del mondo per oltre 200 giorni l’anno, impedendo alle popolazioni di stare all’aria aperta per gran parte dei dodici mesi a causa dell’aumento delle temperature. Il problema è che i danni sulla salute dai cambiamenti climatici non sono visibili all’istante, e quindi non è facile sensibilizzare istituzioni e cittadini, ma sono devastanti. “L’Organizzazione mondiale della sanità parla di vari milioni di morti legate ai cambiamenti climatici e in Italia ben il 12% dei ricoveri pediatrici in ospedale sono connessi all’inquinamento. Si tratta, in un certo senso, di un olocausto a fuoco lento”, afferma Ricciardi. Continua a leggere [PEOPLEFORPLANET.IT – Miriam Cesta]

CLIMA: 50 SI INCATENANO A BERLINO. Una cinquantina di attivisti per l’ambiente di Extinction Rebellion si sono incatenati alla recinzione della cancelleria a Berlino per protestare contro l’inazione dei governi sul clima e chiedere alla cancelliera Angela Merkel di dichiarare un'”emergenza climatica”.

Le chiavi dei catenacci con cui hanno bloccato le catene all’inferriata sono state inviate dagli attivisti per posta a 13 ministeri, accompagnate ciascuna da lettere che illustrano gli obiettivi in materia ambientale cui chiedono al governo di avvicinarsi. Uno per tutti, la riduzione della metà delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2025. “Cosa vogliamo? Giustizia climatica. Quando la vogliamo? Ora!”, hanno urlato.[Fonte: ANSA.IT]

EcoFuturo Tv: settima puntata

Mer, 06/12/2019 - 10:48

In questo episodio Licia Colò ci invita a riflettere sul fotovoltaico; scopriamo insieme a PEF, fornitore di energie rinnovabili, la campagna “Sigilla il tubo”; Michele Dotti ci spiega in modo ironico “come sprecare energia” nelle nostre case; il professor Valerio Rossi Albertini ci presenta un’alternativa possibile agli inceneritori; un servizio sulle medicine complementari con Vanda-omeopatica; il mago Walter Klinkon con un gioco di prestigio e una riflessione sulla CO2; Jacopo Fo ci parla, illustrandolo con la sua penna, di auto elettriche; un servizio sull’idrogeno con Solid Power; Lucia Cuffaro ci spiega come autoprodurre un detersivo dalla liscia di cenere; Sergio Ferraris ci accompagna in una riflessione sugli accumuli di energia; Fabio Roggiolani analizza i vantaggi delle ecotecnologie presentate in questa puntata.

Aiuta Italia Sicilia Gela di Iacopo Patierno a vincere l’International Online Web Fest

Mer, 06/12/2019 - 10:18

Ciao,
ti chiediamo un momento di attenzione per aiutare Italia Sicilia Gela di Iacopo Patierno a vincere l’International Online Web Fest.
Per vincere, abbiamo bisogno del tuo voto.
È possibile votare tramite Facebook, collegandosi al link official Facebook Fan Page.
Basta mettere Mi piace al post e scrivere nei commenti “Italia Sicilia Gela”, grazie!

C’è tempo fino a giovedì 13 giugno alle ore 19.00!

8 consigli per una casa più ecologica e sostenibile

Mer, 06/12/2019 - 08:00

Avere una casa ecologica e sostenibile migliora la qualità della nostra vita e diminuisce nettamente il nostro impatto sull’ambiente. Il 63% degli italiani ne desidera una e il 57% ha previsto o sta pensando a interventi di ristrutturazione energetica (fonte Casa.it). Fare architettura sostenibile significa saper costruire e gestire un’edilizia in grado di soddisfare le richieste dei clienti e che, allo stesso tempo, riesca a inserirsi armoniosamente nel contesto senza arrecare danno all’ambiente. Progettare una casa ecologica è il sogno di molti e, a partire da fine 2017, sono nettamente aumentate le richieste di architetti professionisti specializzati in bioedilizia per impostare studi di fattibilità in tutta Italia.

Tutto questo è fantastico, qualcosa nel nostro paese si sta muovendo nel verso giusto, ma non sempre è possibile attuare interventi così radicali e costosi. Quello che, invece, è alla portata di tutti sono dei piccoli accorgimenti per rendere la nostra casa più eco-friendly. 

Controllate l’impianto di riscaldamento – Perché il vostro riscaldamento sia efficiente da un punto di vista energetico è necessario effettuare controlli periodici dell’impianto e sostituirli ogni dieci anni. Se state valutando di effettuare lavori di ristrutturazione valutate il riscaldamento a pavimento.

Elettrodomestici efficienti – Gli elettrodomestici sono classificati con l’uso di lettere, in una scala dalla A alla G. A partire dal 2010 sono stati introdotte le sigle A+, A++ e A+++ a indicare i prodotti a maggiore risparmio energetico. Si tratta di prodotti con costi maggiori, ma la loro efficienza è altissima e permettono di avere un risparmio diretto in bolletta. Un frigorifero A+++ consuma in media il 50% in meno rispetto a uno in classe A+. Per un utilizzo adeguato dei vostri elettrodomestici fate attenzione a utilizzarli sempre a pieno carico ed evitate di lasciarli in stand-by.

Cambiate le vecchie lampadine – Sostituite le vostre vecchie lampadine e preferite quelle con tecnologia a Led. La loro vita media è di 5 anni e mezzo e vi permetteranno di risparmiare fino al 50% in bolletta. A fronte di un costo iniziale più alto (il loro costo medio è di 22 euro) la loro resa sarà ottima: basti pensare che illuminare una stanza per 5 anni e mezzo vi costerà 122 euro con una lampadina Led e 254 euro con altre lampadine (fonte ItaliaLED). 

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Dermatologia: ecco la lista delle eccellenze sanitarie

Mer, 06/12/2019 - 07:30

È l’organo più esteso del corpo umano, il tessuto che copre tutto l’organismo: in un individuo adulto arriva a misurare tra 1,5 e 2 metri quadrati, per un peso totale di circa 10 Kg. Insieme ai cosiddetti “annessi cutanei” (peli, ghiandole sudoripare e unghie) forma l’apparato tegumentario. È formata da tre strati che, dall’esterno verso l’interno, assumono il nome di epidermide, derma e ipoderma (o strato sottocutaneo).

La pelle assolve a diverse funzioni: per citarne solo alcune, protegge l’organismo dagli agenti esterni (traumi, radiazioni ultraviolette, ecc); partecipa al meccanismo della termoregolazione; impedisce la perdita di liquidi e, non da ultimo, con il suo strato più superficiale registra e trasmette stimoli tattili, dolorifici e termici. L’area specialistica principale deputata alla cura e alla salute di questo particolare organo è la dermatologia.

Per sapere quali sono in Italia i migliori ospedali a cui rivolgersi per le problematiche relative alla cura della pelle abbiamo realizzato una classifica dopo aver consultato il portale www.doveecomemicuro.it, motore di ricerca sulla salute a cui i cittadini possono far riferimento per mettere in fila le strutture.

Valutazioni e parametri

Nello stilare le classifiche delle strutture sanitarie migliori alle quali rivolgersi per curare per una certa patologia oppure per sottoporsi a una visita specialistica il portale incrocia diverse informazioni (più di 800 mila) e si basa su valutazioni istituzionali (come quelle effettuate dal Programma nazionale valutazione esiti realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del ministero della Salute), di certificazioni provenienti da fonti scientificamente accreditate (tra cui il Centro Nazionale Trapianti e il Breast Center Certification), e su parametri dettagliati (numero dei ricoveri, tassi di mortalità, casi in cui è stato necessario un secondo intervento, ecc).

Gli ospedali migliori in dermatologia

La classifica dei primi 10 centri per la cura delle problematiche della pelle è stata realizzata sulle valutazioni dell’area specialistica nelle varie strutture effettuate dagli utenti.

1) IRCCS Neuromed, Azienda Ospedaliera Universitaria integrata
SSNvia Atinense, 18 – 86077 Pozzilli (IS)
per info e prenotazioni chiamare il numero 0865 929 600
sito web http://www.neuromed.it/

2) Presidio Ospedaliero Dermatologico San Lazzaro – A.O.U. Città della Salute e della Scienza, Azienda Ospedaliera integrata con l’Università 
via Cherasco, 23 – 10126 Torino 
per info e prenotazioni chiamare il numero 011 6335810
sito web http://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=95%3Aospedale-san-lazzaro&catid=37&Itemid=309

3) Presidio Ospedaliero Sant’Andrea, Ospedale a gestione direttacorso Abbiate Mario, 21 – 13100 Vercelli (VC)
per info e prenotazioni chiamare il numero 0161 593111
sito web  http://www.aslvc.piemonte.it/strutture/strutture-ospedaliere/p-o-vercelli

4) Ospedale Vito Fazzi, Ospedale a gestione diretta
piazza Filippo Muratore – 73100 Lecce (LE)
per info e prenotazioni chiamare il numero 0832 661111
sito web https://www.sanita.puglia.it/web/asl-lecce/ospedali_det/-/journal_content/56/25176/ospedale-vito-fazzi-

5) Villa Tiberia Hospital – GVM Care & Research, Ospedale privato accreditato SSN
via Emilio Praga, 26 – 00137 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 82098040
sito web https://www.gvmnet.it/strutture/villa-tiberia-hospital-roma.aspx

6) Casa di Cura Villa Sandra, Casa di Cura privata accreditata SSN
via Portuense, 798 – 00148 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 655951
sito web https://www.villasandra.it/

7) Poliambulatorio di Paullo, Poliambulatorio pubblico 
via Mazzini, 17/19 – 20067 Paullo (MI) 
per info e prenotazioni chiamare il numero 02 90638003
sito web http://www.aomelegnano.it/images/stories/poliambulatori/orari_poliambulatori_2016.pdf

8) Poliambulatorio Farini, Poliambulatorio pubblico 
via Farini, 9 – 20154 Milano (MI)
per info e prenotazioni chiamare il numero 02 57994700
sito web http://www.icp.mi.it/farini

9) Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, Azienda Ospedaliera
circonvallazione Gianicolense, 87 – 00152 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 58701
sito web http://www.scamilloforlanini.rm.it/

10) Istituto Dermatologico San Gallicano, IRCCS pubblico
via Elio Chianesi, 53 – 00144 Roma (RM)
per info e prenotazioni chiamare il numero 06 52661
sito web http://www.ifo.it/index.html

Immagine di copertina: Photo by lucas clarysse on Unsplash

Mesa Noa, la sfida alla grande distribuzione arriva da una piccola coop sarda

Mar, 06/11/2019 - 21:30

Il progetto nasce a Cagliari con l’obiettivo di diffondere il modello di economia solidale e sostenibile nell’isola. Le produzioni locali sono al centro del progetto, che segue il modello del socio-consumatore e dove finalmente è il produttore a dettare i prezzi.

Che rapporto c’è oggi tra un consumatore e un banco di frutta al supermercato? Si direbbe più attento, senza dubbio, all’etichetta rispetto ai magnifici anni ’90. O meglio, gli anni d’oro dei fast food e del consumo tout courtspinto da martellanti campagne pubblicitarie delle grandi catene di distribuzione che non badavano troppo alla salute del consumatore, anzi. A farla da padrone erano merendine, snack, confezionati e dolciumi vari. In due parole: junk food, il “cibo spazzatura” con scarso valore nutritivo e alto contenuto calorico.

Oggi le merendine resistono, è vero, ma è sempre più diffusa una maggiore attenzione al prodotto, la sua origine di provenienza e, sopra ogni cosa, le modalità di produzione. Quelle uova sono allevate a terra? Quel salmone da dove arriva? I pomodori sono di serra? Il biologico è diventato pop, uno stile di vita vero e proprio che si è portato dietro tutta una serie di simboli e contenuti – chi non ha una shopper a casa? – che hanno rivoluzionato il rapporto tra consumatore e il banco di frutta di cui sopra.

È il “consumo critico”, la possibilità di scegliere, consapevolmente, cosa si sta mettendo sotto i denti. E non poteva andare diversamente, oggi che l’“onda verde” sembra aver trovato un posto di rilevanza anche a livello politico, in particolare tra le nuove generazioni che scelgono quotidianamente di essere sempre più green: si va dalla cosmetica al food, per arrivare alle auto, l’edilizia, il design e l’abbigliamento.

In questo contesto nasce in Sardegna l’emporio collaborativoMesa Noa (in sardo “tavola nuova”, ndr), costituitosi formalmente il primo giorno di primavera del 2019, con l’obiettivo di estendere il modello eco solidale nel cagliaritano.

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“Basta palloncini in volo, inquinano i mari”, la lotta alla plastica anche nei cieli

Mar, 06/11/2019 - 18:24

Dopo monouso e cannucce, il “balloons ban”: divieto di palloncini. Ultima una cittadina vicino a New York. Gli ambientalisti: “Il lattice con cui vengono realizzati può durare anche fino a quattro anni in mare”

SI VIETA il cielo per salvare il mare. I palloncini, da sempre simbolo di gioia e divertimento non solo per i più piccini, senza volere hanno “fatto la festa” a troppi animali negli ultimi decenni: dopo il volo infatti plastica e lattice, spesso non biodegradabili, sono finiti nelle strade, fra i rami degli alberi e soprattutto negli oceani dove decine di creature sono morte cibandosi, soffocando o rimanendo intrappolati nei resti degli stessi palloncini.

Una conseguenza a cui per molto tempo non si è dato peso, ma la nuova cultura e sensibilità relativa alla lotta all’inquinamento da plastiche adesso stanno invertendo la rotta: decine di città nel mondo stanno infatti bandendo i palloncini.

Una delle ultime ad aver applicato il “balloons ban” è Rhode Island, poco distante da New York. Lì sarà vietato come altrove usare i palloncini ad elio e venderli: per i trasgressori una salata multa da 200 dollari. Lo hanno deciso le autorità locali dopo aver raccolto (e visto) i danni provocati dai resti dei palloncini su tartarughe, pesci, uccelli e altri animali rimasti vittime dell’inquinamento “da party”. All’iniziativa plaude Balloons Blow, organizzazione che mira proprio a sensibilizzare i cittadini sui danni da palloncino. L’esempio della cittadina usa ricalca quelli, sempre negli States, di Provincetown e Nantucket nel Massachusetts, ma anche di diversi centri di Florida o California dove le piccole camere d’aria sono già bandite.

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Agricolus: la piattaforma agtech che ottimizza le pratiche agronomiche

Mar, 06/11/2019 - 17:11

Agricolus è anche il nome della piattaforma creata dall’azienda per supportare e ottimizzare il lavoro in campo di agricoltori, agronomi e altri operatori del mondo agricolo utilizzando tecnologie innovative di raccolta e analisi dati.

La piattaforma cloud (cioè accessibile direttamente da web con la creazione di un semplice account) è composta da funzionalità per l’agricoltura di precisione: mappatura dei campi, connessione a stazioni agrometeo, Sistemi di Supporto alle Decisioni, modelli previsionali, lotta intelligente alle fitopatie e telerilevamento da satellite o da drone.

Grazie ad Agricolus l’utente è in grado di:

  • Ottimizzare la produttività
  • Prevenire e monitorare le avversità climatiche e parassitarie delle colture
  • Ridurre i costi economici per l’utilizzo di risorse (acqua, trattamenti, fertilizzanti)
  • Tracciare la qualità della produzione
  • Migliorare la gestione delle colture
  • Diminuire l’impatto ambientale

La piattaforma è declinabile attualmente in tre versioni:
Agricolus Free > la soluzione gratuita fino a 10 ettari per approcciarsi alle nuove tecnologie
Agricolus Essential > la soluzione per gestire i propri campi senza limiti di ettari
Agricolus Plus > la soluzione professionale per le aziende agricole.

Curiosi? Provate la versione gratuita Agricolus Free!
Visita il sito www.agricolus.com o scrivici su discover@agricolus.com

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